SHUTDOWN!

5 Novembre 2025 07:56

L’avevamo lasciato sullo sfondo, tanto non succede mai nulla e mai nulla è successo nella storia, lo shutdown è uno delle tipiche commedie all’americana.

Lo shutdown più lungo della storia, 36 giorni oggi, 5 novembre.

A chi apparteneva il precedente record?

Ma ovvio a lui, Donald Trump, quando c’è lui i democratici, amano bloccare tutto.

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40 milioni di americani non ricevono più sussidi, dal primo di novembre, farà bene all’inflazione, ma intanto l’economia americana è agonizzante, i licenziamenti continuano a salire, l’industria manifatturiera registra l’ottava contrazione di seguito.

Screenshot of Bloomberg news article titled US Manufacturing Shrinks for Eighth Month on Sluggish Demand featuring a graph showing ISM manufacturing index trends over months with values around 48-49 and a photo of news anchor Michael McKee in a suit discussing the topic alongside text overlays about factory orders shrinking 0.9 percent in October.

I dati sono davvero brutti, per quello che valgono.

Otto mesi di contrazione dopo un’illusione durata 2 mesi, ma attenzione, precedentemente erano 26 mesi consecutivi di recessione manifatturiera.

Ecco perché Biden non ha vinto, andava in giro a raccontare che era tutto a posto, in realtà sono spariti oltre due milioni di posti di lavoro, inventati dalla sua amministrazione.

Non siamo in recessione dice qualcuno, magari supportato dalle analisi di qualche giullare che guarda solo ai mercati.

 

Line graph titled ISM Manufacturing PMI from ISM with data from 2004 to 2024 showing fluctuating index values between 30 and 65 with shaded recession periods marked in red for US manufacturing including a recent drop to 48.7 in October.

Mai è successo di restare così tanto sotto i 50 punti e non dichiarare una recessione.

In realtà, Bessent sta iniziando a mettere le mani davanti.

Non è solo il mercato immobiliare ad essere in recessione, anzi depressione, ma anche buona parte dell’economia a parte la bolla AI.

L’inflazione da dazi non decolla, perché sono finiti i soldini e nessuno ha il coraggio di alzare i prezzi oltre certi livelli.

La guerra commerciale, i dazi non possono che deprimere l’economia, ma non c’è fretta, tempo al tempo.

Trump non ha ancora capito che non si gioca con le guerre commerciali, creano recessione o depressione, la gente perde il lavoro, i prezzi restano alti.

Può incolpare i democratici quanto vuole ma questi sono i risultati…

I democratici hanno vinto ovunque, in alcuni Stati, addirittura stravinto.

Milioni di persone senza soldi per qualche giorno e subito le banche si offrono di rifilare loro qualche patacca a chissà quale tasso, si parte dal 25% minimo sulle carte di credito.

Resta comunque una commedia, i soldi in una maniera o nell’altra li troveranno, diverso è capire quanto durerà questo shutdown, più danni fa e meglio è.

Il dollaro nel frattempo crolla per lo shutdown o forse no!

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… e l’euro raggiunge i minimi da agosto, quando tutti lo aspettavano a 1.21 o 1.25.

Per la fine del dollaro ripassate tra qualche anno, a breve la ripresa per scendere nuovamente sotto la parità.

Ora un rimbalzino è nelle carte, ma non mi dispiacerebbe prima toccare quota 1.1420.

Chiudiamo per oggi con una bella notizia per l’euro e le solite cianfrusaglie finanziarie tedesche, o meglio le filiali tedesche di First Brands Group.

Come era quella degli scarafaggi, tutto sotto controllo, nessun contagio, solo qualche scarafaggio qui e la.

E’ uscito, “MACHIAVELLI E LO SCARAFAGGIO D’ORO “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli

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