KONDRATIEV E IL LUNGO INVERNO DELL' ECONOMIA!

3 Marzo 2011 12:30

  


Non ho mai approffondito più di tanto il K-Cycle, la teoria dei cicli di Kondratiev o Kondratieff come si preferisce, ma grazie alla segnalazione di alcuni lettori è interessante notare che secondo questa teoria ci troviamo in pieno “inverno deflattivo” ovvero nel famigerato nuovo decennio perduto con prospettive di trascinamento della crisi sino al 2020. Lascio al lettore il compito di approffondire la teoria in questione condividendo un recente articolo apparso sul PLUS Sole 24 Ore di sabato.

Aggiungo solo che il grafico qui sotto non fa altro che confermare l’opportunità o meno di un investimento azionario per i prossimi anni, anni che secondo i parametri di John Hussman potrebbero osservare un ritorno medio nel decennio di un misero 3,25 % annuo sull’indice S&P500, considerando gli attuali livelli di mercato.

Direi che il gioco, il rischio non vale la candela consumata nell’ansia, ma lascio a Voi ogni ulteriore considerazione.

 

 

 
 

 

 

L’inverno dell’economia Usa potrebbe essere tutt’altro che archiviato. E
non stiamo parlando di quello meteorologico. Con buona pace dell’ultimo
rally a Wall Street, c’è il rischio che la stagione di incertezza economica
si prolunghi per anni (almeno fino al 2020), replicando la stagnazione che si è sviluppata in Giappone dopo il 1990. Uno scenario dominato dalla deflazione, con picchi momentanei di inflazione dovuti all’inondazione di liquidità.

Una fase contraddistinta anche da indici borsistici e tassi sui rendimenti decennali inseriti in un trend ribassista. Il quadro è ben presente sul tavolo di molti strategist. Ed è curioso che questo scenario sia l’applicazione di un modello sulle evoluzioni del capitalismo (dal 1700) creato da un oscuro economista sovietico, vittima delle purghe staliniane nel 1938. Si tratta del cosiddetto ciclo di Kondratieff. Ogni “ciclo-K” ha una durata media intorno ai 60 anni (anche se si sta dilatando per effetto della politiche monetarie) ed è scomponibile in 4 fasi, cui corrispondono diversi stadi: la crescita, la recessione primaria, il periodo di stabilità e la depressione secondaria. Ma dove si trova oggi
l’economia Usa? L’indicazione è condivisa dagli esegeti del modello: a
partire dal 2000 è iniziata l’ultima fase, quella relativa alla depressione
secondaria. Un periodo contraddistinto appunto da un ciclo economico
negativo, dominato dalla deflazione in un’ottica di medio lungo termine con le borse che dovrebbero restare sotto il picco di 11 anni fa.

«Lo scenario di deflazione – commenta Roberto Bellavita, analista di una
primaria Sgr e studioso del modello – è ipotizzato qualora non ci siano
politiche economiche espansive, come quella che stiamo vivendo ora. In
questi casi la liquidità pompata porta a far salire l’inflazione, che
superato un certo livello crea situazioni di squilibrio che poi si
ricompongono. Nel luglio 2008 l’indice Usa era al 5,6% mentre crollo al
-2,1% l’anno dopo. L’inflazione, quando supera certe soglie, diventa una
spia di situazioni anomale che debbono prima o poi rientrare». Ancora i
prezzi non hanno raggiunto livelli di allerta, ma siamo sulla buona strada.
Nel frattempo l’azionario potrebbe beneficiare di una volatilità calante
almeno fino a metà 2012. «Il fatto – conclude l’analista – che salgano i
tassi a lungo termine è la spia di tensioni inflazionistiche che segnalano
la probabilità che siano stati immessi squilibri finanziari nel sistema
attraverso una eccessiva espansività della politiche monetarie e fiscali».
Una volta che il sistema si accorgerà di aver esagerato, equity e commodity lasceranno il passo ai bond, in attesa della nuova bolla. Quanto durerà tutta questa altalena? Almeno fino al 2020, secondo il modello Kondratieff.
Non resta quindi che aver pazienza, ricordando che ogni fase di euforia per gli investimenti più a rischio è una potenziale minaccia per il futuro
imminente. andrea.gennai@ilsole24ore.com
 


 

In Shock Economy 2011 anche un documento inedito in anteprima in Italia che accende un faro su un aspetto che ben pochi stanno evidenziando, come futuro probabile rischio sistemico.

Esplorando la dimensione nascosta dell’iceberg, in “Shock Economy 2011” cercheremo di evidenziare le novità emerse in questa prima parte dell’anno, osservando il comportamento di alcuni indicatori e cercando di comprendere per quale motivo oggi l’intento principale è quello di creare aspettative di inflazione in grado di ripercorre una storica scorciatoia, mentre all’orizzonte un possibile shock deflattivo si intravvede.

Un post per tutti coloro che hanno contribuito o vorranno contribuire liberamente in questi giorni al sostegno del nostro blog anche tramite bonifico o con l’acquisto del libro, al sostegno del nostro viaggio, un viaggio attraverso i futuri possibili shock macroeconomice e geopolitici, mentre mille menestrelli cantano le odi di una ripresa di carta. 

In serata verrà inviato a tutti coloro che hanno sempre sostenuto Icebergfinanza. Nell’eventualità che non arrivasse a destinazione siete pregati di segnalarlo tramite mail privata. Buona Giornata Andrea
 

4 commentiCommenta
utente anonimo
Scritto il 3 Marzo 2011 at 13:10

per chi "bistratta" marx e il comunismo, sappiate che kondratiev era studioso di scuola marxista, messo dentro perchè col suo ciclo allungava troppo la vita al capitalismo (lenin gliel'aveva fatta troppo breve)

il bello è che dopo il quarto ciclo non è affatto detto che ci sia il quinto

consiglio a tutti di approfondire

pippo

utente anonimo
Scritto il 3 Marzo 2011 at 17:28

Ah ah oggi mi viene da ridere , oltre a quel cretino di Bernanke ci si mette pure Trichet…Alzare i tassi ora o fra 6 mesi equivale a follia … Se la recessione/depressione attuale stenta a mostrasi ai piu' con questa agile manovra sarà palese a tutti…a meno che la gente non chiuda gli occhi mentre negozi e aziande abbassano le serrande…per sempre.

Secondo me questa dev'essere demenza senile…caro vecchio Trichet…

Ain

utente anonimo
Scritto il 3 Marzo 2011 at 23:02

pippo ma falla finita con stò comunismo …ancora con il comunismo ???
il comunismo è un fallimento totale su tutti i fornti

il fatto che il capitalismo protato agli estremi faccia schifo di certo non riabilita il comunismo 

ma basta !!!!

GG 

Scritto il 4 Marzo 2011 at 07:19

Già GG., hai  proprio ragione…è proprio così!
Ma Basta!

Buona Giornata Marinai
Buon Vento!

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