LA PASSERA, IL CORVO NERO E LA PACE SOCIALE!

Pubblicato 11 Maggio 2012 Aggiornato 11 Maggio 2012 22:54

Noi bloggers abbiamo la fortuna e anche la responsabilità di poter esprimere liberamente i nostri pensieri senza filtri originati da conflitti di interesse di editori vari.E un pò quello che ho potuto fare io in questi anni durante i quali ho cercato di condividere con i miei lettori la tempesta perfetta che stava per arrivare, l’immensa crisi antropologica che stiamo vivendo e le conseguenze che avrebbe determinato.Dal corvo nero allo sparviero maledetto, dalla cassandra al pessimista cosmico sino al catastrofista di professione e via dicendo questi erano solo alcuni dei simpatici accostamenti dedicati alle mie analisi. Purtroppo la realtà si è via,via rivelata peggiore di quello che mi aspettassi.Ora però è il tempo di guardare oltre incominciando da questo Paese, dalla nostra realtà quotidiana, cambiando prima di tutto noi stessi, rendendoci conto che tutti siamo responsabili in una certa misura di quello che sta accadendo, lottando qui e non fuggendo di fronte alle difficoltà, proponendo e cercando di far conoscere sistemi economici alternativi a quelli senza alternativa che ci vengono proposti quotidianamente.Non serve inventare nulla, cè già tutto quello che serve manca solo la consapevolezza e la volontà di scegliere un’altra strada.A differenza di quanto urlano i soliti interessati il sottoscritto sta da tempo condividendo negli incontri con la gente alcune alternative che necessariamente non riguardano sempre e solo gli interessi economici e finanziari di coloro che partecipano, come compra di qua o investi di la, ma riguardano la collettività, il tentativo di ricostruire questo sistema partendo dalla conoscenza di sistemi alternativi, dal comprendere che questa è principalmente una crisi antropologica e che la ricostruzione riparte dalla società e dai giovani. L’ambito del compra di qua o investi di la fa parte della mia professione ma cerco di andare oltre in un rapporto che contempli anche la possibilità di incidere sulla realtà non solo guardando sempre e solo al proprio interesse ma anche imparando ad investire in maniera responsabile, anche se oggi non è affatto semplice, ma possibile come abbiamo più volte visto. Ogni giorno entro in contatto con diverse sensibilità e non posso pretendere che tutti condividano il mio punto di vista.Passera: “Ue, investimenti per la crescita”. “Tutti sappiamo che da questa situazione possiamo uscirne anche più forti degli altri paesi. Lo spazio per crescere c’è e in parte dipenderà da quello che farà l’Europa, che deve smettere solo di parlare di crescita ma fare investimenti”, dichiara il ministro dello Sviluppo Economico, riprendendo le argomentazioni dello stesso presidente del Consiglio, Mario Monti 1. Le accuse di respiro “comunitario” del ministro sono particolarmente dirette. “L’Ue non ha fatto la sua parte adeguatamente negli ultimi tanti mesi – amonisce Passera -. L’Ue non ha saputo garantire se stessa, ma adesso deve dimostrare di saper garantire se stessa e anche i più deboli, deve smettere di parlare di crescita e fare investimenti, distinguendo ciò che è spesa e ciò che è investimento”. (…) Passera fa un po’ di conti sul disagio sociale legato alla mancanza di lavoro: “Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone. Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese”. Per il ministro, l’Italia può farcela, “e non è ottimismo di maniera”. Perché “dalla globalizzazione può arrivare una spinta alla crescita” analizza Passera, elencando i settori in cui il Paese mantiene un vantaggio competitivo: “L’Italia ha dei vantaggi unici nel settore della moda, della casa, dell’autonomazione, della meccanica, della filiera agroalimentare e del turismo”, se a tutto questo si aggiunge “il dinamismo” del sistema delle piccole e medie imprese, “da persone concrete, dobbiamo convincerci che lo spazio per crescere c’è”. REPUBBLICA

Ma è già incominciata la campagna elettorale ?  Se si con quale partito!

Perchè solo ora questi signori condividono le loro paure, solo ora che l’inevitabile è diventato realtà, che la tensione sociale aumenta giorno dopo giorno, perchè esprimono il loro pessimismo ora che c’è bisogno di guardare oltre.

Ma quale spinta dalla globalizzazione, quale crescita in una crisi originata da troppa crescita alimentata da un’orgia di debito! Non diciamo fesserie la globalizzazione ha fallito, perchè ha prevaricato le identità locali, usi e costumi e tradizioni omologando tutto. Invece c’è assolutamente bisogno di glocalizzazione ripartire dal territorio recuperare la saggezza del passato guardando al futuro per integrare ogni identità con l’apertura verso il globale. Ma è un discorso troppo importante insieme ad altri da fare in due righe.

Yunus dice che ……”Ho come la sensazione che l’economia basi le sue leggi su presupposti che ignorano gli esseri umani. L’economia tratta gli uomini e le donne come macchine e nega gli elementi essenziali della natura umana. L’economia prevede solo due attori sulla scena: gli imprenditori e i lavoratori. E considera gli imprenditori come persone dalle capacità eccezionali. Sono state create istituzioni che difendono solo questa casta. E così sono state ignorate le potenzialità della gran massa dell’umanità. L’economia ama definirsi come una scienza sociale. Non lo è: l’economia parla di lavoro e di manodopera. Non parla d’uomini, donne e bambini. Una scienza che vorrebbe essere sociale non può ignorare l’ambiente che pretende di analizzare>>.

“Siamo tutti convinti, in qualche modo, che l’economia capitalista può funzionare solo se spinta dal principio dell’avidità. È una profezia che si avvera. Solo chi punta ai massimi profitti ha un ruolo nell’economia di mercato. Sono convinto profondamente, e l’esperienza di venti anni di lavoro di Grameen me lo conferma, che l’avidità non sia l’unica molla per la libera impresa. L’impegno per raggiungere obiettivi sociali può avere una forza propulsiva pari, se non superiore, a quello spinto dall’avidità. Aziende che ispirano il proprio lavoro alla soddisfazione di finalità sociali, possono diventare formidabili concorrenti delle aziende private ispirate solo al profitto”.

Il mio ottimismo è nei giovani e nell’alternativa, non abbiamo alternativa a ricostruire partendo dalla Famiglia, dai giovani, dall’istruzione, dalla cultura, dall’innovazione, dalla ricerca finalizzati al bene comune!

La verità è figlia del tempo e il tempo sta per arrivare!

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Nel fine settimana sarà inviata un’analisi dettagliata sulle prospettive tecniche e macroeconomiche per i prossimi mesi dedicata ai recenti sostenitori di Icebergfinanza e a coloro che vorranno contribuire liberamente cliccando qui sotto…

…dal titolo “MAGGIO 2012 ” EURO FU… SICCOME IMMOBILE ”

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