IL DOLLARO BRUCIA!

18 Febbraio 2026 08:26

In questi anni e mesi in molti ci hanno scritto inviandoci articoli sulla fine del dollaro e dei titoli di Stato americani, la più colossale leggenda metropolitana della storia.

Centinaia di articoli da parte nostra per documentare come questa leggenda sia pura spazzatura, inventata e riportata da un oceano di ignoranza e spesso alimentata da enormi conflitti di interesse.

Che si tratti del Financial Times, piuttosto che di Bloomberg, poco importa, sono articoli spazzatura, spesso riportati da un mondo di oche mediatiche.

Poi ci sono gli analisti iconici, si quelli che come pappagalli riportano articoli di carta straccia, senza farsi domande, tirandosi dietro altri pappagalli.

Predichiamo spesso nel deserto, perché immancabilmente salta sempre fuori qualche genio dalla lampada, che profetizza la fine del dollaro.

In questi giorni sta accadendo dietro le quinte qualcosa che non si vedeva da tempo.

Non diciamo nulla, basta attendere e non avere fretta.

Visto che centinaia di nostri articoli sull’argomento non sono mai abbastanza, lasciamo la parola a due dei massimi esperti di questo argomento, soprattutto a Michael Pettis, in assoluto il più quotato al mondo per parlare di Cina.

È vero che un titolo che afferma che la Cina sta vendendo asset in dollari è molto più entusiasmante di un titolo che afferma che la Cina sta aumentando costantemente i suoi investimenti in asset in dollari, ma in realtà la Cina sta aumentando costantemente i suoi investimenti in asset in dollari.

Questo dovrebbe essere ovvio dall’aritmetica.

Sappiamo che gli stranieri stanno acquisendo enormi quantità di asset statunitensi (ovvero gli Stati Uniti stanno registrando enormi deficit commerciali) e che la Cina sta acquisendo enormi quantità di asset esteri (ovvero la Cina sta registrando enormi surplus commerciali);

se la Cina stesse effettivamente cedendo asset in dollari, assisteremmo a enormi dislocazioni in altri mercati.

Eh già, Michael sono concetti semplici che noi di Icebergfinanza spieghiamo da anni, ma nella finanza abbondano gli ignoranti.

Quando un Paese come la Cina ha enormi surplus commerciali e uno come l’America sguazza in mezzo a un oceano di deficit commerciale, i dollari con i quali l’America paga le cianfrusaglie cinesi, la Cina, da qualche parte li deve pure mettere.

Sono trilioni, non centesimi.

Chiaro il concetto?

Non può investire in America, comprarsi intere nazioni, porti, ferrovie, aziende, per ovvi motivi. Quindi quei trilioni possono solo finire nel Tesoro americano.

Se uno non è ingenuo, si sarà reso conto che rendono il doppio che in ogni altro luogo al mondo.

Ma si sa, il dollaro brucia e l’America sta per fallire.

Se proprio aspettate la fine del mondo, se avete altri decenni di tempo e pazienza per attendere, seguite il nostro Brad, uno come pochi a spiegare in maniera documentata e impeccabile, come gli articoli dei media finanziari sul dollaro e sui titoli di Stato americani, sono carta straccia.

Su coraggio che forse tra qualche decennio, l’America fallirà per davvero!

Il privilegio esorbitante del dollaro, la Cina è condannata ad alimentarlo in eterno, nei secoli dei secoli, amen!

Ma non solo la Cina, il mondo intero.

Mentre aspettate il fallimento del dollaro, quelli che falliscono davvero sono le famiglie e le aziende americane, soprattutto le piccole e medie imprese.

Gli americani con redditi più alti stanno iniziando a rimanere indietro con i pagamenti

L’aumento dei livelli di debito e l’aumento dei pagamenti mancati hanno spinto l’indicatore di stress finanziario al livello più alto di sempre

Mentre sempre più americani sono in ritardo con i pagamenti del mutuo e della carta di credito, un nuovo rapporto fa luce su come lo stress finanziario si stia diffondendo oltre i mutuatari con i redditi più bassi.

Secondo la National Foundation for Credit Counseling, mentre le agenzie di consulenza creditizia solitamente aiutano le persone a basso reddito a ristrutturare i propri debiti ed evitare la bancarotta, ora anche persone con redditi più alti hanno iniziato a rivolgersi a loro.

Ma tu pensa, chi l’avrebbe mai detto.

Non so a Voi, ma a me ricorda la Grande Recessione.

Stay Tuned, il 2026 si preannuncia davvero interessante!

Noi continueremo a monitorare la disinflazione, deflazione in atto, il 2026, verrà ricordato come l’anno dei bond, dopo cinque anni di ordinaria follia.

Nel fine settimana è uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci. Abbiamo bisogno del Vostro prezioso e COSTANTE sostegno, noi ce la mettiamo tutta per analizzare e diffondere consapevolezza in questo mondo di psicopatici, il cui unico obiettivo è quello che il grande Federico Caffè raccontava…

«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. 

 

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