PETRODOLLARI E SWAP: PANICO INTORNO A HORMUZ!

27 Aprile 2026 07:05

 

 

C’è ben poco da scrivere in questi giorni, il solito attentato contro Trump e qualche componente della sua amministrazione, il solito accordo che non c’è, il viaggio di Vance poi negato e altre cosuccie che il mercato obbligazionario, ignora completamente.

Pochi se ne sono accorti, ma nonostante questo casino, le previsioni del petrolio a 200 dollari, Powell che minaccia un aumento dei tassi, il prezzo della benzina alle stelle, il mercato obbligazionario americano non si è mosso, fermo immobile.

A proposito di dollari che stanno per finire e di leggende metropolitane sulla fine del leggendario mister Greenback…

Le discussioni con i paesi, inclusi i nostri alleati del Golfo e asiatici, riguardo alle linee di swap in dollari USA fanno parte di conversazioni in corso e routinarie che @USTreasury  ha avuto con i nostri partner per un certo numero di anni. Sono una testimonianza della preminenza del dollaro USA e della forza dello scudo economico dell’America.

Linee di swap aggiuntive possono beneficiare la nostra nazione rafforzando l’uso del dollaro e la liquidità a livello internazionale, mantenendo un funzionamento fluido nei mercati di finanziamento in dollari, promuovendo il commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti e, in scenari ipotetici di stress, prevenendo vendite disordinate di asset USA nonché interruzioni nei mercati, nelle imprese e nelle famiglie USA.

In parole povere, il petrolio dei paesi che trafficano attraverso lo stretto di Hormuz è completamente bloccato e non si vende, e s e non si vende non si prendono dollari e se non si prendono dollari, il problema è immenso, perchè quei paesi hanno disperatamente bisogno di dollari.

E’ chiaro il concetto, o avete ancora bisogno di leggere le fesserie che i media e certi analisti da baraccone vi propinano?

Tutti hanno bisogno di dollari!

E’ come se lo spacciatore America rifornisse il mercato quando nessuno ha più soldi per pagare la dose, il che aumenta ancora di più la dipendenza, ma questo era un concetto chiaro che solo chi legge attentamente Icebergfinanza poteva capire.

Ma tu pensa, riduce le pressioni inflazionistiche e cosa fanno i paesi petroliferi con le linee swap che ricevono?

Comprano i tesorucci, comprano dollari! Chiaro il meccanismo?

Nel frattempo i prezzi delle case continuano a scendere, per il 14 mese consecutivo, mentre vi raccontano il contrario, usando dati obsoleti e manipolati.

Per concludere mentre leggete articoli scritti da fenomeni da baraccone sulla fine del dollaro e del Tesoro americano, mentre la Cina si disfa di tutto, prendendosi gioco di coloro che ci credono, l’ultima lezione del saggio Brad Setser…

Continuerò a ripeterlo finché non verrà assimilato: la Banca Popolare Cinese potrebbe ridurre o meno le sue reali partecipazioni in titoli del Tesoro; potrebbe semplicemente star spostando i propri investimenti da istituti di custodia statunitensi.

Ma è evidente che le banche statali stanno incrementando i loro portafogli in dollari, finanziando così indirettamente l’accumulazione globale di attività statunitensi.

Lasciate perdere la voce CHINA quando leggete i dati, guardate alla voce Belgio, Lussemburgo, Isole Vergini, Isole Cayman è così semplice.

Eppure nessuno che si chieda perché questi piccoli Paesi sono tra i maggiori acquirenti di treasuries americani.

Ma i cinesi e i venditori di frottole contano sull’ignoranza della gente, soprattutto del mondo finanziario, il più ignorante del settore.

Godetevi queste perle di saggezza, noi non ci saremo per sempre.

 

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