OPEC: UAE QUITS CROLLA IL CARTELLO!

Pubblicato 29 Aprile 2026 Aggiornato 5 Maggio 2026 08:09

Altra splendida notizia arrivata ieri sui mercati, ovvero gli Emirati Arabi Uniti, il terzo Stato più importante,  lascia il cartello dell’OPEC!

Ricordo a tutti che noi siamo da sempre prima su TWITTER e poi su X, dove le notizie spesso e volentieri le diamo in diretta.

Eh già, non solo sono usciti dal cartello mafioso più importante della storia, quello che ha manipolato per decenni il prezzo del petrolio, ma hanno pure deciso di pompare oltre i limiti imposti dal cartello e la loro disponibilità è enorme.

Non solo, se l’Arabia Saudita dovesse reagire per vendicarsi. aumentando a sua volta la produzione, il petrolio crollerebbe.

Ieri inizialmente il petrolio è crollato da 101 dollari a 98,5, come prima reazione.

Chiaro che prima serve risolvere la questione Hormuz.

Cosa hanno detto gli analisti di JPMorgan e UBSGli analisti di JPMorgan e UBS hanno commentato rapidamente l’evento (poche ore dopo l’annuncio), con un tono pragmatico e focalizzato sul breve/medio termine:

  • UBS sottolinea che l’uscita indebolisce la capacità dell’OPEC di difendere i prezzi in caso di rallentamento economico o di eccesso di offerta futura. Gli Emirati, una volta liberi dai tagli di produzione, potranno aumentare gradualmente l’output in linea con la domanda (inclusa quella legata a data center e AI). Questo potrebbe aprire la strada a una maggiore frammentazione del cartello e, nel lungo periodo, a una potenziale “guerra dei prezzi” una volta superata la crisi iraniana. Alcuni osservatori UBS parlano di un “momento pivotal” che riduce il potere di controllo dell’OPEC sul mercato. ( Financial Times) 
  • JPMorgan appare allineata: l’uscita erode ulteriormente l’influenza del cartello e la capacità di Saudi Arabia di imporre disciplina. Nel medio termine potrebbe portare a più volatilità e a una minore coesione tra i produttori, con rischio di defezioni a catena, ma al momento il focus resta sulle dinamiche di supply legate alla guerra in Iran più che sull’uscita in sé.

In sintesi, sia JPM che UBS vedono l’evento come negativo per la coesione e il potere di pricing dell’OPEC nel lungo termine (potenziale bearish sui prezzi una volta normalizzata la situazione geopolitica), ma neutro/limitato nell’immediato a causa dei vincoli logistici attuali.

Sta di fatto che gli Emirati se ne fregano dello stretto di Hormuz, la loro produzione non passa da li e ora possono aumentare quando vogliono la produzione e le esportazioni, calmierando i prezzi.

Quindi per i nostri orizzonti, una splendida notizia.

L’altra splendida notizia è che ” too late” Jerome Powell stasera farà la valigie, dopo aver parlato, sciorinando le sue solite ed inutili previsioni nefaste.

Si tratta del governatore della Fed, più politico della storia, un democratico che ha assecondato in tutto e per tutto il povero Biden, dimostrando come l’indipendenza di una banca centrale è una barzelletta da tempo.

Si stima che quasi il 92% dei dipendenti della Fed, nell’ultimo ciclo elettorale abbia versato contributi ai democratici.

Più o meno come succede in Italia, dove le banche sono per la maggior parte in mano alla sinistra.

In giornata, vi faremo conoscere il pensiero dell’intelligenza artificiale diffusa, sul nostro leggendario PUNTOSELLA che gli amici di Machiavelli ben conoscono, alcune sue considerazioni che potete trovare anche a questo indirizzo.

 

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