SHOCK ECONOMY: DIETROFRONT DELLA BCE!

Pubblicato 20 Giugno 2018 Aggiornato 24 Luglio 2018 10:18

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Ci vuole davvero una sana dose di autocontrollo da parte mia in questa immensa crisi antropologica, io che sono sulla scena da ormai quasi 11 anni ho la memoria storica di tutto quello che è accaduto e delle volte devo cercare di estraniarmi da quello che vedo e sento, la gestione criminale di questa crisi è davvero spaventosa.

Partiamo da qui, da uno dei post più famosi di Icebergfinanza…SHOCK ECONOMY… FEDE CIECA!

Blind Faith, si fede cieca, abbi fede in noi, noi sappiamo quello che è bene per te!

Ricordate?

«In uno dei suoi saggi più influenti, Friedman formulò la panacea tattica che costituisce il nucleo del capitalismo contemporaneo, e che io definisco “dottrina dello shock”. Osservava che “soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento. Quando quella crisi si verifica, le azioni intraprese dipendono dalle idee che circolano. Questa, io credo, è la nostra funzione principale: sviluppare alternative alle politiche esistenti, mantenerle in vita e disponibili finché il politicamente impossibile diventa il politicamente inevitabile”. Alcune persone accumulano cibo in scatola e acqua in previsione di grandi disastri; i friedmaniani accumulano idee per il libero mercato. E quando la crisi colpisce – ne era convinto il professore dell’università di Chicago – è fondamentale agire in fretta, imporre un mutamento rapido e irreversibile prima che la società tormentata dalla  crisi torni a rifugiarsi nella tirannia dello status quo» (Naomi Klein).

E ora un interessantissima visione alternativa grazie a Carmen di Vocidallestero …

Noah Smith ha recentemente espresso un interessante punto di vista sui reali motivi per cui le élite sostengono così tanto l’austerità, anche se in pratica non funzionano. Le elites, egli sostiene, vedono le difficoltà economiche come un’opportunità per costringere a delle “riforme” – cioè in sostanza i cambiamenti da loro desiderati, che possano servire o meno a promuovere la crescita economica – e si oppongono a tutte le politiche che potrebbero attenuare la crisi senza rendere necessari questi cambiamenti: 

“Penso che gli “austerians” siano preoccupati che delle politiche macro anti-recessione consentirebbero a un paese di “cavarsela” nella crisi senza migliorare le sue istituzioni. In altre parole, temono che uno stimolo di successo potrebbe sprecare le possibilità offerte da una buona crisi.

Ieri a Cartabianca, la Fornero, la solita Fornero spudorata sino al midollo ha dichiarato che se il suo governo non avesse fatto quello che ha fatto, entro venti giorni, il Paese sarebbe piombato nella disperazione, milioni e milioni di italiani, soprattutto i più deboli avrebbero vissuto una tragedia.

Mi fermo qui perché ho già smontato pezzo per pezzo queste idiozie criminali, loro hanno bisogno della dottrina dello shock per imporre le loro idee demenziali.

Sulla base del “fate presto” in questo Paese di è fatto di tutto rispetto a quello che si doveva fare, imposte riforme spesso incostituzionali, l’esempio della riforma delle BCC è sotto gli occhi di tutti, ma di questo parleremo a tempo debito.

Ora però voglio condividere con Voi, quanto criminale sia stato l’atteggiamento della BCE in questi anni e soprattutto quello dei nostri politici che lo hanno assecondato.

La notizia di ieri è questa…

Per molti NPL non significa nulla, ma lo semplifico in parole povere!

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Immaginate che all’improvviso, qualcuno venga a casa vostra e visto che non pagate da tempo, non siete più solvibili vi costringa a svendere la vostra casa a un valore almeno della metà inferiore a quello reale o a quello che potreste realizzare con calma nei prossimi anni.

Anche dopo la forte riduzione registrata negli ultimi due anni, le banche della zona euro hanno ancora 721 miliardi di euro di crediti deteriorati, per lo più derivanti dalla crisi del 2008-2012 e concentrati soprattutto in Italia, Grecia e Portogallo. Ma il progetto del SSM (Single Supervisory Mechanism) della Bce di introdurre nuove regole per obbligare le banche a nuovi accantonamenti in un determinato periodo di tempo ha incontrato la resistenza di banche, legislatori e della stessa Banca centrale europea.

“I continui sforzi per contrastare gli Npl hanno comportato una riduzione del rapporto Npl complessivo dal 7,6% al 4,9%.

Ricordo a tutti che le banche italiane sono state costrette a svendere sino ad oggi oltre 140 miliardi di crediti detoriorati, 140.000.000.000 di euro.

L’SSM sta, quindi, cercando una soluzione di compromesso, hanno riferito le stesse fonti a Reuters. In particolare, si sta pensando di dare alle banche un certo numero di anni per occuparsi delle sofferenze, come previsto dalla proposta originaria, ma con l’introduzione di eccezioni, per esempio per i Paesi con un sistema giudiziario lento, che rende il recupero del collaterale complicato, come nel caso dell’Italia.

Si svegliano solo ora? Sulle banche più piccole, quelle legate al territorio, banche di credito cooperativo per intenderci fanno finta di comprendere che non possono essere applicate procedure e metodologie simili alle grandi banche, ma perché solo ora, è chiaro il motivo per cui è buona cosa una pausa nella criminale riforma delle BCC imposta dal precedente governo e dalla BCE?

Sono anche stati sviluppati standard di vigilanza comuni, procedure e metodologie comuni per il controllo delle banche minori, altrimenti note come istituzioni meno significative o Lsi. Al momento “stiamo lavorando a un Srep per gli Lsi che consentirà la convergenza e la parità di condizioni nel valutare banche sia più grandi che più piccole, rispettando nel contempo i problemi di proporzionalità e flessibilità”, ha annunciato Hakkarainen, ricordando che anche la supervisione delle banche più piccole “fa parte del nostro mandato, anche se la loro vigilanza quotidiana viene effettuata dalle autorità nazionali. Questa è una divisione del lavoro efficace e utile per l’applicazione delle nostre regole a ogni livello del settore bancario”.

Sul tema a Parma è intervenuto il direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi.

«Rispetto a quando la riforma è stata pensata – ha detto – con l’obiettivo di consentire al settore di riuscire a reperire in modo autonomo capitali sul mercato, è possibile che stia emergendo, in virtù dell’applicazione dei requisiti patrimoniali pensati per le banche significant, la circostanza che i costi della riforma così congegnata possano superare i benefici. Quale sia il percorso che il governo sta immaginando non lo sappiamo».

la circostanza che i costi della riforma così congegnata possano superare i benefici.

Ma davvero non era prevedibile prima, a pensare male si fa sempre peccato ma difficilmente si sbaglia, davvero nessuno ci sta guadagnano da tutta questa fretta?

Direi che una Norimberga della finanza è oggi più che mai necessaria, no la farsa della commissione di inchiesta sulle banche per fare solo Casini e fingere di arrivare a delle conclusioni.