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Si l’onda della Debt Deflation di Irving Fisher, ma che cosa il decennio perduto può insegnare im questa crisi sottolinea Wolf…….quella che circa un anno fa sembreva una domanda assurda oggi è realta! Mai e poi mai a noi occidentali poteva accadere quello che è successo in Giappone, questo era il consenso convenzionale, noi conosciamo gli errori del passato e quindi non li ripeteremo……Grande Depressione compresa….sic aggiungo io.
Welcome to the world of balance-sheet deflation…….. Benvenuti nella Deflazione!
Secondo Wolf una delle migliori analisi, se non la migliore di quanto è accaduto in Giappone è opera di Richard Koo del Nomura Research Institute, ignorata dall’economia convenzionale ovvero la questione dei bilancio. Un crollo degli assets acquistati attraverso l’indebitamento avrà un impatto molto più devastante che lo stesso crollo accompagnato da un indebitamento sostenibile.
Vi dice niente la Debt Deflation Theory of the Great Depression di Irving Fisher in ” Una_Realtà_fondamentale ” che i sostenitori di Icebergfinanza ben conoscono…..la maggior parte dei consumi, della spesa privata e dell’indebitamento non era dovuto al sistema finanziario ma ai suoi debitori.
Prima o poi ……. Debtors kept paying down their loans. …come diceva Benjamin Franklin uno dei padri fondatori dell’ America….i creditori hanno miglior memoria dei debitori.
Wolf prosegue ricordando che i paragoni con il passato, con le precedenti recessioni non stanno in piedi, nel 1980 il debito privato USA era al 123 % del PIL entro la fine del terzo trimestre dello scorso anno si era arrivati al 290 %, il debito delle famiglie arrivò al 48 % oggi siamo al 2007 al 100 %, nel 1980 i tassi erano al stratosfericamente lontani dallo zero di oggi. Assistere ad un’espansione del debito oggi sarebbe una follia …..
A recession caused by the central bank’s determination to squeeze out inflation is quite different from one caused by excessive debt and collapsing net worth. In the former case, the central bank causes the recession. In the latter, it is trying hard to prevent it.
Coloro che sostengono che il governo Giapponese non attuò un’espansione fiscale sbagliano, quando il settore privato cerca di risparmiare o rientrare dai propri debiti, non restano che tre opzioni……
When the private sector tries to repay debt over many years, a country has three options: let the government do the borrowing; expand net exports; or let the economy collapse in a downward spiral of mass bankruptcy.
….debito, esportazioni o una spirale di insolvenze…….
nonostante tutto il Giappone non ha mai subito una Depressione la spiegazione secondo la ricerca sta nel deficit fiscale, nell’enorme deficit….quando nel 1997 si cercò di ridurre questo deficit l’economia crollò.
Mister Koo sostiene che il riconoscimento delle perdite e la ricapitalizzazione del sistema finanziario sono di vitale importanza ma ancor di più la riluttanza ad assumere altro debito. Il Giappone ha vissuto accanto a ” banche zombie ” per quasi un decennio….l’ostilità del contrinuente non ha permesso di ricapitalizzare le banche e le lobbies dei banchieri non hanno permesso di nazionalizzare il sistema tecnicamente fallito…….vi dice niente questa ultima parte…….per anni in Giappone si è fatto finta che si trattasse solo di un problema di ribasso degli assets alla fine l’implosione ha forzato la mano del governo giapponese.
In America l’occasione per non ripetere gli stessi errori, se di errori si trattò sembra sia stata persa……oggi ormai da due anni tutti stanno nascondendo tutto anche grazie al terso livello contabile di quel “mark to market” spesso disprezzato e un “Stress Test” che vuole solo dimostrare che non c’è bisogno di nazionalizzare aggiungo io.
Vi lascio continuare la lettura sul Financial_Times ma ricordo a tutti che la conclusione sembra che il desiderio delle istituzioni finanziarie di diminuire il bilancio possa essere causa di una più grande recessione in America
Ricordate quanto scritto nei post dedicati…….il settore Health Care sarà la prossima vittima di questa crisi ………e puntuali arrivano i tagli a ” Medicare ” e puntualmente Obama ci dice che bisogna ridurre il deficit, il bilancio.
Le buone notizie rispetto al Giappone è che la dimensione delle bolle in questa crisi sono minori rispetto agli anni ’90 e che la Federal Reserve è stata più rapida a riconoscere la realtà, politiche monetarie non convenzionali e tassi a zero……ma su questo punto resta la mia perplessità….primo è tutto da dimostrare che queste politiche stiano funzionando poi oggi più che mai grazie alle lobbies e all’ideologia convenzionale si sta ancora nascondendo la realtà che una banca come Citigroup o Bank of America debba essere nazionalizzata.
Per ridurre la portata della sua crisi il Giappone ha fatto ricorso alle esportazioni oggi questa possibilità è solo leggenda in una recessione contemporanea globale, il propellente mondiale delle esportazioni altrui resta sempre e solo l’America ed oggi gli americani stanno aumentando il risparmio……ciò che l’ ultimo dei Mohicani Bernanke non vuole.
Last year marked the end of a hopeful era. Today, it is impossible to rule out a lost decade for the world economy. This has to be prevented. Posterity will not forgive leaders who fail to rise to this great challenge.
* The Holy Grail of Macroeconomics (John Wiley, 2008) * Il Santo Graal di Macroeconomia (John Wiley, 2008)

martin.wolf@ft.com martin.wolf @ FT.com
A questo INDIRIZZO troverete inoltre un’illuminante studio sulla reale nazionalizzazione o no delle banche svedesi nella crisi corrispondente, sembra che non sia stata una nazionalizzazione nel vero e proprio senso del termine, non una nazionalizzazione come quella di AIG che ha prodotto nonostante tutto ancora oggi 60 miliardi di perdite da ripianare……
Sweden did not nationalize its banks. It was Norway that did so, which is an alternative model. In Sweden, a temporary emergency bank authority was set up on the model of the US Federal Deposit Insurance Corporation. It had outside, mainly foreign, consultants to scrutinize all bank debts and establish objectively which were nonperforming. The banks were forced to write off their bad debts and transfer them to bad banks.
Sweden had no aggregator bad bank and the bad banks were not nationalized. Each big bank set up its own bad bank. They were given illustrious names such as Securum, Retriva, Nackebro and Diligentia. Securum was the biggest bad bank belonging to the already state-owned bank, Nordbanken, and it became a separate state company. The private bad banks, however, remained the property of the private banks from which they were removed.
……..le “bad banks” private tuttavia sono rimaste di proprietà delle stesse banche dalle quali piano, piano sono stati rimossi gli assets illuquidi
Nobody traded toxic waste at the height of the crisis in Sweden.Such trade is an unnecessary complication. A bad bank is not a bank but a private equity fund, which does not need much capital or recapitalization. Its task is to isolate the rotten apples so that they do not contaminate the good loans in the cleansed banks.
….una Bad Bank è come un private equity non ha bisogno di capitale o di ricapitalizzazioni, il suo compito è quello di isolare le mele marce per non contaminare quanto di buono è rimasto.
The bad banks sold off their assets at a leisurely pace over several years to maximize their value, avoiding excessive depreciation of assets through fire sales.
…..alla fine della crisi vi è stato anche un piccolo profitto………
Quello a cui stiamo assistendo si sottolinea nel sito in questione è che il governo sta cercando di difendere lo Status Quo cieco a soluzioni alternative, pre privatizzazioni o nazionalizzazioni alla svedese non sono contemplate per motivi ideologici…….si aspettano gli eventi aggiungo io, si spera, che l’icebrg si sciolga e si spostano qua e là le sedie come dice Krugman per far passare il tempo……
Krugman nel suo blog esprime “sentimenti di disperazione” bene su tutto ma…..
But on the question of fixing the banks, many of us are feeling a growing sense of despair.
If you underestimate the problem; if you do too little, too late; if you don’t move aggressively enough; if you are not open and honest in trying to assess the true cost of this; then you will face a deeper, long lasting crisis.
….se si sottovaluta il problema ( e in questa crisi la sottovalutazione è ai massimi livelli ancora dal suo inizio aggiungo io……. ) se poco, se tardi non ci si muove in maniera chirurgica e agressiva, se non si cerca onestamente di valutare il costo reale di questa crisi si drovrà far fronte ad una più profonda e di più lunga durata.
Il vero piano prosegue Krugman è quello di mantenere il sistema in coma vegetale, banche zombie ricapitalizzarle e garantirne le passività proclamando che sono sufficientemente capitalizzate …….I’s Japan all over again.
Si il Giappone è dietro l’angolo e il risultato sarà una più lunga e duratura crisi………
WASHINGTON — Federal Reserve Chairman Ben Bernanke said Wednesday recent sharp declines in stock prices mostly reflected investor attitudes about risk and had become detached from real US economic fundamentals.
ma che stiamo scherzando il mercato si sta distaccando dai fondamentali di questa crisi.????…ma Bernanke sa quali sono i fondamentali, lui che dopo tanto studiare non è riuscito ad accorgersi neanche dell’uragano che stava per arrivare……
“The stock values reflect not so much the fundamentals, the long-term profitability of the economy, but they also reflect investor attitudes about risk and uncertainty which right now are at very high levels,” he told lawmakers during questions.
…..si probabilmente è solo colpa dell’irrazionale depressione degli investitori, non è successo nulla, Bernanke come l’ultimo giapponese su un’isola sperduta crede ancora che la guerra non sia finita……crede che in fondo i fondamentali sono solidi, fondati sul debito, sull’irrazionalità del debito di questi anni, si un sistema fondamentalmente solido, un’economia infinitamente solida.
Inutile oggi commentare i dati relativi agli ordini di beni durevoli e al crollo delle vendite di nuove abitazioni, questa è la realtà fondamentale, questa purtroppo è una malattia che fa il suo decorso e che probabilmente qualcuno con la sua ideologia e il suo integralismo stà protraendo.
Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
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La “filosofia” di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua “forma artigianale”, un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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Citigroup: Wall Street Journal, accordo di salvataggio con il Tesoro Usa
C’è l’accordo tra il Tesoro americano e la banca statunitense Citigroup. Secondo quanto segnalato ieri sera dal Wall Street Journal le autorità federali si impegnano a entrare nel capitale della banca, a patto che il consiglio di amministrazione venga cambiato. Il governo potrebbe decidere dunque per una nazionalizzazione parziale dal 30 al 40% del capitale della banca a fronte di un investimento complessivo da 25 miliardi di dollari.
Forse qualcosa comincia a muoversi nella direzione giusta pur con tutti i vincoli ideologici e ( aggiung io) egoistici delle lobbies wasp yankee.
Se il Governo Usa dopo aver più o meno nazionalizzato qualche istituto di credito comincia ad utilizzarli come canale privilegiao per far arrivare veramente il credito alle aziende ed ai cittadini le cose possono cominciare a stabilizzarsi.
Perchè è vero che la gente un USA sta spostando sul risparmio una quota importante del reddito disponibile invertendo una tendenza demenziale che aveva portato ad una spesa del 104% del reddito disponibile nel 2006; ma è anche vero che passare da 100 a 0 immediatamente vuole dire essere finiti contro un muro: tutti morti.
Bisogna frenare, bisogna avere uno spazio di frenata, bisogna ridurre la velocità ma non fermarsi.
La proposta di Obama di estendere una copertura sanitaria “universale” (vedremo cosa significa in USA) va nella direzione di liberare risorse economiche generando un poco di “sicurezza sociale” nelle parti più sofferenti della società.
Vedremo alla prova dei fatti.
ad maiora
Il Cuculo
Buongiorno a tutti.
Molto interessante l’articolo del Capitano Andrea di quest’oggi, sulla deflazione e quello che la storia dovrebbe insegnarci.
Ma vorrei per un momento parlare della vita economica di tutti i giorni, e cercare di “applicare” la storia e queste conoscenze alla vita quotidiana. Io purtroppo non vedo molta deflazione, le cose di cui ho necessità giornaliera stanno aumentando!!!! forse il calo dei prezzi stà avvenendo nelle merci “superflue”, merci “inutili” al miglioramento della MIA vita.
Probabilmente Andrea avrà ragione, sulla deflazione, ma nel quotidiano………..io non la vedo.
SD
Con tutti o difetti che volete, dubbi e ombre sulle persone che compongono il team obama, ma almeno in USA vedo una minima possibilità di cambimaneto o almeno ci provano.
Io qui in Italia miguardo in giro, ma non respiro per la puzza di fogna e putridume che si respira.
Qui da noi la crisi deve ancora arrivare e solo allora potrà nascere la speranza del cambiamento.
Matteo
Rispondo al Cuculo per il post precedente “TERMS OF CAPITAL ASSISTANCE PROGRAM…STRESS da STRESS!” …. e per chiunque altro fosse interessato all’argomento
Per il Cuculo #23
Anch’io ho notato questa scorrelazione …. nonostante i mercati stiano facendo un po’ su e un po’ giù (con prevalenza del giù), e il dollaro sia in (temporanea) rivalutazione sull’euro, il petrolio sta salendo
Ciò in apparente contraddizione con 2 correlazioni passate:
– mercati giù, fiducia giù, investimenti giù, domanda del petrolio in calo con conseguente riduzione del prezzo
– dollaro in calo, prezzo del petrolio in salita (prchè i contratti sono in dollari)
Due sono secondo me le possibili motivazioni:
– il mercato ha già scontato le perdite d’investimento in tutti i settori industriali, da questo punto di vista ha toccato il fondo, ulteriori perdite in borsa non procurano ulteriori cali della domanda (il consumo privato, civile per così dire, non è calato, anzi, si è assestato grazie ai bassi prezzi del carburante e dell’energia elettrica)
– i tagli dell’OPEC stanno avendo il loro effetto (ci vogliono un paio mesi dalla data di annuncio di un taglio perchè questo abbia effetto) e l’OPEC stessa ne ha preannunicati altri per il 15 marzo in occasione della prossima riunione in modo da sostenere il prezzo a 60$ al barile (e si tratta di prezzi astronomici considerando che siamo in piena depressione).
Inoltre i vari paesi importatori (USA e Cina in primis) hanno fatto incetta di petrolio a basso costo per accantonarlo nelle riserve che ora sono piene piene (si è arrivati addirittura alle riserve flottanti, ovvero petroliere piene in giro per il mondo in attesa di svuotare il loro carico quando ce ne sarà necessità)
A supporto di tutto ciò vi segnalo un interessantissimo rapporto sulla produzione mondiale di petrolio, scaricabile da questo link:
http://www.tsl.uu.se/uhdsg/Publications/GOF_decline_Article.pdf
Gli autori sono Hook/Hirsch/Aleklett, chi ha già sentito parlare di peak-oil già li conosce.
Guardatevi il grafico finale delle previsioni (Worl Crude oil Production Outlook) e traetene le conclusioni.
Quello che posso dirvi è che non si tratta di visioni pessimistiche o catastrofiste, ma direi quasi di iper-realismo ….. da quella curva verde non ci si scappa, è la realtà che ci aspetta nel prossimo futuro.
Gli effetti diretti: oscillazioni molto forti dei prezzi del petrolio nel prossimo futuro (dieci anni più o meno) con fluttuazioni dell’ordine di 100 dollari in pochi mesi e bottom sempre più alto di volta in volta(questa volta si è arrivati a 35, la prossima volta non riscenderà più sotto i 50).
Insomma, tempi difficili per le previsioni di spesa di qualsiasi impresa operante sul mercato.
E allora vorrei concludere che forse l’attuale crisi è arrivata giusto in tempo per farci retrocedere dalla nostra disperata corsa verso il baratro …. forse con un decennio di “obbligata” restaurazione e ridimensionamento saremo in grado di ammortizzare la botta e riassestarci senza grossi scossoni.
Il buon Hirsch parlava di 20 anni nel 2005 per prepararsi al peak-oil in tempo e non subirne gli effetti …. ora che siamo al peak-oil ora forse ci vorranno ancora 20 anni per rimettersi a posto, ma nel frattempo dovremmo sorbirci tutti gli effetti negativi.
In parole povere …. è venuto il tempo di rimboccarsi le maniche ed accontentarsi di quello che c’è, non c’è più trippa per gatti
Hunter76Lima
Sono otto le banche Italiane in fila per i Tremonti bonds:
Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco popolare, Ubi, Carige, CreVal, Bpm.
Mas
Caro SD,
l’inflazione ha, di base due componenti, una core legata al costo della manod’opera ed una esterna legata al costo delle materie prime. E’ poi modulata da fattori di mercato, rapporto domanda/offerta, ed è in questo caso settoriale. Vi sono poi aspetti locali e congiunturali.
Per quanto riguarda i primi due elementi oggi prevale il segno ( – ).
Per gli aspetti di domanda/offerta ancora segno ( – ).
Restano gli aspetti congiunturali e locali (cartelli protezionistici per esempio) che possono alterare l’andamento.
Per esempio se hai poco lavoro cosa fai? Abbassi le tue tariffe e prendi un lavoro che ritieni poco remunerativo o alzi le tariffe a quei clienti che ritieni “sicuri”.
In Italia la scarsa liberalizzazione dei servizi e rigidità del mercato permettono la pratica della spremitura del limone (o del tiro della coperta corta) ad alcuni soggetti economici, ma il risultato è a somma negativa.
Un tipico esempio:
Nel 2008 di fronte ad una domanda calante gli stabilimenti balneari in Liguria hanno alzato le tariffe del 3-5%, i margini sono aumentati forse del 10-15%. A fronte di una riduzione delle presenze del 7-8% hanno avuto un saldo positivo. Ma credo che nel 2009 qualcuno semplicemente non aprirà.
Se la coperta è corta e tutti la tirano troppo forte alla fine si straccia.
Qualche post addietro hai scritto che pensavi di ritoccare del 10-15% la tua tariffa oraria….
Auguri.
ad Maiora
Il Cuculo
non ho argomenti perche’ non soono preparato per lasciare un post interessante. Ma trovo che questo sito sia molto importante perche’ credo sia vero e mai di parte. Non so, ma sento che e’ cosi’.
gambler
IL Cuculo #6, per quanto riguarda mè ti posso garantire che non lavoro “al ribasso” e per dimostrartelo ti faccio una confidenza; in questo momento io sono un artigiano…..ma molti anni fà avevo/avevamo anche 10-11 dipendenti.
Volendo scherzarci sopra ti dico “che io non ho bisogno di lavoro (ne trovo finchè voglio) ma ho bisogno di soldi/moneta/roba buona hehehehehe…..non fà ridere!!!!
L’esempio che hai fatto sugli stabilimenti balneari Liguri; io la vedrei in un altro modo…..nel 2008 alzando i prezzi del 3-5% sono riusciti a prendere due piccioni con una fava (hehehe), per prima cosa sono riusciti ad aumentare i proffitti, ed in seconda cosa sono riusciti ad eliminare la concorrenza….ottimo affare…ottimo, forse nel 2009 guadagneranno anche di più; a meno chè la gente non decida di rinunciare al desiderato mare e spiaggia.
Un saluto
SD
La vera causa di questa crisi, la causa occulta che non abbiamo prove per dimostrare è la volontà dell’uomo di arrivare a DIO, chi ha creato questa piramide pensava che la creazione dei DANARI concedeva all’OLIGARCHIA il diritto CREATIVO. Ma non hanno capito che il diritto CREATIVO non è umano, ma all’uomo è consentito di creare in modo relativo ma mai e poi mai gestire la mente dell’umanità come fossero il Padre Eterno sulla terra. Dio ha creato l’Oro, l’Oligarchia ha creato i $.
Con i $ non potranno mai comprare la Giustiza di Dio e il suo silenzio!!!!
rumors che fara’ sorridere il capitano :
tratto da Libero :
rumor di mercato sul profondo rosso della controllata Abax: nelle sale operative si mormora di una perdita di circa 96 milioni.
azzo …..
ma lo strategist Fognoli con la sua lungimiranza e il suo incrollabile ottimismo non poteva aiutare il management ad evitare questa debacle?
Mariano
IL VENTO DELLA STORIA
Una persona molto lucida, che ha vissuto una parte del fascismo e tutta la 2° Guerra Mondiale mi ha detto “….stiamo tornando indietro!”
Tornare indietro significa che la Storia sta riprendendo il suo corso, è dalla caduta dei regimi comunisti dell’89’ che non avviene un “vero fatto storico”.
Fin anche la guerra in jugoslavia e le guerre del golfo non sono (pur nella loro tragicità) che dei “fattarelli”.
Oggi tutti gli stati sono stretti fra l’incudine della disoccupazione e il martello delle fortissima crisi sociale.
Già oggi molti governi cominciano a fare delle timide concessioni, ma non basteranno per calmare gli animi.
Il livello di tensione sale giorno per giorno.
Quando la tensione avrà raggiunto il livello di rottura, divamperanno le fiamme. Mi sembra già di vedere in mezza Europa, scatenarsi all’unisodo manifestazioni, proteste, scioperi e una guerriglia violenta.
Abbiamo vissuto un ventennio di relativa pace sociale, dove forze reazionarie hanno preso il sopravvento, ora il testimone sta per passare a nuove forze, più giovani e agguerrite.
Come la storia insegna, tutto comincia con una piccola onda che poi si ingigantisce e diventa uno Tsunami.
Il Comunismo e poi il Capitalismo liberesta hanno fallito (Amen).
-IL Compasso-
Concordo con Il Compasso #11 sulla storia e quello che forse….puo accadere. Io non saprei, ma se non cambiano qualcosa nel modello economico/finanziario, lasciando da parte la vita civile per un momento; temo che se non accadrà adesso, accadrà fa 10-20 anni.
Un ultimo commento sulle previsioni del Capitano Andrea, guardando le notizie/borse di oggi, temo che non dovremo attendere la tarda primavera per il S&P500 a 600, vedremo nei prossimi giorni.
SD
Caro Compasso, la storia ormai l’abbiamo dimenticata tutti, quanti sanno ad esempio che un Re d’Italia fu assassinato nel 1900 ?
A tal proposito consiglio (non e’sotto casa) di visitare il Memoria Della Pace di Caen (F) dedicato allo sbarco in Normandia e alla WWII, sapete come comincia il museo con l’inflazione di Weimar in Germania, con il Crollo del 1929 a WS e tanti bei grafici con la disoccupazione che si impenna….da li poi sappiamo grossomodo quello che successe dopo…ma le cause spesso le dimentichiamo !
Saluti
Massimo
Ogni volta che c’è una crescita visibilmente eccessiva e si sta creando una bolla speculativa la prudenza suggerisce di guardare indietro e prepararsi alla discesa.
A quel punto i sostenitori dell’insostenibile cominciano a dire:
“Ma questa volta è diverso…!”
Quando rantolando nel basso della crisi si comincia a pensare,
ne usciremo!
arriva subito qualcuno a dire:
“Ma questa volta è diverso…!”
http://www.signoraggio.com/index_video.
htlm
Ciao vagabondo di un Mariano….non infierire in fondo il povero Fugnoli da un po di tempo naviga nel mare del realismo……in effetti è possibile che Abaxbank abbia subito quelle perdite….da due anni a questa parte il suo strategist non ne ha mai indovinata una che sia una………mentre noi siti telebani, come spesso amava chiamarci….invece….
A parte gli scherzi è semplicemente impressionante la revisioni del PIL dell’ultimo trimestre oltre le mie prime previsioni non quelle della revisione di oggi che tutti aspettavano….se la terza e ultima revisione scende ancora allora prepariamoci ad avere un crollo nel primo trimestre oltre l’ 8 %….nel frattempo gli argini sono stati travolti……la leggendaria tarda primavera del 2009 si sta avvicinando….è da oltre un anno che lo sussurro dopo la recessione chissà ennesimo bersaglio centrato……ma al di là di questo la mia tristezza è infinita l’unica mia gioia è che i miei figli forse condivideranno un mondo migliore!
Buona Notte Andrea
L’argomento che sfiori #9 è …. molto personale e come tale non posso che rispettarlo, ma non tutti condividono l’esistenza di un essere superiore, supremo ….. anche se in effetti …… l’Uomo, ed in particolare il “buon cristiano” ha da sempre volutamente lasciato la propria concezione di DIO fuori dal mondo degli affari, ha lasciato fuori l’etica, ogni considerazione morale, ogni remora ed ogni forma di rispetto per la prima forma di DIO che in tutti i sensi conosce: se stesso.
Forse lo ha fatto volutamente per nascondere i suoi peccati … dietro una foglia di fico, mentre la tentazione derivata dalla sua arroganza gli ha porto infinite mele dall’albero della finanza, via … una dietro l’altra.
Solo che ora le mele … sono finite per tutti, credenti o meno, e gli uomini frastornati dall’eco della realtà che gli sta avvolgendo …. fingono di non capire, o forse realmente non capiscono.
L’augurio ….. ed il nostro principale intendimento però dovrà essere per il futuro, per i nostri figli, che abbiano veramente la possibilità di crescere in un mondo migliore, anche se per questo “ora”, ci sarà da soffrire.
Francia R
Caro SD, #2,
la deflazione già sta esplicando i suoi effetti.
1) la riduzione del valore nominale per un singolo bene, 2) la riduzione “compensativa” o concorrenziale dei prezzi.
Esempi?
1) il prezzo richiesto per le case: per lo stesso identico bene (gli agenti immobiliari come mio fratello, amano chiamarli “oggetti”) siano essi oggetti di pregio o meno i prezzi sono inferiori dal 15 al 25 %. Ecco un caso molto effettivo di sgonfiamento di bolla che si manifesta anche con un effetto deflattivo.
2) i prezzi di alcuni beni primari altamente sostituibili, es il latte. da quando è iniziata la crisi si è moltiplicata l’offerta di latte perfettamente identico ed di ugiual qualità di quello di marca a prezzi nettamente inferiori (ad es 1 euro contro l’1,55 euro del latte cosidetto di marca) – ecco che la spinta concorrenziale spinge i prezzi ad abbassarsi ancor più in tempo di crisi e per beni basici arrivi a risparmiare fino al 35% .
Poi concordo con precedente commento che osservava come in Italia la scarsa liberalizzazione dei servizi e rigidità del mercato permettono la pratica della spremitura del limone (o del tiro della coperta corta). Però anche nnoi consumatori dobbiamo sveglairci.
Ciao
Il Delfino
Tutto è possibile ma faccio fatica a credere che bernanke non sapesse quello che stava per succedere.
Un po’ come chi diceva che il prezzo delle case puo solo salire,di solito la gente abbstanza ignorante sulla speculazione che non ha studiato nulla della storia.
Mi sembra piu probabile che sia tutto voluto, e che vogliano far finta di fare qualcosa, ma piano piano portarci verso il baratro, per poi ricominciare col loro gioco.
mm
Caro Delfino ti voglio raccontare la storia del latte.
Il latte italiano viene pagato alla stalla a circa 35 centesimi al litro.
Poi viene portato nello stabilimento e “lavorato”.
Prima si interviene a livello di igienizzazione e conservazione, poi si procede all’imbottigliamento.
Qui si ottiene ovviamente un eccellente prodotto.
Mediamente il prezzo alla distribuzione è quattro volte quello all’origine. Malgrado ciò oggi non vi è convenienza da parte della grande distribuzione a vendere il latte.
Ne tantomeno vi è convenienza a produrlo da parte dei contadini.
Anche per il latte si sta avvicinando il momento della “grande contraddizione”.
Da un lato il contadino italiano preferirà dare il latte ai maiali e dall’altro invece il consumatore non avrà i soldi per pagarlo.
Un produttore italiano con un prezzo di 60 centesimi a litro potrebbe produrre un prodotto eccellente e viverci dignitosamente.
In realtà il mercato si regge sull’importazione del latte in polvere “EUROPEO!!!”, prodotto economico e di qualità “passabile”.
Oggi il settore caseario in Italia è semplicemente in ginocchio e deve abbattere i costi.
Quindi si usa latte in polvere, trasportato in sacchi di carta (somigliano ai sacchi di cemento) che proviene dalla Bolivia, dall’Argentina e dal Paraguay.
Pensate che in un container da 20 piedi ci fanno entrare 40 tonnellate di latte in polvere, che una volta diluito con acqua produrrà l’equivalente di 330,000 litri di latte.
Questo latte se comprato in italia costerebbe più di 120.000 Euro!!!
Poi vi confido un segreto, il latte Olandese costa di meno di quello Italiano!!
Ma l’Olanda ha costi di produzione più elevati di quelli Italiani!!!
Se capite il commercio del latte capirete una parte del “Sistema”.
Il marcio del mondo non sta solo nelle banche.
-IL Compasso-
PS
Se dovessimo entrare in un aspirale deflazionistica, la ripresa ce la potremo scordare per almeno un decennio.
riposto…..
xkè è una cosa aberrante.
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5628
…..LA PIU’ GRANDE ONDATA DI SUICIDI MAI AVVENUTA NELLA STORIA
48 suicidi al giorno….
siamo veramente in mano a speculatori senza scrupoli.
maat
si,
il post sui suicidi in qualche maniera si ricollega al discorso fatto da “compasso”sul latte.
la il latte (ma potrebbe essere qualsiasi altra produzione agricola) che quadruplica il prezzo dal produttore al consumatore.
qua la semente (prodotta dalle grandi multinazionali) che ,paradossolmente, viene a costare piu del raccolto .
tutto manovrato e manipolato x uno sfruttamento ke nn tiene conto dell’uomo
maat
Si..maat.”aberrante”….e non c’è nulla da dire…solo
“Da qui l’importanza di lottare contro le regole del libero scambio, che non sono altro che le regole della libertà del più forte di annientare i più deboli, e di ottenere il diritto per i paesi meno “sviluppati” di proteggere la propria economia.”
CUBA: AGRICOLTURA BIOLOGICA E RELOCALIZZAZIONE DELL’ECONOMIA
Postato il Venerdi 6 Giugno 2008
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4694&mode=thread&order=0&thold=0
ma c’ è un’ infinità di persone, non conosciute che conducono in silenzio grandi battaglie:
FuKuoKa: L’ agricoltura del non fare
“Coloro che ne hanno sentito parlare e letto i suoi libri hanno avuto
la sensazione
di trovarsi davanti alla proposta ecologica più rivoluzionaria. Fra loro moltissimi
lo hanno cercato, letto e ascoltato, alcuni hanno provato a mettere in pratica le sue
lezione, pochi ci sono riusciti e sono diventati dei punti di riferimento essenziali
(il più importante è Panos Minikis in Grecia) ma diversi hanno
rimandato l’ impegno a una futura propria conversione e a un più radicale
cambiamento di vita.
La differenza fra quella di Fukuoka e gli altri tipi di agricoltura biologica è che la sua
Capovolge radicalmente i pilastri della modernità.
….
Siamo cresciuti nella civiltà della tecnica,
nella prostituzione alla tecnica, che coincide con la mancanza di cultura diretta,
sostituita da manuali di funzionamento.
Non abbiamo identità e siamo pronti a buttar via l’ ultima tecnica utilizzata non appena
Ce n’ è un’ altra che crediamo ( ma siamo creduloni abbagliati da perline) più efficiente
E moderna.
Come figli del XX secolo siamo abituati a passare molto tempo assorbiti da macchine
Di metallo e plastica che sono diventate il nostro ambiente,
abbiamo difficoltà a dare importanza esistenziale, alimentare alla natura,
che riusciamo solo concepire come panorama, al massimo col vetro tirato giù…
Ma il messaggio più forte di Fukuoka è stato proprio quello di staccare dalla modernità
E riscoprire la mancanza di valore di questa corsa al progresso, di guardare la natura
Come opera di Dio, come forma della sua volontà e provvidenza.”
(di Giannozzo Pucci)
in Italiano tra i libri disponibili (libreria Aam Terra Nuova)
“La rivoluzione del filo di paglia”.
..”Ma si può allora continuare a dire che il criterio di valore è il progresso?
Certo, perché non abbiamo mai parlato di progresso puramente materiale…Il progresso materiale è solo un aspetto, una componente, del progresso di cui gli altri aspetti sono
La coscienza e la solidarietà. Il progresso materiale è perciò una componente
Essenziale, insopprimibile, del progresso. Ma lo è solo in quanto produce (io aggiungo se produce),
l’ aumento della consapevolezza e infine, la solidarietà.
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Tutto è perciò essenziale al compito della creazione.Nessuno può dire di avervi dato un contributo
Più alto, come nessuno può vantarsi di essere nel giusto…
Lo stato nascente e il movimento non sono che il momento in cui la libertà convergono in una
Unanimità, il momento in cui germina una coscienza collettiva solidale.
Solo allora si definisce il nuovo oggetto d’ amore a cui noi aderiamo totalmente perché è pienamente noi stessi e, nello stesso tempo, più di noi stessi.
(F: Alberoni, L’ Albero della Vita)
p.s spero che vogliate perdonare le lungaggine delle citazioni…non volevo occupare troppo spazio..ma non c’è giorno che passa che seguendovi non riveda
o rilegga “cose” con occhi nuovi,(anche se non ero/sono proprio del tutto “cieca”)
ed ho sempre l’ impressione che sfugga qualcosa..nulla mai di sufficientemente assimilato e ve ne ho voluto far partecipi.
Valentina
Visto che sono un agricolo e fino a due anni fa producevo latte, mi permetto di fare qualche puntualizzazione al post #20.
Per quanto riguarda il prezzo i 35 centesimi è quanto veniva pagato nel 2008, per quest’anno non si supereranno i 30 centesimi e al momento gli industriali stanno pagando un acconto di 27 c.
La storia del latte in polvere è ancora più paradossale se pensiamo che il latte ottenuto viene riciclato come latte italiano (la truffa è certificata anche da due commissioni parlamentari guidate dal gen. Lecca istituite in seguito alle manifestazioni dei cobas del latte che bloccarono Linate) e va a pesare sul super prelievo che gli allevatori devono pagare per il superamento della quota di produzione. Per evitare tale multa gli allevatori devono acquistare quote di produzione, la cosa però ha una portata più ampia: innanzi tutto muove l’economia e fa aumentare il PIL (hihihi). Il resto dovrebbero spiegarcelo i sindacati agricoli che proprio in questi giorni si stanno mobilitando contro la rateizzazione delle multe per chi non rinuncia ai ricorsi che gli splafonatori hanno in essere nei tribunali civili.
scovazza64
Buongiorno Compasso
son d’accordo con te che la storia del latte è perfettamente esemplificativa del Sistema.
E così ha confermato anche Scovazza64.
Però il pure noi, i cosidetti Consumatori, abbiamo le nostre colpe. Molte. Poi ogni tanto le Autority comminano le multe ma poi i soldi NON TORNANO nelle tasche dei consumatori “fessi”.
Da tantissimi anni sappiamo, perchè il dato è pubblico che il latte alla stalla è andato attorno ai 35 centesimi ed ora anche meno.
E sappiamo che le mcche producono latte tutto uguale tra loro, che poi viene trattato o ne viene tolto il grasso, ecc.
però..però! Ecco che noi consumatori neanche ci chiediamo se è giusto pagare 1,60 euro per un litro di latte di marca contro lo stesso latte coop a un solo euro: 1,00 euro!!! (60 centesimi in meno!)
Oppure compriamo l’alta qualità a 1euro e cintanta centesimi, quando lo stesso latte è commercializzato da conad ad 1 solo euro (50 centesini in meno!!! per lo stesso latte: il latte conad è fatto da granarolo)
e gli esempi si potrebbero fare anche su altri prodotti…alla fine i fessi siamo noi consumatori.
E allora, ha ragione Il Compasso ma è vero anche che dobbiamo porre noi stessi più attenzione quando compriamo, fosse anche un litro di latte. Possiamo forse risparmiare ma di sicuro dobbiamo provare a che ci fanno sempre fessi…
un saluto a tutta la ciurma
Il Delfino
CRIMINE E LEGALITA’
Ciurma e compagni di viaggio ma non pensate per caso che il pensiero unico del profiitto ci ha mandato il cervello in pappa….
Insomma se si spaccia come succede latter extra-EI per italiano bene allora questo e’ un crimine ! Il problema e’ la lenta assuefazione a cose come queste che ci mandano in malora tutto, in fondo diciamo si e’ uno schifo ma cosa si ouo’ fare…denunciare. Se vogliamo cominciare a fare un mondo migliore per i nostri figli non e’ che stando solo a scriverci addosso qualcosa cambia, cambia se siamo noi i portatori del cambiamento !
Poi occorre accorciare la catena, cominciamo ad andare direttamente dai contadini, a comprare il latte ai distributori automatici….chissa’ forse ho esagerato !
Saluti
Massimo
Buongiorno a tutti
Leggendo post di oggi di Valentina, Il Compasso, Delfino, Scovazza64, matt (scusate se ho dimenticato qualcuno)…una divagazione sul #18 di Delfino le case SONO degli oggetti e ti confido che NOI costruttori guadagnamo sempre meno, mentre VOI compratori le pagate sempre di più…..la stessa cosa del latte!!!!! come mai????? infatti anni fà, quando le cose non “giravano” più ho chiuso tutto e licenziato gli operai!!!!!
Riprendendo il discorso iniziale sui post ed osservando l’economia reale della mia zona mi stò convincendo sempre di più che il modello economico/finanziario stà dissanguando l’economia reale e creando milioni di nuovi poveri o al limite della sopravvivenza.
Che fare???? io non sò a livello globale che fare, ma credo che ognuno di noi dovrà trovare un modo personale per riuscire a costruire qualcosa e migliorare la propria vita. Io personalmente stò già facendo (non è il caso di spiegare cosa!!) ma il problema principare è riuscire a capire dove và l’economia, cosa stà realmente accadendo…..forse per mè è difficile riuscire a vedere e capire il “TUTTO”, ma comunque ci provo!!! e come dice anche il titolo di questo blog “Non c’è vento per le vele del Marinaio che non sà dove andare”.
Ormai con il lavoro primario, una persona è fortunata se riesce a campare tranquillamente; le piccole aziende sono sempre più martoriate e in balia delle finanziare del governo (non c’è certezza del futuro), gli artigiani stanno morendo lentamente, ma inesorabilmente, per i giovani studenti…….ma a che fare studiate!!! hehehehe…ok per conoscenza personale.
Ma forse delle vie per non farsi travolgere da questa economia ci sono, ognuno deve trovarle a modo suo.
Un saluto
SD
Se oggi abbiamo una qualità della vita materiale migliore di 100 e di 50 anni fa è perchè lo svilupo tecnologico ha permesso degli incrementi di produttività mostruosi. Mai visti in tutta la storia umana.
Ogni prodotto fungibile, ogni srvizio della nostra vita, grazie alla applicazione della tecnologia incorpora un quantitaivo di ore/uomo incredibilmente inferiore al passato, ed una quantità di energia proporzionalmente superiore.
Quindi se vogliemo, e vogliamo, mantenere la attuale qualità di vita, dobiamo procedere sullo sviluppo tecnologico e svilupare nuove fonti di energia.
Quindi caro SD studiare è fondamentale perchè è motore del progresso. Di manod’oper anon scolarizzata ne serve poca e ne servirà meno in futuro.
Piuttosto il problema è orientare i giovani verso gi studi giusti.
ad maiora
Il cuculo
Per Marco Colacci.
il fatto che ci sia il blocco degli sfratti per mrostà è una vergona tutta italiana. Va bene per le case degli enti pubblici , ma per le locazioni private lo stato on può mettere i problemi della società sulle spalle dei singoli proprietari che affittano un appartamento e contano su quel reddito per campare.
Se è un poblema sociale quando un inquilino non è in grado di pagare il canone sia il comunea farsene carico!
al malora
Il cuculo
Non sò se vi sfugge un “leggero parallesismo” fra la vita che viviamo attualmente, i problemi degli affitti, il latte, la pasta, le finanziarie, la politica, la gustizia …. ed il modo di far finanza degli ultimi anni, con tutti i problemi che ha creato.
Mi dispiace signori, è sempre lo stesso problema, che lo vogliate ammettere o meno.
Etica, rispetto per il prossimo, ricerca dei problemi interiori per superarli in un contesto di supporto reale ai problemi di ognuno di noi, scuola, sviluppo dell’io interiore corretto e coerente con la realtà che lo circonda, riconoscimento dei problemi psicologici infantili e … rimedi prima che i problemi diventino grandi.
Giustizia, per tutti a tutti i livelli.
Non usciremo da questo degrado morale, da questo ennesimo “grande sonno” che ha avvolto tutto il nostro mondo per l’ennesima volta, fino a quando non saremo in grado di creare e di mantenere una società civile che risponda a tutti i bisogni interiori dell’Uomo, senza ombre, senza zone morte di convenienza per nessuno, senza permettersi di schiacciare mai i sogni di nessuno, purchè siano corretti.
Certo … è quasi una bestemmia in una società come la nostra, dove è lecito ignorare i diritti degli altri, magari solo perchè diversi dallo “standard” ufficiale (occhio perchè cambia in fretta oggi giorno ….), è corretto andare a pregare in chiese sontuose un Dio morto in croce dopo avere cacciato i farisei dal tempio e predicato scalzo, è lecito guardare le varie demenze proposte in TV dimenticandosi ogni giorno dei veri problemi che ci circondano e che pian piano stanno …. arrivando a bussare alla nostra porta.
Continuando così, l’unica cosa che sarà veramente lecita … sarà la morte della nostra società.
Francia R