DEFLATION IS BACK!
Quando lo scorso anno ho deciso di puntare sulla deflazione da debiti per questo 2026 in molti mi hanno scritto prendendomi per matto.
Oggi sempre più persone intelligenti, incominciano a parlare del rischio deflazione.
Lasciate perdere i dati ufficiali, hanno poco o nulla a che vedere con la realtà.
Prendete ad esempio l’ultimo dato ISM sul settore manifatturiero uscito lunedì.
L’attività economica nel settore manifatturiero è aumentata a gennaio per la prima volta in 12 mesi, preceduta da 26 mesi consecutivi di contrazione, affermano i dirigenti delle forniture del Paese nell’ultimo rapporto ISM® Manufacturing PMI®.
La seconda volta in 50 mesi, ripeto 50 mesi che sale sopra il limite di 50 che separa contrazione da espansione.
Osservate la dinamica, ma davvero volete farmi credere che vi siete bevuti anche questo dato?
Ma torniamo all’inflazione, il crollo di queste settimane è stato incredibile, ben oltre le mie più rosee previsioni.
Ripeto, i dati ufficiali prodotti dal BLS sono inattendibili.
I ragazzi di Truflation invece forniscono in tempo reale, questo indice che è una misura indipendente dell’inflazione al consumo, fornita quotidianamente come tasso percentuale annuo basato su milioni di dati sui prezzi provenienti da decine di fonti diverse.
Noi di Icebergfinanza è oltre un anno che ve li proponiamo, molti analisti ed economisti iniziano solo oggi ad interessarsi a questi dati.
L’indice di Truflation è molto più sensibile ai costi delle famiglie determinati dai tassi di interesse, in particolare alle spese per l’abitazione di proprietà, che includono tassi ipotecari, oneri finanziari e dati sulle transazioni in tempo reale.
Quando le politiche monetarie si inaspriscono o le condizioni finanziarie peggiorano, Truflation reagisce più rapidamente dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) o del prezzo del prodotto (PCE), che sono strutturalmente compensati da componenti ritardate come l’affitto equivalente dei proprietari.
Ciò significa che Truflation sta rilevando una pressione nel livello finanziario dell’economia, la parte che si rompe per prima quando la domanda si ribalta.
Questo è esattamente il motivo per cui è diventato brevemente negativo all’inizio del 2020 ed è aumentato così violentemente durante lo shock inflazionistico del 2021-2022.
È ciclico, riflessivo e brutalmente onesto nel rilevare dove si sta accumulando tensione.
Quando tale misura scende decisamente al di sotto dell’1%, significa che la restrizione monetaria sta diventando troppo restrittiva rispetto all’attività reale.
Sono cose che vi spieghiamo da anni, il netto ritardo del BLS a comprendere le svolte macro, partendo dagli affitti che valgono oltre il 36 % dell’intero indice.
Ma soprattutto…
Il risultato è un inasprimento silenzioso.
Se l’inflazione si avvicina all’1% mentre i tassi ufficiali rimangono molto più alti, i tassi reali aumentano automaticamente, anche senza un ulteriore rialzo.
Questo mette in difficoltà i debitori, congela gli investimenti marginali e aumenta il rischio di insolvenza, soprattutto in un sistema che ha trascorso un decennio addestrato a operare con denaro a basso costo.
Ecco come la disinflazione si trasforma silenziosamente in stress deflazionistico.
Il vero pericolo in questo momento è il rallentamento della crescita del reddito nominale, mentre i debiti rimangono fissi.
Questo è il classico schema della deflazione da debiti, in cui i ricavi si appiattiscono, i margini si contraggono, i licenziamenti aumentano, i prezzi delle attività si abbassano e le condizioni del credito si inaspriscono simultaneamente.
Una volta innescato, questo circolo vizioso si autoalimenta.
Abbiamo visto in OUTLOOL 2026 cosa significa deflazione da debiti, noi siamo gli unici in Italia che ne parliamo da quasi 20 anni, gli articoli più letti sono i nostri.
La deflazione è preoccupante perché il reddito necessario per onorare il debito diminuisce più rapidamente del debito stesso.
E questo accade perché i licenziamenti continuano, anche se i dati ufficiali li nascondono.
A gennaio 2026 l’aumento è stato del 40% rispetto allo stesso mese del 2025.
E proseguirà per tutto il 2026 sino a quando la Fed non taglierà i tassi vicino a zero.
Nel fine settimana è uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.
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«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi.
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