AMERICA: NEGATIVE RATES IN NEXT CRISIS

Pubblicato 12 Ottobre 2015 Aggiornato 5 Febbraio 2016 11:53

Mentre in Italia il problema principale da settimane rimane il comune di Roma,  noi continuiamo ad occuparci dell’America e dei semi nascosti della prossima crisi.

Tempo fa, come alcuni di Voi ricordano, per errore uscirono sul sito della Fed le previsioni economiche per i prossimi anni, tra cui il costante declino del Pil reale atteso nei prossimi anni. Inutile dire che si tratta pur sempre di pura astrologia-

Inutile dire che le previsioni per il Fed Funds rate e i rendimenti dei Treasuries a 10 anni ci fanno sorridere, ma per il momento fermiamoci qui, visto che si incomincia a parlare di tassi negativi…

La scorsa settimana il governatore della Federal Reserve di New York William Dudley, ha detto che …

Un incremento “ancora possibile” anche durante la riunione di fine ottobre, ha spiegato durante un’intervista all’emittente televisiva Cnbc. Il governatore si è comunque mostrato cauto e, pur sottolineando che “non bisogna dare troppo peso a dati sul lavoro come quelli di settembre”, ha precisato che “un indebolimento dei mercati emergenti potrebbe pesare sull’economia americana” e, quindi, incidere sulle scelte di politica monetaria della Fed. Dudley, inoltre, si è detto “non sorpreso” dalla maggiore volatilità dei mercati man mano che l’aumento del corso del denaro si avvicina. Parlando in via teorica, Dudley ha spiegato che, se ci fosse una brusca frenata dell’economia, “la Fed avrebbe la possibilità di ricorrere a tassi negativi come forma di stimolo”. America 24

L’opzione tassi negativi è stata più volte rifiutata durante la Grande Recessione, ma ora anche tra la Fed questa opzione incomincia a prendere consistenza, visto che secondo Dudley alcune esperienze in Europa suggeriscono che i costi di una tale scelta non dovrebbero superare i benefici.

La scorsa settimana Bernanke ha sostenuto che la paura era quella di uno sviluppo negativo sui mercati monetari, fondi pensione e assicurazioni e che secondo alcuni studi i benefici non erano importanti.

In Europa la BCE, le banche centrali di Svezia, Danimarca e Svizzera hanno già ricorso a tassi negativi.

Fed raises possibility of negative interest rates – CNBC.com

Ora fate attenzione perchè si tratta di un argomento del quale abbiamo già parlato in questa occasione…

NEGATIVE INTEREST RATE, EPOCA GLACIALE…

Ma facciamo prima un salto in Michigan intanto dateci un’occhiata perchè l’argomento sta prendendo corpo nelle sedi istituzionali, immaginatevi cosa potrebbe significare per il reddito fisso…

Tieni i soldi in banca? Allora devi pagare  Economisti Usa: con «interessi negativi» ci sarà la spinta a investire

Qui puù che altro si tratta di fantafinanza  ma questa è l’idea del professor Kimball dell’università del Michigan…

La valuta che salverà l’economia mondiale

Qui invece avete una sintesi di quelli che potrebbero, sottolineo potrebbero essere vincenti e perdenti di una simile mossa , sintesi che proviene dall’esperienza svizzera…

I tassi d’interesse negativi, una minaccia per l’economia …

Ovviamente siccome nelle finanza e soprattutto nelle banche centrali hanno tutti tante idee  ma ben confuse mentre in America si incomincia a parlare di tassi negativi in Europa, dopo per la prima volta si sono sperimentati…

Draghi: i Paesi ad alto debito stiano attenti a possibili rialzi dei tassi

Possibili rialzi dei tassi? Vaste programme direbbe il generale de Gaulle

Draghi: «L’inflazione al 2%? Ci vuole più tempo del previsto»

…siamo soddisfatti del QE, ha perfino superato le nostre aspettative iniziali, ma ci vorrà più del previsto affinché l’inflazione raggiunga livelli che sono vicini al 2%”.

Draghi ha detto che il QE potrebbe cambiare, nuove soluzioni stanno cercando, ovviamente sempre che la prossima Pasqua non sia alta come lo scorso anno, ci mancherebbe.

Preoccuparsi di un possibile rialzo dei tassi quando ci vuole più tempo del previsto per raggiungere un obiettivo di inflazione che viene ogni anno, sistematicamente spostato in la nel tempo da ormai cinque anni?

Qui sotto avete la dinamica della velocità di circolazione della moneta, fondamentale per stimolare l’inflazione…

Screen Shot 2015-10-08 at 11.32.34 AM

Thanks to

Chissà forse un giorno anche Mario Draghi arriverà a comprendere che il quantitative easing è essenzialmente deflazionistico, in quanto favorisce l’accumulo di capitale piuttosto che il suo investimento, distorce la giusta allocazione del capitale stesso favorendo la speculazione, restringe i margini di interesse della banche, e tiene in vita aziende fallite che a loro volta falsano la concorrenza.

Nel frattempo ulteriori conferme continuano ad arrivare mentre i mercati si apprestano a celebrare il terzo rimbalzo del gatto morto delle materie prime…

I prezzi all’importazione negli Stati Uniti sono calati in settembre per il terzo mese consecutivo, segno che il dollaro forte e una crescita ancora debole all’estero generano pressioni al ribasso sull’inflazione. Stando a quanto reso noto dal dipartimento del Lavoro americano, i prezzi all’importazione sono scesi dello 0,1%. Gli analisti attendevano un ribasso dello 0,5%. Su base annuale, i prezzi sono in calo del 10,7% rispetto a settembre 2014. Il dato annuale è in calo da 14 mesi di fila. A incidere sul ribasso è stato in particolare il calo dei prezzi di generi alimentari, beni capitali e forniture industriali diverse dal carburante.(…) Da segnalare che i prezzi delle esportazioni sono calati dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 7,4% da settembre 2014, il ribasso maggiore da luglio 2009.

Loro i governatori hanno il compito di infondere fiducia non importa la realtà, noi invece quello di raccontarvi la realtà.

La realtà è che il debito è un’ipoteca futura sulla crescita senza via di uscita e il debito a livello globale è aumentato di oltre il 47 % da quando la ripresa è iniziata, si da quando la ripresa è iniziata.

Per restare in tema, come direbbe Carmen Reinhart, oggi la grande domanda è: dove si nascondono i debiti delle economie emergenti?

The Hidden Debt Burden of Emerging Markets

In sintesi, anche se i debiti delle economie emergenti sembrano piuttosto moderati confrontandoli con i dati storici, è probabile che siano stati sottostimati, forse di un ampio margine. Se così fosse, l’attuale inversione di tendenza dei flussi di capitale nelle economie emergenti potrebbe essere più ampia di quanto si pensi generalmente, e abbastanza ampia da scatenare una crisi. In questo scenario, è più che mai importante tenere traccia degli opachi vincoli finanziari in continua evoluzione.

Di bene in meglio, avanti di questo passo diventeranno inefficaci anche i tassi negativi, solo la ristrutturazione e il fallimento potranno cancellare l’enorme massa di debito che opprime l’economia mondiale.

Pessimisti? No come sempre, ottimisti ben informati!

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35 commentiCommenta
john_ludd
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 11:40

la moneta di riserva mondiale NON può avere tassi negativi e neppure può essere solo elettronica. Non dovrebbe essere difficile capire il perchè. Sarebbe comunque divertente vedere come verrebbero pagate 1) le mazzette che girano per il pianeta e i maggiori corruttori sono sempre i più grandi 2) i flussi di denaro necessari a sostenere le operazioni coperte della CIA i quali non devono apparire in nessuna forma tracciabile 3) le centinaia di miliardi del giro del traffico di armi i cui maggiori beneficiari sono le industrie americane 4) i flussi anch’essi nell’ordine delle centinaia di miliardi del traffico di droga i cui beneficiari maggiori oltre ai vari cartelli sono le banche nord americane campioni del mondo dell’arte del riciclo. Non è difficile poi immaginare come reagirebbero i detentori di capitali in dollari extra USA ovvero che fine farebbero le decine di trilioni di eurodollari. Neppure è difficile immaginare come reagirebbero tutti i paesi che sono stati costretti sinora a usare il dollaro come moneta per il saldo delle partite commerciali. Nel frattempo sia la Cina che la Russia sono prossimead attivare un loro circuito SWIFT. Lo stock in finanza non conta (almeno nel breve) contano i flussi. Avere la moneta di riserva è un privilegio esorbitante ma se ne abusi alla fine della strada c’è l’iperinflazione da rigetto della moneta stessa. La strada è stretta e lo sanno benissimo. Ne scrive da tempo anche Bagnai, il dollaro come moneta di riserva ha iniziato da tempo il suo declino. Beware.

icebergfinanza
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 15:01

john_ludd@finanza,

Direi che la questione riguarda soprattutto cosa accadrà prima all’euro come moneta di riserva e su quello non c’è storia, poi a tempo debito arriverà anche il resto.

gnutim
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 16:07

ottime prospettive direi 🙂

john_ludd
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 18:46

icebergfinanza,

… e allora scrivilo IN MAIUSCOLO a cosa andrebbe incontro un cittadino dell’eurozona del sud e per quale ragione avere qualunque tipo di asset consegelato non gli servirebbe poi granchè in caso di una nuova e profonda recessione. E’ abbastanza ovvio che il next step in caso di profonda recessione sarebbe un ferreo controllo sulla circolazione dei capitali e un blocco ai prelievi (chiedi a Spiros cosa se ne fa di avere bond in USD o AUD, non ci compri il pane, prima li dovresti vendere, trasformare in lire e ritirarle … anche Pablo e Enrique potrebbero essere d’aiuto dato che i loro dollari furono convertiti in pesos al cambio ufficiale mentre Jorge li aveva portati in Uruguay).

SOLO CHE PUO’ ANCHE NON ACCADERE o almeno non subito. Prima i politici, che amano il potere e devono venire eletti (al contrario dei banchieri) potrebbero fare una bella inversione a U, immolare i banchieri per farsi rieleggere, deficit spending coordinato a gogo e allora sì che il QE funziona, ma in tal caso il reddito fisso è carta da cesso, molto meglio i TIPS se uno vuole rimanere sui governativi. E’ uno scenario buono quanto l’altro, ma opposto… e no, uno non se accorge in tempo.

Mazzalai tu sei un documentato appassionato e bravo opinionista ma tuo fratello, Macchiavelli, si ostina a voler prevedere il futuro e a specularci sopra, scommesse, come lo sono tutte quelle di chi FA PREVISIONI. Il 99% dei cosiddetti investitori HA FATTO MOLTO PEGGIO nel corso degli ultimi 35 anni di un portafoglio passivo come quello proposto dalla buon’anima di Harry Browne il quale asseriva che per l’appunto NESSUNO può prevedere il futuro. Ma è un vizio o meglio una necessità per chiunque viva in finanza o di finanza. Un medico è utile, anche un panettiere, ma a cosa serve in realtà uno che propone idee per poi fare peggio di un portafoglio passivo ? Gran parte della gestione del risparmio è un bluff, nonsense, come la quasi totalità dei mestieri che ci girano attorno. Ma è dura accettare di non servire a granchè. Il grande trend secolare dei bond è iniziato 25 anni fa. Qualcuno l’ha azzeccata sin dall’inizio, (Schilling è uno di questi pochi pochi pochi) ma accorgesene dopo 23 anni non è il top del top. E’ sempre così, per uno davvero bravo (E FORTUNATO !!!), ci sono 100 così così e 10.000 che nel frattempo sono silenziosamente falliti . Ma è solo quel UNO che finisce sui libri eppure è da chi è fallito nel frattempo che si trarrebbe la lezione migliore. Ma chi è davvero bravo lo si capisce dopo 20 anni quando non serve più. Ah ! Il fattore culo nelle scelte attive è DETERMINANTE.

Io sono un pessimo investitore, so che sarei schiavo delle mie emozioni, dei miei pregiudizi, sarei sempre lì a guardare nello specchietto retrovisore proiettando quel che vedo nel futuro. Non si può, e quindi non do consigli a nessuno perchè non varrebbero niente e magari poi la gente ci crede solo perchè si sente insicura e io parlo bene. Ho impiegato un pò prima di capirlo, ma poi una volta compreso, ho smesso di guastarmi più di tanto la vita. I contadini lo sapevavo e mettevano le uova in molti panieri evitando quelli evidentemente bucherellati.

Sempre con stima Andrea, ti considero uno in gamba, onesto e coerente. Ognuno ha le sue debolezze e io ho le mie. Ok ?

apprendista
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 19:07

john_ludd@finanza,

ERA QUELLO CHE IMMAGINAVO ADESSO SI CHE MI SENTO FOTTUTO CON UNA CERTA UFFICIALITA’
MA PERCHE’ NON ME NE SONO RIMASTO NELL’IGNORANZA PIU’ BIECA COME IL 99% DEL POPOLUME NON CONTINUO PERCHE’ POI CI SAREBBE LA PARTE PER VOI DUE CARI MAZZALAI E LUD

signor pomata
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 22:14

apprendista@finanza,

Spiegati meglio perche non si capisce il perche ora saresti fottuto ufficialmente?

signor pomata
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 22:20

john_ludd@finanza,

Perche con rendimenti negativi non puoi pagare le mazzette?
Perche con rendimenti negativi non puoi pagare le operazioni della cia?
Perche con rendimenti negativi l” industria delle armi non fa utili?
Ma di che parli judd??
Oggi ti sei alzato strano.

phitio
Scritto il 12 Ottobre 2015 at 22:48

signor pomata@finanzaonline,

Credo semplicemente che abbia scritto gli esiti senza illustrare i passaggi che logicamente vi portano. Anche io ci casco spesso, è il problema di avere già chiaro il percorso e saltare i passaggi che sembrano ovvii

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 00:34

john_ludd@finanza,

i consumatori potrebbero compare la droga in bitcoin pagando con lo smartphone

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 00:48

mah. giorni fa chiacchieravo con un tizio che lavora nel distretto della ceramica di sassuolo. la ditta ha delocalizzato in un paese non ricordo quale dell’ex blocco sovietico, battezziamolo cracconia, dove gli operai pigliano 150 euri al mese. gli operai che lavorano qua, fanno i turni giorno e notte per la competività..se non gli va bene la ditta propone di andare a lavorare là. il giochino va bene finchè nei paesi sviluppati la gente ha i soldi per comprare le piastrelle, alla lunga però bisogna che le piastrelle se le tengano i cracconi, vale anche per i piumini e gli altri prodotti.non c’è diavoleria monetaria che tenga

kry
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 00:57

Dalla prima frase del profeta John_Ludd

” la moneta di riserva mondiale NON può avere tassi negativi e neppure può essere solo elettronica. ”

sembra che al posto di risposte arrivino dei post …

http://www.rischiocalcolato.it/2015/10/la-lotta-al-contante-serve-solo-allo-stato-e-la-cash-only-economy-spaventa-il-leviatano.html

kry
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 01:01

perplessa@finanza:
john_ludd@finanza,

i consumatori potrebbero compare la droga in bitcoin pagando con lo smartphone

Forse ci riescono i cocainomani di WS. Gli altri dubito sappiano cosa siano i bitcoin.

madmax
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 08:40

perplessa@finanza,

Ti allargo il ragionamento, alle volte oltre a delocalizzare in Cracconia, sono stati talmente avidi da vendere i vecchi impianti sempre in Cracconia visto che non servivano piu’ avendo delocalizzato. Le piastrelle nuove in Italia non le vendevano (disoccupati), poi non le vendevano nemmeno in Cracconia in quanto chi aveva comprato i vecchi impianti vendeva a meno ed a un prezzo irrisorio, visto che chi prende 150 al mese non si puo’ permettere altro. Esiste una differenza pero’ con l’operaio italiano (i migliori al mondo) che se questo vede qualcosa che non va lo ripara ed e’ sempre pronto a dare il cuore per quello che fa. In Cracconia (esperienza diretta) se vede che la macchina ha dei problemi continua fino a farla schiantare e poi si gode altri 2-3 giorni di riposo nell’attesa della riparazione e se gli chiedi qualcosa di extra ti sorride fa spallucce e se ne va!!! Il Made in Italy e la sua qualita’ sono dovute agli operai fantastici che abbiamo!

kry
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 09:10

madmax,

Anni fa la mia idea che gli operai italiani fossero i più competitivi al mondo è stata confermata da un produttore che gira il mondo intero. Aggiungo che nel momento che ho finito di leggere il commento di Perplessa mi sono detto :

Come rendere povero un popolo ( o nazione ) ?

Distruggi la sua filiera produttiva soprattutto artigianale.

( e questo succede da almeno 20 anni )

questa volta è diverso dal detto ” Ci sono due modi per rendere schiava una nazione , con le spade o con il debito . “

kry
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 09:16

madmax,

Relativa ai macchinari e all’avidità , i produttori han fatto cose CRIMINALI. So di vendite all’estero di macchinari al costo del 30% inferiori ( non per differenza di pagamento differente ) e più competitivi rispetto a vendite effettuate in precedenza ( 4/6 mesi ) ai propri connazionali.

luigiza
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 09:20

john_ludd@finanza,

….SOLO CHE PUO’ ANCHE NON ACCADERE o almeno non subito. Prima i politici, che amano il potere e devono venire eletti (al contrario dei banchieri) potrebbero fare una bella inversione a U, immolare i banchieri per farsi rieleggere,——–

Questo scenario non può realizzarsi perchè la classe politica é ormai sotto ricatto della finanza alla quale stupidamente in passato hanno aperto la porta della stanza dei bottoni dandole pure le chiavi.
Del resto basta leggere la recente sortita del nostro M3 (Maggiordomo Mario Monti) uomo cinghia di trasmissione tra gli uni e gli altri per capirlo. Citazione:
“ È possibile che le pecore pretendano di guidare il pastore nella buona direzione, assumendo anche il controllo del cane da pastore?”
Lui definisce se stesso ed i suoi Padroni il pastore. Capito cosa pensa/no di noi sub-umani?

gnutim
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 09:51

Difficile che il dollaro perda la sua valenza di moneta di riserva. Dipende sempre da che orizzonte temporale stiamo parlando.

Potrebbe essere nel momento in cui negli usa non ci sia più una considerevole produzione di beni, ma solo di servizi come per esempio in Gran Bretagna, che è tutta carta straccia.

Nel momento in cui la maggior parte delle produzioni reali saranno in paesi ex-dollaro allora si che potrebbe succedere.

Altro elemento che rende il dollaro attualmente insostituibile è la forza militare Usa, purtroppo…

phitio
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 11:01

gnutim@finanza,

SU questa decantata superiorita’ militare USA avrei un bel post di Orlov da farti leggere.

http://cluborlov.blogspot.it/2015/09/american-allies-in-syria-their-shameful.html

IN pratica, sembra che gli americani abbiano fatto eccessivo affidamento e per troppo tempo sulla tecnologia, e abbiano letteralmente disimparato cosa sia fare davvero una guerra in campo aperto.
Sembra che le loro strategie belliche si siano fermate alla guerra in iraq, e tendano a replicarele anche in contesti del tutto incongrui.

Da questo discende la fin troppo ovvia constatazione che gli USA non abbiano mai vinto una guerra sul terreno dagli anni 45 in avanti. IN effetti un conto e’ distruggere per distruggere, un conto e’ fare una guerra. Forse non e’ abbastanza chiaro a tutti la differenza, ma la prima parte e’ solo un sottoinsieme relativamente minore della seconda. Davvero, gli strateghi USA dovrebbero rileggersi Sun Tzu e una volta nella vita imparare davvero a fare qualcosa.

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 11:40

signor pomata@finanzaonline,

che c’entrano i rendimenti negativi, ho scritto della fine del cash. Different things. ma non ti preoccupare di questo, non accadrà, il denaro è già elettronico al 95%, che credi che siano il tuo conto corrente o i bond o le azioni. Sono vaccate scritte ad arte da chi poi alla fine aggiunge “ecco il segreto per evitare il peggio… inviare 200 $ a Jimmy Bingo, Smart Finance Inc. Florida.

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 11:49

luigiza@finanza,

never say never almeno nelle intenzioni quando di mezzo ci sono miliardi di persone. Quando tutti insistono allineati e compatti sulla stessa tesi, quando tutti stanno dallo stesso lato della barca… Puoi prevedere il percorso di una biglia ma non il comportamento di miliardi di persone divisi per censo, interessi, cultura, religione etc… Il potere logora chi non lo ha, diceva Andreotti, ma logora anchi chi lo ha e farà le cose più apparentemente strane per conservarlo. C’è questa idea balzana che le elite che stanno sopra siano compatte come la roccia di Gibilterra mentre sono divise come i tifosi di Roma e Lazio. Ma mica te lo scrivono, tu devi essere convinto del contrario altrimenti ti ringalluzzisci e diventi pericoloso.

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 12:03

gnutim@finanza,

le monete di riserva sono sempre finite. Non è mai lo stock che ne determina le sorti ma i flussi. Se per commerciare servono dollari e quei dollari non ci sono allora chi commercia userà qualcos’altro. Il paese A compra ogni anno per 95 da B mentre B compra per 100 da A. Oggi scorrono flussi in dollari per 195 ma tutto quel che serve è regolare la differenza, il saldo che è pari a 5. Questa è l’essenza del Bancor che Keynes suggerì decenni fa ma ovviamente le autorità monetarie americane, vinta la guerra, videro gli ovvi vantaggi dell’imporre la propria moneta. Ora però gli accordi di scambio bilaterale sono sempre più importanti. Pierino quando pensa alla fine del dollaro come moneta di riserva pensa a un editto, a un titolone sul giornale. Troppo facile. Le cose accadono poco per volta ma sono già in moto da anni. I banchieri che hanno sempre controllato quel 195 invece sono moooolto preoccupati. E’ davvero grottesco che voi qua facciate il tifo per il dollaro ovvero stiate dalla parte dei banchieri. Eppure è anche dalla fine del dollaro come moneta di riserva che passa la liberazione, se non la vostra, quella dei vostri figli. Non è così ?

gnutim
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 12:36

sai cosa?

E’ difficile aprire la mente a considerazioni del genere, faccio fatica a trovare un punto fermo.

Ma è un mio lmite

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 12:46

phitio@finanza,

le guerre le vincono (parola che odio come voi) chi è disposto a farsi ammazzare sul terreno. I generali americani alla vigilia dell’invasione dell’Iraq richiesero una forza di invasione almeno doppia a quella che i politici come Rumsfeld erano disposti a mettere in campo. La ragione è nota: la pubblica opinione americana si fa suggestionare dai bombardieri e bla bla bla ma poi quando troppi tornano a caso dentro una cassa si incazzano e votano per qualcun’altro. E il politico ideologo (e ben pagato dal complesso industriale/militare) lo sa e si inventa sino a credreci lui stesso il mito del blitzkrieg, la guerra lampo rapida e indolore, che si vince con la tecnologia e poi tutti in strada a gettare petali di rose ai liberatori. In Afghanistan gli uanagana sono asseragliati nelle loro basi, fuori ci sono solo i taliban. Gli uanagana pagano ai taliban centinia di milioni ogni anno in pizzi perchè lascino passare i convogli dal Pakistan paese alleato che ha ospitato Bin Laden e massima centrale del terrorismo mondiale. Non hanno neppure questa grande capacità tecnologica se poi tirano giù un ospedale di MSF del quale possedevano le coordinarte GPS. Oppure lo sapevano e allora è stato un crimine di guerra come tante altre atrocità commesse in questi anni e i pagliacci che presidiano la stampa occidentale ne hanno parlato 5 minuti avendo l’anno prima dedicato mesi e mesi a straparlare dell’aero civile abbattuto sui cieli ucraini senza MAI essere stati in grado di fornire una prova decisiva che fossero stati i kattivi e non i buoni (con la svastica sulla divisa pagati con i soldi dei contribuenti americani, tedeschi, italiani etc…). Chiusi nella loro paura gli abitanti di occidente preferiscono masturbarsi se oppure no, chissàquando, il dollaro, l’euro e bla bla bla bla bla… E’ così che finisce una civiltà, con un sibilo e un continuo piagnisteo.

aorlansky60
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 12:47

Come rendere povero un popolo ( o una nazione ) ?
Distruggi la sua filiera produttiva, soprattutto artigianale.

ESATTO, caro Kry.

C’era una volta un paese ricco di cultura ed arte, che incontrò ad un certo punto della sua storia un incidente di percorso; capita a volte di non scegliere la parte “giusta” e quell’errore lo pagò caro; ma pure uscito con le ossa rotte dall’ultimo conflitto mondiale, riuscì a sollevarsi e ripartire.

Non disponeva della grande industria come quella di altri paesi concorrenti in determinati settori chiave

o forse si, perchè le idee non mancavano, il coraggio nemmeno, e la tecnica c’era; diciamo che questi paesi concorrenti essendo sospettosi delle capacità tecniche-imprenditoriali e invidiosi dell’ingegnosità di questo popolo gli preparano terra bruciata intorno in modo che non potesse osare troppo

e nonostante questo seppe trasformare il 90% della propria crescita basandolo sulla media/piccola impresa;

i risultati non tardarono ad arrivare.

Con il benessere, qualche suo esponente [a livello influente] pensò anche che era giunta ora di svincolare questo bel-paese da legami scomodi acquisiti suo malgrado, intenzione però che dispiacque alla seconda parte in causa, che gli fece prontamente ricordare come stavano i rapporti di forza tra i due, dando il via alla “stagione di piombo” e alla strategia della tensione nel bel-paese.

Ma poi arrivarono i magnifici “80” con l’economia e l’export che tirarono come nessun altro in Europa, a tal punto da destare nuovamemte invidia; c’era infatti in Europa un paese concorrente particolarmente seccato di questo successo (anche perchè realizzato con lo stesso mezzo di cui entrambi erano forti, cioè eccellenza dei propri manufatti destinati per la maggiorparte all’export) che pensò ad un modo per arginare il successo del bel-paese;

come?

minare la sua spina dorsale : colpire quel tessuto produttivo costituito nella maggiorparte da “medie-piccole” imprese particolarmente dinamiche e operose.

Con l’introduzione della moneta unica in Eu, questo paese concorrente è riuscito nel proprio intento.

Non lo dico io, lo dicono cifre e fatti : le conseguenze introdotte prima dall’euro e poi dalla crisi dei debiti sovrani [che qualcuno molto opportunamente ha usato come arma rivolta alla testa del bel-paese] è che hanno costretto il bel-paese a perdere una dopo l’altra molte di queste realtà imprenditoriali, costrette a chiudere o a delocalizzare all’estero, specie verso est.

Hai perfettamente ragione per quello che hai detto, Kry, e non lo dico io : è la storia stessa che ti dà ragione.

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 12:51

gnutim@finanza,

i tuoi affetti o i miei sono un punto fermo. Costruisci/costruiamo su quelli. Il resto è caos, e cercare di divinare la traiettoria del caos è esercizio sterile di una mente debole incapace di accettare la complessità e l’imprevedibilità del mondo in cui vive. Ciao.

phitio
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 13:09

john_ludd@finanza,

Ma e’ ovvio che gli Americani non le vincano le guerre. Cominceranno a mostrare qualcosa di serio quando si trattera’ di difendere il loro suolo , non combattere per tenere o conquistare una provincia dell’impero. Del tutto normale quindi che i loro soldati siano asserragliati, ogni perdita di soldati per il politico di turno e’ come una stilettata nel suo serbatoio di voti. Del tutto normale che a combattere ci siano mercenari e fanaticume assortito vario, che ha vita facile finche se la prende con i civili, e fugge come il branco di iene che e’ davvero, non appena li mitragliano dagli elicotteri prendendo davvero la mira, come fanno ora i russi.

Molto interessante un passaggio del pezzo che ho linkato: sono rimasto basito a notare che anche i terroristi fanatici costituiscono una riserva esauribile, soggetta alle leggi di hubbert!.

Gli americani hanno razzolato praticamente ovunque per trovare la marmaglia umana da mandare in siria. Stanno ora avendo problemi a reperire la materia prima per la loro strategia terroristica! Sta’ costando troppo, le rese sono discutibili, e i numeri sono in calo.

In pratica sarebbe l’ennesimo inaspettato picco dei nostri tempi, e non e’ vero che tutti i picchi sono un male

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 13:36

phitio@finanza,

difficile trovare un mercenario disponibile ad andare a combattere l’ISI sul terreno. Quelli conoscono benissimo la psicologia. Quindi ne hanno presi alcuni, bruciati con la fiamma ossidrica oppure crocefissi da vivi a un traliccio dopo averli legati con il filo spinato. Immagina cosa succederebbe in uanaganland se il bravo Joe from Wisconsin fosse uno di quelli. Sono decenni che funzionari anonimi, criminali legalizzati della CIA o altro servizio abominevole educano il peggio del peggio nell’arte della tortura e dell’assassinio. Ottimi risultati. Vale sempre il vecchio detto “chi semina vento raccoglie tempesta”. Roma è caduta, ci ha impiegato 500 anni ma erano altri tempi. La Roma di oggi cadrà molto prima, mai troppo presto.

john_ludd
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 13:48

phitio@finanza,

Bisognerebbe studiarla la storia americana, un paese fondato sullo schiavismo e la violenza estrema. Ah già le palle sulla culla della democrazia. Fesserie, un sistema costruito per escludere sin dal sistema elettorale basato sull’iscrizione obbligatoria e circoscrizioni disegnate ad arte e sul sistema educativo e sanitario più esclusivi del pianeta. Un paese che ha una percentale di carcerati (negri e ispanici) 50 volte la nostra, carceri private si intende. Un paese dove finanzieri immorali si propongono come industriali della salute, comprano a debito (grazie Bernanke, salvatore del mondo) industrie di nicchia che hanno il monopolio di farmaci salvavita e poi… BAM alzano i prezzi del 700% o del 4000% scaricando i costi su Medicare con i repubblicani che starnazzano contro l’Obamacare e il colorato, un fascistone patentato corrotto sino al buco del culo, si dipinge come l’uomo del cambiamento. L’abisso di iimmoralità del sistema americano è senza fondo e senza limite. Trovo pietà per chi spreca tempo a stilare classifiche del tipo “sì però i tedeschi sono peggio” in un mondo dominato da mammona dove lo trovi il meglio ?

http://www.nytimes.com/2015/09/21/business/a-huge-overnight-increase-in-a-drugs-price-raises-protests.html?_r=0

http://www.washingtonpost.com/news/wonkblog/wp/2015/09/21/how-an-obscure-drugs-4000-price-increase-might-finally-spur-action-on-soaring-health-care-costs/

madmax
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 22:44

Se le capacita’ economiche sono uguali a quelle militari…che qualcuno la mandi buona!!!
Guardatevi questo video del Gen. Clarke che spiega una cosa ovvia ma allucinante…non esiste logica 😉

http://youtu.be/9RC1Mepk_Sw

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 23:32

kry@finanza,

ma va là..tutti sti ragazzotti di oggi hanno sempre il telefonino in mano, non sanno fare altro,basta che qualcuno gli insegni che devono pagare li e il gioco è fatto.

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 23:40

madmax,

si ma con il cuore non si comprano piastrelle, si comprano con i soldi, e gli italiani li hanno finiti, per cui in casa si tengono quelle vecchie…tantomeno si comprano case nuove con piastrelle nuove, di provenienza qualsiasi..italiana o craccone

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 23:46

gnutim@finanza,

comandano loro, non so come non si possa pensare altrimenti, l’europa dell’euro è subalterna, allora i no ttip cosa parlano a fare?

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 23:52

kry@finanza,

l’obiettivo non è rendere povera una nazone x, l’obiettivo è semplicemente riempire alcune tasche, poi chi tocca tocca, se si distruggono nazioni intere chi se ne frega, quello che conta è il profitto e le remunerazioni degli ad. oltre che riempire le tasche mi sa che ci sia una distorsione nella percezione del valore dei soldi. a che serve avere tanti soldi superiori alla capacità di spesa anche più smisurata? follia, siamo alla follia. nerone che brucia la città….

perplessa
Scritto il 13 Ottobre 2015 at 23:56

phitio@finanza,

nlle organizzazioni sovranazionali comandano loro, non servono armi, nè guerre, i governi sono subalterni

aorlansky60
Scritto il 14 Ottobre 2015 at 09:43

@Perplessa

nelle organizzazioni sovranazionali comandano loro, non servono armi, nè guerre

non sono d’accordo su questo;

[comandano] loro, chi ??…

non esistono organizzazioni “sovranazionali” [a parte forse la massoneria anglosassone, ma qui si entra in un altra dimensione d’idee]; le organizzazioni fanno sempre capo ad uno Stato sovrano di appartenenza;

generalmente, le multinazionali più potenti appartengono allo Stato sovrano più forte economicamente [e MILITARMENTE] della Terra da lungo tempo a questa parte, senza che ci sia il bisogno di nominarlo.

Organizzazioni e/o istituzioni economiche tra le più potenti al mondo (i FONDI SOVRANI) appartengono al proprio Stato (che ne dirige le scelte strategiche delle prime, cioè dove e quando investire).

E le lobbies americane del settore ARMI occupano una posizione più elevata nella piramide, rispetto alle generiche “multinazionali”(alimentari, farmaceutiche ed altri generi) note, perchè :

1) detengono un potere immenso in madre patria riuscendo a coinvolgere la politica del Congresso come nessun altro settore
e
2) trafficano torbidamente nel mondo intero vendendo a destra e a sinistra i loro prodotti, realizzando guadagni colossali

(sono convinto che molti di questi soldi non possono essere messi a bilancio per ovvi motivi, altrimenti nella classifica annuale di Forbes500, tra le prime 10 compagnie solitamente interessate al settore OIL, comparirebbero anche marchi statunitensi che hanno a che fare direttamente con le ARMI…).

se forse [ma è tutto da dimostrare] le guerre non servono più [per come se le conosceva nella loro concezione e applicazione pratica, dall’alba dei tempi dell’uomo], -e nel dire questo beninteso non sono uno apertamente a favore della “guerra” come concetto, ci mancherebbe-

in un organizzazione mondiale ancora strutturata attraverso Stati sovrani

le ARMI servono ECCOME; occorre farsene una ragione, perchè COSI’ È : i vertici economici e politici dei maggiori paesi sulla faccia della Terra difendono I PROPRI INTERESSI [cioè quelli del proprio Stato a cui appartengono] prima di ogni altra cosa.

[le armi servono in fatto di apparati tecnologicamente avanzati, dal fucile d’assalto automatico fino alle portaerei nucleari classe Nimitz, dai sommergibili atomici in grado di lanciare vettori con testate nucleari, ai jets da combattimento -intercettori e caccia bombardieri- fino alla sublimazione finale del concetto “deterrente”, vettori ICBM in grado di trasportare testate nucleari multiple -per un totale di 100 megatons di potenziale- in ogni angolo raggiungibile del pianeta]

è il FATTORE DETERRENTE -più di quello apertamente offensivo dal potenziale noto- ciò su cui conta chi possiede un apparato militare avanzato.

quali sono attualmente le economie più ricche e potenti sulla Terra??

quella degli USA, seguita a breve distanza dalla CHINA;

gli USA sono il paese che, più di ogni altro Stato sovrano al mondo, dirotta annualmente la cifra più elevata [in rapporto al proprio Pil] per le spese MILITARI inclusa naturalmente la voce Ricerca applicata al settore; il secondo attualmente è la Cina seguita dalla Russia;

non a caso, ho elencato tre (super)potenze nucleari; tre Stati sovrani che sono in cima alla piramide per quanto riguarda ricchezza, potenza, ed influenza politica a livello internazionale (nel club figurano da decenni anche gli Arabi Sauditi[*] pur non possedendo apparato militare all’altezza, ma la loro è la dimostrazione che con i SOLDI si può tutto)

Il FATTORE DETERRENTE

[fattore fondamentale su cui si è basata la strategia atomica, per chi la possiede dagli anni 50 sia in fatto di centrali nucleari dislocate sul proprio territorio che -di conseguenza e SOPRATTUTTO- testate nucleari realizzate a scopo bellico]

è assai più sottile e persuasivo di qualsiasi altro argomento, economico politico o diplomatico che esista.

[tutti] gli altri [Stati] sanno che uno la possiede (negli anni 50-60-70 gli esperimenti nucleari effettuati in atmosfera e in mare da USA USSR Francia e Rep.Pop.Cinese erano svolte soprattutto per dimostrare al mondo intero [e dirgli indirettamente] : “hey! guarda un pò che roba! pensa se dovesse succedere a casa tua… quindi vedi di non rompere(troppo) i coglioni! …do you understand??…”]

Non solo sul dollaro come moneta di sistema, ma anche e soprattutto sul proprio apparato MILITARE dissuasivo :
su questo si basa la potenza di mammona – come la chiama John a volte – da decenni sul mondo intero.

Se gli USA avessero solo i DOLLARI e niente apparato militare, sarebbero ridotti alla stregua dei SAUDITI[*], che avevano tutto (PETROLIO e di conseguenza SOLDI) meno un efficace apparato di difesa; a chi si sono rivolti dagli anni 50 in avanti, per proteggere i propri interessi?? non certo a tricca-barlicca, ad haiti o al burkina-faso, ma a CHI deteneva (e tuttora detiene) l’apparato militare potenzialmente più temibile in assoluto sul pianeta (anche perchè era un mutuo reciproco, gli yankees in quanto maggiori consumatori di petrolio, avevano a loro volta bisogno dei Sauditi… et voilà, les jeux sont fait!)

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