AMERICA IN RECESSIONE, DOLLARO PRONTO A TORNARE SUGLI SCUDI!

Pubblicato 26 Marzo 2025 Aggiornato 26 Marzo 2025 15:43

Nel fine settimana insieme a Machiavelli vi abbiamo rivelato la vera situazione attuale del mercato immobiliare commerciale americano, la prossima volta esploreremo quello residenziale.

I media continuano ad ignorare la realtà, la cosa affascinante è che mentre l’amministrazione Trump ogni giorno mette in guardia l’America contro i rischi di una recessione, i media e i banchieri centrali, parlano di atterraggi morbidi e solidità economiche varie.

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Il rimbalzino delle vendite di nuove abitazioni, ben sotto le aspettative, nonostante il rintracciamento dei tassi dai massimi degli ultimi decenni, nasconde una notizia che pochi evidenziano.

Ovvero le enormi, incredibili, revisioni al ribasso, costanti e sensibili, dei prezzi medi di vendita, prezzi sino ad ora evidentemente inventati.

Novembre, dicembre e gennaio, tutti rivisti al ribasso, aspettando febbraio.

Per gennaio parliamo di addirittura 20.000 dollari in media di meno.

Capirete quali sono le implicazioni per il valore delle garanzie che le banche detengono se anche i prezzi non sono reali.

I prezzi medi di vendita delle case sono stati notevolmente ridimensionati da novembre a gennaio. I prezzi delle case sono crollati!

I prezzi si stanno muovendo nella giusta direzione per gli acquirenti. Il prezzo medio di una casa nuova è sceso a $ 414.500, in calo dell’1,5 percento rispetto all’anno scorso e del 3 percento rispetto a gennaio. Il calo dei prezzi è attribuito ai costruttori che si concentrano sempre di più sulla fascia più accessibile tra $ 300.000 e $ 400.000, che ha costituito il 34 percento delle vendite, la quota più alta in oltre un anno.

No, i prezzi stanno crollando, ma nessuno ha il coraggio di dirlo.

Incredibile come appena scomparsa l’amministrazione Biden, la fiducia dei consumatori collassa ovunque. E’ per questo che i democratici hanno perso le elezioni, perchè in realtà l’America è in recessione.

Ma quale inflazione, nessuno avrà il coraggio di aumentare i prezzi, perché non ci saranno più occupati a forza di revisioni negative.

Oltre il 40 % dei mutui residenziali in scadenza non sono stati rifinanziati.

Il credito inizia a contrarsi, la domanda dei consumatori al netto delle manipolazioni dei mesi scorsi sta crollando.

Quasi 2 terzi degli americani prevede un aumento della disoccupazione nei prossimi 12 mesi, un livello che storicamente si è verificato solo durante le recessioni.

L’ultimo SCE Credit Access Survey della Fed di New York di ottobre dello scorso anno  riportava un tasso medio di rifiuto per le richieste di rifinanziamento dei mutui salito al 25,6%, rispetto al 15,5% del 2023.

Questo rappresenta il livello più alto dall’inizio della serie iniziata nel 2013.

Ora siamo oltre il 40 % da fonti private.

E questo vale per tutto, soprattutto per i rifinanziamenti per i presti auto e credito al consumo, oltre al leasing.

Da tempo la Fed si avvale di dati obsoleti come abbiamo più volte dimostrato, soprattutto dati che escono dal BLS.

Errori di campionatura, tassi di risposta ai sondaggi in calo, campioni poco rappresentativi, modelli stagionali e predittivi fantasiosi.

Goolsbee della Fed è stato rimesso in riga, unico che aveva previsto più tagli dei tassi nel 2025.

Ha affermato ieri che potrebbe volerci più tempo del previsto per il prossimo taglio a causa dell’incertezza economica, secondo il Financial Times.

Stranamente ritiene ritiene che i costi di prestito saranno un bel po’ più bassi in 12-18 mesi,  mentre ha osservato che  se le aspettative degli investitori iniziano a convergere con quelle delle famiglie americane, la Fed dovrà agire.

Nel frattempo Trump dopo aver definito parassiti i paesi europei, conferma la data del 2 aprile come avvio del pi colossale pesce di aprile della storia commerciale.

Ha ribadito che vuole vedere scendere i tassi.

Anche il governatore della banca centrale giapponese ha parlato di capolinea del rialzo dei prezzi.

L’avvio delle tariffe sul rame potrebbe essere comunicato in settimana, secondo Bloomberg e oggi potrebbe dare la notizia di un’ulteriore iniziativa in campo commerciale.

In Europa, dopo il settore manifatturiero, inizia a mostrare segni di cedimento anche quello dei servizi.

Il rimbalzo dell’euro è finito come aveva anticipato il nostro Puntosella con una previsione di una precisione impressionante.

Un mese fa avevano un livello limite a 1,0940, poi aumentato per la velocità del rimbalzo a 1,0956.

Il massimo è stato a 1,0955!!!

Ora siamo sotto 1.08121, chissà che non si possa assistere a qualche spettacolare discesa di Tomba Mister Greenback!

Con l’avvio della guerra commerciale fissato per il 2 aprile, ci sono tutti i presupposti.

Questo e molto di più è uscito nel fine settimana,il nostro nuovo appuntamento con il manoscritto intitolato… “Machiavelli e la crisi del 1300” un’occhiata ad uno degli argomenti principe del nostro Outlook 2.025, il mercato immobiliare americano.

La città dei Banchieri: la nascita delle banche moderne, una storia fiorentina - Enjoy Firenze | Enjoy Firenze

Avremo tempo e modo, di osservare grazie alla cinematica di Puntosella, dove sono diretti dollaro e rendimenti, ma soprattutto come sono messe le banche regionali americane e quelle europee.

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