Nel fine settimana è uscita una nuova puntata del nostro Machiavelli, un’analisi a 360° sulle elezioni europee, dietro l’angolo, rischi e opportunità di una nuova crisi dell’euro, dal titolo…
SOVRANITA’ EUROPEA: EURO BREAK UP COSA SUGGERISCE LA STORIA!

La vera dimostrazione che in Italia la stampa e i politici stanno sclerando è la loro reazione ad una semplice osservazione, non esiste nessuna sovranità europea da consacrare, solo nell’immaginazione di coloro che vogliono vedere questo Paese umiliato dal vincolo esterno o semplicemente svenderlo come hanno fatto in questi anni…
Il criminale, travestito da giornalista che sul Corriere, dietro la scusa dell’ironia continua i suoi sporchi e violenti atti denigratori, nei confronti dei miei amici, Claudio Borghi, candidato alle elezioni europee e Alberto Bagnai, non merita alcun commento.
Solo un povero idiota può ritenere eversive le affermazioni di chi richiama la sovranità del popolo sopra quella di istituzioni sovranazionali, non legittimate dal voto democratico.
Ma di questo nessuno si meraviglia, lo squadrismo mediatico è la vera essenza di questa plutocrazia europea, dominata dalla finanza e dai banchieri.
Ma andiamo oltre perchè nel fine settimana ci sarà da divertirsi, sempre che qualcuno non abbiamo preparato l’ennesima manipolazione elettorale della storia. I numeri parlano chiaro.
Ieri in America, l’ennesima conferma di quello che vi raccontiamo da mesi e mesi, solo che viene divulgata a piccole goccie, il crollo delle opportunità di occupazione, le aziende hanno deciso di smettere di assumere e dal terzo trimestre dello scorso anno stanno licenziando a ritmi che non si vedevano dalla Grande Recessione.
Ovviamente si tratta solo dei dati ufficiali, la realtà è decisamente peggiore.
Come abbiamo visto nel terzo trimestre dello scorso anno, oltre 400.000 posti di lavoro creati in realtà sono stati rivisti in negativo a meno 200.000 circa, ovvero sono spariti 600.000 posti di lavoro inventati dall’amministrazione Biden.
Non male il Blomberg US Economic Surprise che raggiunge i minimi dalla pandemia, una serie strepitosa di notizie negative sull’economia americana.
Tranquilli, troveranno il modo di inventarsi un rimbalzino le elezioni americane sono ancora lontane.
Infatti i bond vigilantes hanno preso atto dell’ultima versione, e in tre giorni hanno annullato quasi due mesi di risalita dei tassi, cancellando tutte le chiacchiere da bar dei governatori della Fed.
Infatti oggi il mercato a differenza di chi sosteneva che quest’anno non ci sarebbero stati tagli, il mercato sconta 20% di un primo taglio a luglio, oltre il 65% a settembre oltre 80% per settembre e la certezza per dicembre.
Nel frattempo, Buffet, zitto, zitto sta facendo incetta di titoli di Stato americani, dopo aver venduto azioni.
La curva dei tassi, dei rendimenti statunitensi (10 anni meno i 3 mesi) è rimasta invertita per 589 giorni consecutivi, l’inversione più lunga della storia.
Invece di ascoltare le cazzate di quelli che chiedono tassi alti per più tempo, la curva dei tassi è stata troppo in basso per troppo tempo.
Il prossimo movimento sarà esplosivo.
Ma noi li lasciamo divertire, ci saranno più tagli di tasso entro le elezioni presidenziali.
L’unica cosa che sale, oltre alle fantasie sui rendimenti e agli asini che volano sono le insolvenze sulle carte di credito.
Io adoro questo momento, come nel 2008, mentre furbi e fessi si immaginano che non accadrà più nulla, oggi come allora, tenendo un profilo basso aspetto la verità figlia del tempo.
A proposito, gli amici di Machiavelli ricorderanno che nell’ultimo manoscritto avevamo puntato l’obiettivo dei 71/73 dollari, in omaggio a coloro che sostenevano che il petrolio sarebbe arrivato a 100.
Rimane fondamentale per tutto l’anno 2024 il valore posto a 84,18 che fa da spartiacque tra prospettiva di rialzo e lo status quo che è quello di fluttuare tra suddetto valore e quelloinferiore che è posto a 71,71
Bene ieri siamo scesi sotto i 73 dollari.
Nell’ultimo manoscritto inoltre per chi fosse interessato è omaggiata la possibilità di accedere ad un mio lavoro e ricerca sull’euro, commisionatomi da una delle più importanti istituzioni a livello mondiale, una ricerca durata tre mesi che mette in risalto rischi e opportunità, di una nuova eventuale crisi euro.
C’è chi sorride, ma la storia suggerisce che 69 unità monetarie su 69, sono fallite. Oggi esiste solo l’euro, prima o poi, si accomoderà nel cimitero della storia anche questa.
Nel frattempo le banche tedesche sono in grave difficoltà, come dimostra la richiesta della BCE.
Per non farsi mancare nulla come nel 2008, gli idioti di Dusseldorf, come gli chiamavano a Wall Street, hanno riempito di nuovo i bilanci di immobili commerciali americani.
Poi, un problemino interno, il crollo del mercato immobiliare tedesco.
Ecco quindi la richiesta di maggiore capitale a riserva per coprire le perdite che usciranno nei prossimi mesi.
Ora due perle, sull’inflazione, mentre voi leggete i fumetti di Pippo, si quelli che vi raccontano che la scintilla inflattiva è stata determinata dai consumi e dalla maggiore domanda, in molti oggi cambiano idea…
Un’implicazione del mio nuovo articolo con Bernanke. Una scomposizione delle fonti del calo dell’inflazione tra il secondo trimestre del 2022 e il secondo trimestre del 2023 negli Stati Uniti e nell’area dell’euro, tenendo conto degli effetti diretti e indiretti dei vari fattori. Una linea di fondo molto chiara. Il forte calo è quasi interamente dovuto al calo dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari e a carenze più limitate. Senza alcun aiuto dal mercato del lavoro.
Il forte calo è quasi interamente dovuto al calo dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari e a carenze più limitate. Mettetevelo bene in testa.
A proposito per quelli che in Giappone i tassi non possono che salire…
Inflazione core in deciso ribasso ormai avviata a tornare sotto 1%
Nel frattempo guardatevi questo grafico, studiatelo bene che domani vi interrogo.
Non c’è alternativa alle azioni, i titoli azionari non possono che salire, l’intelligenza artificiale e i tecnologici saliranno per sempre…
Fragilità? No dai, non scherziamo, la storia non suggerisce questo o forse no?
Ci divertiremo, credetemi, ci divertiremo davvero!
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Tre mesi di lavoro, un’esperienza indimenticabile che pensiamo tornerà utile nei prossimi mesi per capire cosa attende questa Europa.
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