MERCATO IMMOBILIARE USA: ASPETTANDO IL CALO DEI TASSI.

22 Dicembre 2025 09:57

Mentre lasciamo dotti, medici e sapienti, pontificare sugli ultimi dati relativi agli affitti, sottolineando che non sono attendibili e che bisogna attendere il prossimo mese, come per l’inflazione da guerra commerciale che non arriverà mai, andiamo a dare un’occhiata a cosa succede al mercato immobiliare, castello di sabbia del quale ci occuperemo in dettaglio nel prossimo OUTLOOK 2026.

Ovviamente i dati, quando non confermano le favole mainstream sono inattendibili, nessuno guarda alla realtà o alla tendenza.

Guardate qui sotto in tempo reale cosa sta accadendo al prezzo degli affitti, sono dati da più fonti in tempo reale, disponibili a tutti coloro che non vogliono sentirsi raccontare favole.

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source. IronsideMAcro @barryknapp
Venerdì sono usciti i dati relativi alle vendite di nuove abitazioni, il motore del mercato immobiliare soprattutto per l’indotto che crea.
Partiamo da una semplice constatazione.ontinuo a sentir dire che in fondo nel mercato immobiliare non è successo nulla, che i prezzi sono sui massimi e che nulla accadrà.
Le vendite di case esistenti sono agli stessi livelli del 2008, anno della grande crisi subprime.
L’unica cosa che ha salvato il mercato immobiliare, ma che lo tiene inchiodato da oltre 3 anni è il fatto che molti americani hanno avuto l’intelligenza di fare mutui a tasso fisso, quando i tassi erano ai minimi storici.

In realtà il mercato immobiliare non è in ripresa è completamente fermo sull’orlo di un burrone, quello della disoccupazione.

 

Peccato che la realtà è un’altra default, stress finanziario e difficoltà nei rifinanziamenti sono all’ordine del giorno, oltre a valutazioni in portafoglio che le banche si ostinano a ignorare.

Salvo poi cercare di nascondere i crediti inesigibili nei fondi pensione degli americani, ma questa è un’altra storia.

” Le vendite di case esistenti sono aumentate per il terzo mese consecutivo grazie ai tassi ipotecari più bassi di questo autunno “, ha affermato Lawrence Yun, capo economista della NAR. “Tuttavia, la crescita delle scorte sta iniziando a rallentare. Con le vendite di immobili in difficoltà ai minimi storici e la ricchezza immobiliare ai massimi storici, i proprietari di case non hanno fretta di mettere in vendita i loro immobili durante i mesi invernali”.

Non hanno fretta di metterle in vendita perché si tengono il mutuo a tassi bassi e non sono così stupidi di farne uno nuovo a questi livelli.

Quasi 30 milioni di famiglie, ovvero il 54% dei titolari di mutui primari, hanno tassi di interesse sui mutui pari o inferiori al 4%.

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source @nicolefriedman

Non hanno fretta, perché sono in pochi quelli che hanno i soldi per comprarli, con la disoccupazione in aumento.

 

Non hanno fretta di vendere, perché nonostante i tassi ipotecari sono scesi di circa un punto da inizio anno, tutti si aspettano di più.

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Siamo al 6,25% devono tornare tra il 3 e il 4 % per rivedere partire il mercato immobiliare.

Di quello commerciale è meglio non dire nulla, il prossimo anno sarà interessante.

Secondo gli analisti di Trepp, nel 2026 , anche in caso di calo dei tassi di interesse, i mutuatari potrebbero comunque incontrare notevoli difficoltà di rifinanziamento.

In particolare, anche in un contesto di tassi di interesse inferiori al 6%, circa il 15% dei prestiti in scadenza potrebbe avere difficoltà a qualificarsi per un rifinanziamento adeguato a causa dei vincoli di copertura del servizio del debito.

Nel 2026  il mercato immobiliare commerciale affronterà una significativa ondata di rifinanziamenti di prestiti in scadenza, concentrati soprattutto in America, si parla di circa 936 miliardi di dollari (fonte: S&P Global Market Intelligence, ottobre 2025).
Questo rappresenta il picco grazie a dilazioni e estensioni precedenti, rendendo il 2026 l’anno più critico.
Ma ne parleremo nel prossimo OUTLOOK.

I tasi non scendono, prima ci si inventa l’inflazione, poi si tira fuori il Giappone, poi il debito pubblico americano, domani chissà.

Ma non durerà molto.

Nel frattempo in Europa, la guerra commerciale non è finita.

Se l’UE e gli Stati membri dell’UE insistono nel continuare a limitare, restringere e scoraggiare la competitività dei fornitori di servizi statunitensi attraverso mezzi discriminatori, gli Stati Uniti non avranno altra scelta che iniziare a utilizzare ogni strumento a loro disposizione per contrastare queste misure irragionevoli. Qualora fossero necessarie misure di risposta, la legge statunitense consente, tra le altre azioni, la determinazione di tariffe o restrizioni sui servizi esteri. Gli Stati Uniti adotteranno un approccio simile a quello di altri paesi che perseguono una strategia in stile UE in questo settore.

Il resto lo sapete, sarà un 2026 interessante anche perché in Francia, qualcosa di molto importante accadrà.

OUTLOOK 2026, avrà il suo focus sulla deflazione che verrà, studieremo il Giappone e osserveremo le nuove opportunità in arrivo dal Sol Levante.

Ricordo che OUTLOOK 2026 sarà a disposizione solo per coloro che hanno sostenuto generosamente il nostro viaggio.

 

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E’ uscito, “DISCORSI “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli per il 2025

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