BLU OWL CAPITAL, l’OMBRA SUBPRIME!
Nessuna novità, solo la conferma che due anni fa avevamo ragione noi, contro tutti e contro tutto.
Secondo le nuove proiezioni di un alto funzionario della Federal Reserve, l’occupazione negli Stati Uniti probabilmente diminuirà nel 2025, evidenziando l’indebolimento del mercato del lavoro durante il primo anno del secondo mandato di Donald Trump. Il governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato lunedì, durante una conferenza a Washington, che i dati ufficiali del Bureau of Labor Statistics, che mostrano che la creazione di posti di lavoro è scesa a una media di 15.000 nuove posizioni al mese lo scorso anno, contengono una “tendenza al rialzo”. Waller ha affermato che, tenendo conto della probabile ulteriore revisione di tali cifre il prossimo anno, sembrava “chiaro che l’occupazione dipendente negli Stati Uniti probabilmente diminuirà nel 2025”. Secondo i dati che risalgono al 1939, i cali delle buste paga si sono verificati raramente al di fuori delle recessioni. Waller ha affermato nel discorso che si trattava “solo del terzo anno in cui ciò accadeva dal 1945”.
Siamo in recessione, inutile nascondere la realtà taroccando i dati, quasi tre milioni di posti di lavoro sono stati cancellati dalle revisioni.
Qualcuno in ordine sparso è costretto ad ammetterlo.
Lisa Cook ha avvertito che la banca centrale statunitense potrebbe non essere in grado di contrastare l’aumento della disoccupazione causato dall’adozione dell’intelligenza artificiale.
Nel 2026 ci sarà un crollo dell’occupazione, ben oltre quanto accaduto negli ultimi anni e nessuno potrà farci nulla, tranne tagliare i tassi a zero.
WASHINGTON, 24 febbraio (Reuters) – Gli Stati Uniti potrebbero entrare in un periodo di disoccupazione strutturalmente più elevata a causa dell’impiego da parte delle aziende di strumenti di intelligenza artificiale per risparmiare manodopera, un momento potenzialmente impegnativo che la Federal Reserve non sarebbe necessariamente in grado di compensare con tassi di interesse più bassi, ha detto in un’intervista a Reuters il presidente uscente della Fed di Atlanta Raphael Bostic.
“Potenzialmente potremmo trovarci in un periodo di trasformazione in cui i datori di lavoro non hanno più bisogno di tanti lavoratori come prima”, innalzando il tasso di disoccupazione che la Fed considererebbe di piena occupazione ai fini della gestione del suo duplice obiettivo di inflazione e occupazione, ha detto Bostic, che si dimetterà dalla banca regionale della Fed alla fine del suo attuale mandato il 28 febbraio.
Non importa cosa la Fed è in grado di fare con i tassi, la Fed non è mai riuscita a fare nulla di importante, dovrà tagliarli e basta, non ha alternative valide, zero.
L’intera economia mondiale è in recessione, anche in Europa i dati non sono reali, stanno nascondendo la recessione, a loro serve che la guerra in Ucraina continui, per tenere a galla l’economia europea.
Ieri Jamie Dimon ha ammesso che il credito è fuori controllo, come e più che nel 2008.
Ha lanciato un allarme su possibili parallelismi con il periodo pre-crisi finanziaria del 2008. Ha notato che alcuni concorrenti stanno facendo “dumb things” (cose stupide), come assumere rischi eccessivi nei prestiti per aumentare i profitti (ad esempio per gonfiare il net interest income), in un contesto di alta competizione e prezzi degli asset elevati. Ha detto frasi come: “I see a couple people doing some dumb things… They’re just doing dumb things” e ha paragonato la situazione agli anni 2005-2007, quando “the rising tide was lifting all boats”.
Non serve il canarino nella miniera per comprendere come la storia ama fare la rima, ma ci penserà la Fed a sistemare tutto, e tutto tornerà come prima con tassi a zero.
Il mercato del credito è fuori controllo, pignoramenti e insolvenze stanno esplodendo.
Il mercato statunitense dei prestiti auto ha un valore di circa 1,6-1,7 trilioni di dollari in circolazione. ~15-20% è subprime. Si tratta di circa 250-300 miliardi di dollari. Il tasso di insolvenza dei mutui subprime con oltre 60 giorni di ritardo ha appena raggiunto il 6,6%. Fai i calcoli: Circa 17-20 MILIARDI di dollari di prestiti auto subprime sono già gravemente inadempienti.
Tra le tante barzellette raccontate ieri nel discorso sullo stato dell’unione, Trump ieri ne ha detta una giusta…
Trump: Prices will fall to low levels that you’ve never seen, believe me!
I prezzi crolleranno, insieme ai tassi e il mercato si sta adeguando.
Ieri nuovi massimi annuali per i prezzi dei nostri BTP, la nostra consulenza ha fatto centro.
Non resta che attendere, la verità è figlia del tempo e la deflazione da debiti sta tornando.
Noi continueremo a monitorare la disinflazione, deflazione in atto, il 2026, verrà ricordato come l’anno dei bond, dopo cinque anni di ordinaria follia.
E’ uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.
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«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi.
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