MACRON LE PEN: IL TEOREMA DELL’IMPOSSIBILITA’

Partiamo da qua, da come è finita il 23 di aprile…

Facciamo finta che Macron non abbia compiuto il passo falso di festeggiare sfacciatamente la vittoria finale nel ristorante più chic di Parigi e non abbia rimediato la figuraccia con gli operai della Whirpool. Facciamo finta che tutta la Francia si sia innamorata di lui, perchè poverino è stato aggredito dalla LePen.
La prima domanda è questa! Secondo Voi, i francesi, una parte degli elettori francesi, possono arrivare al punto di votare contro i loro stessi interessi ( favorendo Macron il padre della contestatissima legge “loi travail” per la quale sono scesi in piazza a milioni bloccando tutto per giorni e giorni ) per ottenere un presunto profitto ( ovvero fermare la LePen in nome di una ipotetica “alleanza repubblicana” ) ?
Probabilmente a qualcuno verrà il mal di testa leggendo le prossime righe, se non capite, saltate direttamente alle conclusioni finali.
Ken Arrow sosteva che è impossibile cercare di comprendere l’interesse di un gruppo di persone attraverso le preferenze espresse dai suoi membri, soprattutto attraverso un voto. Il vecchio Ken, direbbe che è impossibile capire quali sono le vere preferenze degli elettori guardando solo ai loro voti. A parità di scelte individuali, il risultato finale può radicalmente cambiare, sulla base delle opzioni proposte, che nel nostro caso, non sono più vado a votare la LePen o Macron, ma, possono non andare a votare e quindi astenermi, oppure andare e votare scheda bianca.
Ieri sembra che Trump sia riuscito a spazzare via Obamacare e che molti americani perderanno l’assistenza sanitaria, magari avendolo votato e illudendosi che avrebbe aumentato il loro stipendio.
Vediamo cosa hanno scelto i sostenitori di Mélanchon, che quasi certamente andrà a votare scheda bianca.
Innanzitutto hanno votato solo coloro che erano iscritti prima del 23 aprile e non qualche portoghese dell’ultima ora, 240.000 mila voti non sono spiccioli, quindi direi che il campione è rappresentativo…
Secondo i risultati pubblicati oggi il 36,12% voterebbe bianco o nullo, il 34,83% voterebbe per Macron, il 29,05% si asterrebbe.
Fermiamoci qui e proseguiamo!
Se estrapoliamo il teorema di Arrow, il risultato politico del primo turno potrebbe anche non corrispondere alla realtà, perchè magari qualcuno ha votato contro il proprio interesse, come suggerito da un altro francese, un certo Borda, uno che ha messo in piedi un metodo che incoraggia il voto tattico o ragionato. Difficile capire chi tra gli elettori della LePen o di Macron sarebbero tentati di abbandonare il candidato suggerito o favorito se, secondo loro, ha poche possibilità di vincere. Difficile che accada per gli elettori della LP, diverso sarebbe il caso di quelli di Macron che, come abbiamo più volte visto, hanno un livello di fedeltà decisamente minore.
Bene, io invece direi che dopo i risultati, con circa il 65 % degli elettori di Mélenchon che si asterebbero o voterebbero scheda bianca, sono pronto a scommettere che sulla base del metodo Borda, che buona parte di quelli che voterebbero Macron si sentirebbero in minoranza e preferirebbero seguire i loro compagni, non votando o votando scheda bianca. Ancor più dopo lo squallido teatrino di mercoledì sera.
Il rusultato, sarebbe un aumento sensibile del popolo degli astensionisti, quelli che suggeriscono ne la peste, ne il colera, ni LePen, ni Macron.

Su Twitter e Facebook il popolo dell’astensione …spopola e non va sottovalutato!

Tra i “sogni” di vittoria e la “realtà” c’è – in mezzo – la dimensione della partecipazione al voto. Storicamente al ballottaggio votano meno persone che al primo turno. Questa volta gli astensionisti si stanno addirittura organizzando attraverso i social network.Sono quelli che dicono che non andranno a votare o lasceranno la scheda elettorale in bianco, perchè si rifiutano di “scegliere tra la razzista e il banchiere”, tra “l’estrema destra e l’estremo mercato”.Stanno animando specie su Twitter l’hashtag #SansMoiLe7Mai, che è già fra i top trend dei “cinguettii” in Francia. Sinistra e social tifano astensione …
Se date un’occhiata qui sotto la base elettorale di Macron sembra sensibilmente più fragile di quella della LePen.

Osservando questa indagine fatta prima delle elezioni, verrebbe da dire che i risultati del sondaggio dei sostenitori di Mélenchon ci stanno tutti e che, nonostante i ripetuti appelli a non votare il Front National, tra il 12 e il 9 % potrebbe comunque tradire le indicazioni per non parlare poi di chi ha sostenuto Fillon.
Tenete conto che si tratta pur sempre di sondaggi “mainstream” pilotati…


Ma fermiamoci qui e diamo un’occhiata al paradosso di Condorcet, marchese, matematico e filosofo che sosteneva che le maggioranze sono composte da gruppi di individui i cui desideri possono essere in conflitto gli uni con gli altri. Direi che questa descrizione ben si adatta all’armata brancaleone, detta allenza repubblicana che dovrebbe fermare la donna nera.
Secondo il marchese, l’ordine nel quale avviene una votazione influenza l’esito finale del voto, un insieme di individui con preferenze razionali non ha necessariamente preferenze razionali quando agisce come gruppo e la razionalità individuale non è sufficiente per assicurare la razionalità di gruppo. Individui razionali hanno ordinamenti di preferenze completi e transitivi.
Abbiamo imparato lo scorso anno che esiste anche un consenso non dichiarato, nascosto, non solo indeciso, quando qualcuno ti fa una domanda, per rispetto o per paura non indichi il candidato che ti sembra impresentabile, anche se per protesta andrai a votarlo.

Ora tutto è a favore di una larga vittoria di Macron, minimo 60 a 40, ma dopo ieri c’è chi si spinge a predirre pure 64 a 36 e via dicendo. Visto che al primo turno le hanno più o meno indovinate tutte, i sondaggisti ci sguazzano, questa volta finirà come dicono loro.
Non c’è alcun dubbio che la partita si giocherà per l’ennesima volta nelle grandi città,

Nelle Francia periferica, rurale, nella Francia degli ultimi, dei disoccupati, non c’è storia, la LePen vince ovunque.
Un’altra grande partita si giocherà tra i giovani e gli operai, gli impiegati, soprattutto pubblici, ai quali il programma di Macron non parla in alcuna maniera. Molti di loro hanno votato Mélenchon, abbiamo detto che non andranno a votare, ma in realtà di sicuro non voteranno Macron, al limite, al limite andranno a votare per protesta colei che non oserebbero mai dichiarare. E’ successo negli Stati Uniti e successo con la Brexit, è successo al referendum costituzionale.
Un sondaggio condotto dalla Ifop su un campione di oltre 3.500 intervistati, consente di identificare un profilo dell’elettorato francese. I giovani (26% sotto i 35 anni e il 29% dei 18-24 anni) hanno scelto Mélenchon e gli elettori anziani per oltre il 39 % e il 34% dei pensionati a scelto Fillon.
Le categorie professionali si sono affidate a Macron (32%) le categorie inferiori a Le Pen. Jean-Luc Mélenchon è in una posizione intermedia, attirando il 26% dei quadri e il 24% delle categorie inferiori. Emmanuel Macron e Jean-Luc Mélenchon condividono soprattutto gli studenti (30% e 31%). Marine Le Pen è nella posizione migliore nelle comunità rurali (25%), Emmanuel Macron nei comuni urbani della Provincia (25%) e nella zona di Parigi (27%).
Nonostante l’appello dei verdi a votare il due di picche Hamon il 38 % dell’elettorato verde ha votato Mélenchon. Tra astenuti e schede bianche i voti di Hamon e Dupont Agnain il nuovo alleato della LePen si equivalgono, quindi il vantaggio di 600.000 schede si dissolve.
IFOP propone anche un profilo interessante dell’elettorato francese. Per Jean-Luc Mélenchon ha votato il 16% delle persone “senza simpatia partitica” Marine Le Pen è più popolare tra (oltre il 40% delle categorie inferiori) e meno istruite. Circa il 70% proviene dal FN, poco più del 10% è vicino alla destra in genere e il 14% sono persone senza simpatia verso un partito.

Senza le inchieste su Fillon, la vittoria sarebbe andata a quest’ultimo e il prodotto da laboratorio eurista Macron, sarebbe evaporato come nebbia al sole e la LePen non avrebbe avuto alcuna possibilità. Attenzione perchè come più volte ho detto, il bianco d’uovo senza sapore, difficilmente riuscirà alle elezioni legislative ad avere un numero sufficiente di deputati per poter governare come meglio crede.
Sarà interessante osservare, tenendo conto della possibilità di assistere ad un’esplosione dell’astensionismo o delle schede bianche, che fine farà il voto di protesta contro l’establishment, che ha rappresentato oltre il 45 % delle elezioni del 23 di aprile.
Quindi l’affluenza sarà decisiva, una bassa affluenza favorià la LePe un’alta affluenza favorirà Macron.
Domenica si voterà in ordine sparso a seconda di quello che dice la pancia e la pancia indica disoccupazione e depressione economica, protesta e ribellione contro l’establishment e l’Europa, disagio e insicurezza, hai voglia di chiamare alla serenità e all’ottimismo mentre hai la pancia piena come fanno gli economisti e gli intellettuali.
Credere che sarà un plebiscito significa non avere ancora capito nulla. Non importa chi vincerà, la storia farà il suo corso, che vinca la LePen o Macron, non avranno mai la possibilità di governare, perchè la Francia e l’Europa sono divise in due, da una parte i furbi, dall’altra i fessi, come direbbe il nostro caro Prezzolini.
Comunque vada, la LePen ha ragione, domenica sera il popolo francese avrà un donna come presidente o lei, o Angela Merkel.
