IL RITORNO DEL RE DOLLARO!

Lasciamo sullo sfondo questa stupida guerra e occupiamoci dell’altra guerra, quella valutaria che in questo inizio anno, in molti identificavano nella fine del dollaro.
Da 1,21 in un attimo siamo tornati a 1,14.
Si tratta di un movimento a livello mensile che non si vedeva dal novembre del 2024, quando l’euro crollò sotto quota 1.02.
E siamo solo a metà mese, ora una pausa è necessaria.
Nulla di nuovo per noi di Icebergfinanza, mentre per coloro che scommettevano contro il dollaro dovranno farsene una ragione.
Dotti, medici e sapienti vi spiegheranno che è tutta colpa dell’inflazione, che la Fed dovrà alzare i tassi, peccato che dimenticano come funziona il commercio globale e il significato di valuta di riserva globale.
Per non parlare del concetto di rischio.
La scorsa settimana Puntosella, mi ha inviato il livello di atterraggio settimanale del cross eur/usd…
E puntuale il minimo di venerdì è stato 1,1395
Nel fine settimana, insieme al nostro Puntosella, vi racconteremo quale traguardo attende il biglietto verde.
Molti non se ne sono accorti, ma questa guerra è perfetta per cercare di nascondere la fragilità dell’economia americana.
Venerdì una seconda lettura del pil RECESSIVA!
Solo 0.7% dopo previsioni nei mesi scorsi addirittura tra il 3 e il 4 %
Ma pensa, un crollo dei consumi.
Ben prima dell’inizio di questa sporca guerra.
E qualcuno crede che le aziende saranno in grado di trasferire l’inflazione al consumatore.
Era prevedibile il collasso del pil, ma ovviamente è stata una sorpresa, perché tutti tirano a indovinare e nessuno fa analisi seria.
Negli ultimi due anni vi hanno terrorizzato sull’inflazione da dazi. Risultato ZERO!
Vi hanno raccontato che creavano milioni di posti di lavoro. ZERO!
Solo noi ve lo abbiamo raccontato e molti di voi non ci credevano.
E ora tutti sorpresi dalla bolla del credito privato?
Davvero?
Per anni vi abbiamo raccontato che non era sostenibile un tasso del 22 % sulle carte di credito e il credito al consumo.
Ma non è finita.
Osservate attentamente come le famiglie americane onorano le rate del mutuo.
Lasciate perdere la pandemia, mettetelo a confronto con la grande crisi subprime.
Tutto sotto controllo?
Ecco uno dei motivi per i quali Trump ha deciso di scendere in guerra, per nascondere le metastasi che circondano l’economia americana.
Affascina la richiesta di aiuto di Trump al mondo intero per liberare lo stretto di Hormuz, sotto, sotto si sta rendendo conto di essersi cacciato in un vespaio, visto che ieri ha dichiarato…
You could make the case that maybe we shouldn’t be there at all, because we don’t need it.
Le conseguenze di questa stupida guerra, dopo quella iniziata da Putin sono rilevanti.
Certo che uno come Trump che chiede aiuto alla Cina fa sorridere, la situazione deve essere tragica. Oppure pensa che la Cina cadrà nella trappola di rispondere o ignorare la sua provocazione, come se non sapesse che l’unico petrolio che transita dallo stretto di Hormuz è quello destinato alla Cina.
“In realtà, sto chiedendo a questi paesi di intervenire e proteggere il proprio territorio, perché è il loro territorio… si potrebbe sostenere che forse non dovremmo essere lì affatto, perché non ne abbiamo bisogno. Abbiamo molto petrolio.”
Si potrebbe sostenere che forse non dovremmo nemmeno essere lì… È quasi come se lo facessimo per abitudine, ma lo facciamo anche per via di alcuni ottimi alleati che abbiamo in Medio Oriente.
Qualcuno ride perché parliamo di deflazione, anche dopo questo spike del petrolio.
La storia insegna diversamente, sono proprio questi spike ad accentuare la successiva ondata deflattiva. Ma ne parleremo nei prossimi giorni, insieme al nostro Machiavelli e LA LEGGENDA DELL’ OLIO DI SASSO!
E’ uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.
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«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi.
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