DEUTSCHE BANK E IL LEONE!

Pubblicato 6 Marzo 2017 Aggiornato 23 Marzo 2017 10:17

Risultati immagini per la gazzella e il leone

Le banche europee dovrebbero fare un monumento a Donald Trump e all’Araba Fenice, senza le sue illusioni mai sarebbero riuscite a raccogliere tutti i miliardi che servono per tenerle a galla ancora qualche anno.

Dopo i tredici miliardi di Unicredit ora Deutsche Bank da il via libera all’ennesimo aumento di capitale, altri otto inutili miliardi da gettare nella fornace tedesca.

In fondo hanno ragione, quando trovano in un altro momento, milioni di fessi disposti a buttare via miliardi di euro per scommettere sulla salvezza di una banca che secondo noi è destinata al fallimento.

Bisognerebbe chiedere a Mario Draghi se è vero che la BCE dopo aver salvato per ben due volte DB, modificando le regole contabili questa volta ha davvero intenzione di fare sul serio…

Bce, stretta sul rischio derivati

Titoli «tossici», le richieste Ue alla prova Bce

Il Parlamento europeo ha chiesto alla Vigilanza della Bce di considerare prioritaria la supervisione di asset illiquidi (livello 3) e derivati delle banche e di condurre uno stress test quantitativo su questi attivi.

Se fosse vero sarebbe meglio consigliare a Deustche Bank di fare un aumento di 30 miliardi non si sa mai che quelli della BCE prendano sul serio il Parlamento europeo.

La Bce mette sotto esame i modelli interni delle banche dell’eurozona, oggetto di controversie negli ultimi mesi. La vigilanza Bce intende anche sottoporre a stress test gli istituti per misurarne la vulnerabilità a uno shock sui tassi d’interesse.Ieri riunione a Francoforte con i vertici di 68 banche che utilizzano i modelli interni per calcolare i requisiti di capitale. Faro particolare sulla valutazione dei prodotti derivati in portafoglio, in particolare di quelli più complessi, cosiddetti di «livello 3». L’Eba: i big europei sono già in linea con le regole di Basilea 3.

I Big sono già in regola con cosa, a si certo lo dice l’EBA quella che ha messo in piedi gli ultimi due stress test farlocchi, quella che ha promosso banche che poi sono fallite una dietro l’altra.

Quindi otto miliardi di aumento di capitale e la vendita di parte della divisione di asset management oltre ad un dividendo di 0,19 centesimi per azione. Che bello banche fallite che fanno l’aumento di capitale per pagare i dividendi.

“Una forte base di capitale è essenziale se vogliamo riuscire a tracciare questa strategia,” Cryan ha scritto in una lettera ai dipendenti. L’aumento di capitale servirà ad  “eliminare una delle principali fonti di incertezza. Questo dovrebbe renderci molto più attraenti nei confronti dei nostri clienti “.

Non male per una banca che negli ultimi anni ha fatto quasi un aumento di capitale ogni anno.

Il consiglio di amministrazione di Deutsche Bank ha rotto gli indugi e ha deliberato una maxi ricapitalizzazione da 8 miliardi di euro, insieme a un piano tagli da 2 miliardi entro il 2018, il reintegro di Postbank, la cessione di una quota della divisione Asset Management, due nuovi vice per l’amministratore delegato il John Cryan e l’intenzione di proporre un dividendo compreso tra 0,11 e 0,19 euro per azione nel 2017.  Decisioni Cryan ha definito “un significativo passo avanti per creare una banca più semplice, più forte e che possa crescere”. Perché – come ha scritto ai dipendenti dell’istituto – “un capitale forte è la base essenziale affinché questa strategia abbia successo”.

L’aumento da 8 miliardi avverrà attraverso l’emissione di 687,5 milioni di nuove azioni che saranno inizialmente sottoscritte da Credit Suisse, Barclays, Goldman Sachs, BNP Paribas, Commerzbank, HSBC, Morgan Stanley e UniCredit. Si prevede che il periodo di sottoscrizione si apra il 21 marzo per chiudersi il 6 aprile. L’obiettivo è quello di raggiungere un Cet1 ratio del 14,1% e un leverage ratio del 4,1%. Altri 2 miliardi saranno reperiti attraverso la cessione di asset e la quotazione in Borsa di una quota di minoranza di the Deutsche Asset Management. Cryan ha inoltre fissato la tempistica per il reintegro di Postbank (che in passato si era cercato di vendere): ci vorranno dai 3 ai 5 anni. Mentre per la divisione Asset Management, che gestisce circa 770 miliardi di euro, è stata fissata la cessione di una quota e “aiuterà a reclutare nuovi talenti”. Il piano prevede inoltre un considerevole taglio dei costi (oggi 24,1 miliardi), che fissa tagli per 2 miliardi di euro entro il 2018 e di un altro miliardo entro il 2021.

Deutsche Bank, via libera a ricapitalizzazione da 8 miliardi e tagli

Tutto qua, nessuna novità “Ogni mattina, in Germania, una banca si sveglia, sa che deve correre più in fretta del mercato o verrà uccisa. Ogni mattina, alla City, il mercato  si sveglia, sa che deve correre più in fretta di quella banca, o morirà disanguato. Quando il sole sorge, non importa se sei il mercato  o Deustche Bank: L’importante è che cominci a piangere tutti i soldini che perderai nei prossimi anni…”

A chi ci ricorda che Deutsche Bank ha raddoppiato il suo prezzo, da 10 ora vale 20, noi rispondiamo nessun problema, può salire ancora sino a 30 prima dell’appuntamento con il destino!

 Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

23 commentiCommenta
john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 13:09

Non esiste banca che non sia insolvente ora o che non lo sarà nel medio termine. I modelli degli economisti siano essi FED, BCE, banche d’affari, Bagnai o Sapir non tengono conto di 1) demografia 2) energia 3) ruolo dei mercati (cioè psicologia comportamentale) 4) mutamenti climatici (dei quali le temperature sono di gran lunga l’effetto minore almeno nel medio termine) 5) ruolo della tecnologia. Quindi a cosa servono ? A consolare chi li sviluppa che ha il controllo, che ha qualcosa da proporre, che può prevedere qualche brandello di futuro, che se muove una certa leva allora di conseguenza accadrà questo o quello. Dati come il PIL o l’inflazione hanno totalmente perso valore, sono un castello di misure affette da errore, piene di correzioni al modello originale e di correzioni di precedenti correzioni, utilizzano metodi statistici complessi come la regressione multivariata per il calcolo dei prezzi edonici che oltre a essere utilizzati in modo inappropriato si prestano a ampi interventi di mera soggettività. Più i modelli sono complessi meno sono controllabili. Garbage in = garnage out, è una nota legge empirica. Quel che conta è questo: qual’è l’andamento del potere di acquisto della classe media negli ultimi 25-30 anni ? Se è in calo allora questa si chiama stagflazione ed è in linea con tutti i casi di fine ciclo secolare studiati da Turchin e Nefedov e riportati nel loro colossale “Secular Cycles”. Assisteremo sempre di più a inondazioni di interpretazioni parziali, fallate o disperate, fiumi di parole, tempo buttato, burattinai e burattini in preda a spasmi incontrollabili perché non sono in grado di comprendere le conseguenze della complessità.

Ho letto il tuo manoscritto. Sarà certo utile ai tuoi lettori ma anni fa scrivevo che la tecnologia brucia più posti di lavoro della globalizzazione, i documenti c’erano già, Rifkin ci ha scritto un famnoso libro 15 anni fa, ma nessuno replicava. Il continuo calo del lavoro nella manifattura è solo l’antipasto, ora è il tempo dei servizi. Algoritmi basati su reti neurali sono oggi in grado di prendere decisioni molto migliori di quelle umane in settori ad altissimo valore aggiunto come l’interpretazione degli esami radiologici e dei codici legali e delle sentenze passate. In entrambi i casi ci saranno forti resistenze eppure sarebbe di gran lunga più conveniente avere una diagnosi sicura o una sentenza corretta che qualcosa di sbagliato e letale perché il medico era stanco o impreparato o il giudice/avvocato prevenuto o peggio. Ed è solo la punta dell’iceberg. Assistenti software passano il test di Touring meglio degli esseri umani in aree tematiche. Potreste intrattenervi su internet con un tal Joe Smith parlando di economia o storia greca senza sapere che è un agente software. Interi giornali virtuali potrebbero facilmente essere compilati da agenti software senza che mai lo possiate capire. Google è oggi il più grande esperimento in corso, definendo se stessa come la società dell’intelligenza artificiale, infatti è vero. Se vostro figlio ha talento in matematica potrebbe avere un radioso futuro come ingegnere nei settori dell’ IA, della ricerca operativa o della robotica, altrimenti non so. Di certo la tecnologia non è mai stata, anche quando era più semplice, stata prodotta per servire le masse, ma per servire chi la controlla e non siete voi.

d
Scritto il 6 Marzo 2017 at 13:52

… anche nell’agroalimentare c’è un futuro….
Scusami, non so se tu abbia voglia di rispondermi, se per caso sei esperto in fisica…
john_ludd@finanza,

yabadaba
Scritto il 6 Marzo 2017 at 14:08

Non ho ancora capito come la gente possa pensare ad un capitalismo motore di sviluppo per l’eternità. Il capitalismo ha fatto tutto quello che doveva fare, è ora di pensare ad un nuovo sistema economico.

ilcuculo69
Scritto il 6 Marzo 2017 at 14:18

john_­ludd@fi­nan­za: Di certo la tec­no­lo­gia non è mai stata, anche quan­do era più sem­pli­ce, stata pro­dot­ta per ser­vi­re le masse, ma per ser­vi­re chi la con­trol­la e non siete voi.

C’è un segnale, una portante ed un rumore.

la scienza di base, la tecnologia e l’industrializzazione di massa della tecnologia sono momenti diversi.

Eliminando il rumore e mediando il segnale possiamo dire che la scienza e la tecnologia hanno migliorato la qualità della vita degli uomini, posto che ci si metta d’accordo su cosa sia la qualità della vita, e già mi pare arduo.

Nel breve termine chi dispone in via esclusiva di una tecnologia può trarne grandi vantaggi.
Nel breve periodo ci sono molti modi di morire, di malattia, in un incidente stradale, sotto un bombardamento, o di fame….

PG
Scritto il 6 Marzo 2017 at 14:49

E ancora una volta in tempi non sospetti il nostro Capitano aveva avvertito di DB , con minimo 2 anni di anticipo … roba da far impallidire i veggenti più raffinati !!!!!!!!

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 14:53

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

tutta la nostra vita è governata dalle piccole probabilità quello che non possiamo prevedere, gli scenari che non vediamo perché sappiamo di non sapere alcune cose ma quel che sarebbe determinante è quello che non sappiamo di non sapere. L’evoluzione ci ha aiutato sin qui, dotandoci di comportamenti automatici (schemi comportamentali e assimilati) che ci hanno aiutato a sopravvivere in un mondo estremamente ostile e indifferente. Il più noto e tra i più utili e la tendenza all’ottimismo, senza il quale non esisteremmo. L’ottimismo tuttavia non è a 180 gradi, ognuno può essere realista (per quanto possibile) su molti temi, capace di ragionare in termini probabilistici e irrazionalmente ottimista su ciò che per lui è fondamentale. Può un malato non essere ottimista sulla propria guarigione ? Può un padre/madre non essere ottimista sul mondo che sarà per i propri figli ? Può un alpinista non essere ottimista sulla propria abilità di rientrare a casa ancora una volta ? La percentuale di lungo termine di fallimenti nelle attività in proprio su piccola scala è del 70%, eppure si intraprende e si fallisce. Se tu come me sei un individuo sano tra i 45 e i 55 anni hai una probabilità su 3 di ammalarti di cancro nei prossimi 20 anni ma, al di là di essere o meno al corrente di questa e altra statistica, questo non ti impedirà di immaginare nuove attività, di progettare, di operare. Senza questa propensione all’ottimismo saremmo bloccati e l’uomo non è un animale come gli altri, non è meglio, è diverso, ha l’istinto dell’azione e se quest’ultima viene inibita (dalla malattia, da continue sconfitte di fronte alle difficoltà della vita) subentra l’angoscia e la depressione. Quindi sì, dobbiamo esserlo, ottimisti MA l’epoca attuale è differente, c’è stato un cambio di stato, gli schemi comportamentali che ci hanno aiutato sinora non sono in linea con il livello di complessità della civiltà attuale, è aumentato troppo rapidamente, siamo evolutivamente inadatti a questo mondo. L’attenzione al solo breve termine ci ucciderà perché le conseguenze delle nostre azioni non sono note e a differenza del passato hanno effetto globale non solo di noi ma su tutta la biosfera. Per ogni miglioramento (sempre che si trovi un accordo su quel che significa) c’è un prezzo che ormai intravediamo. La scienza è cosa diversa dallo scientismo che impazza da una parte all’altra ed è praticata come una moderna religione da chi di scienza nulla sa. La tecnologia è differente, è simile a un processo evolutivo biologico, è un pensiero profondo che mi era sfuggito, è nei diari di Werner Heisenberg. Non è l’uomo a controllare il processo tecnologico a definirne i confini e gli ambiti ma un feedback continuo come appunto in un processo biologico, ma che avviene a velocità enormemente superiore rendendo sempre meno adatto l’uomo tradizionale al mondo hyper tecnologico. Tecnologi in odore di follia ma comunque estremamente intelligenti come Ray Kurzweill sostengono che siamo in prossimità di una singolarità tecnologica, quando sistemi artificiali saranno in grado di pensare e a riprogettare se stessi, ma allora non saranno più artificiali, saranno vivi, differentemente da noi ma vivi.

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 15:25

d@​finanza,

senza combustibili fossili, non è possibile l’agricoltura estensiva che fornisce alimenti a 8 miliardi di persone; direttamente attraverso i consumi (circa il 10% del totale dei combustibili liquidi, 4 volte il traffico aereo), indirettamente attraverso il Processo Haber-Bosch che permette di sintetizzare fertilizzanti chimici e che consuma il 4% di tutto il gas naturale. Ci sono due casi: o ci sono combustibili fossili sufficienti oppure no, in tal caso da 8 miliardi scenderemo verso la media di lungo termine, statisticamente e storicamente ordini di grandezza più probabile. Prendiamo il caso dell’Italia, 60 milioni di persone campano su 0,11 ettari di terreno arabile pro/capite che comunque producono la sbalorditiva quantità di 550 kg di cereali vari. Lo stesso appezzamento di terreno coltivato con metodi tradizionali produrrebbe tra la metà e un quarto. Ma siamo molto fortunati perché in un optimum climatico; la capacità di carico (la popolazione che un territorio può sostenere) dipende oltre che dalla geografia e dal clima dal livello tecnologico, la Gran Bretagna in assenza di tecnologia può ospitare 4 milioni di persone, l’Italia molte volte di più. C’è una ragione per cui i libri parlano di magna Grecia e non magno Galles.

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 17:56

Questa è carina, in fondo se il costo delle case verrà spinto dalla tecnologia verso il nil a che servono stipendi maggiori di nil, è sempre stata la casa la prima necessità e dato che costerà sempre meno ne consegue che sarà un bel pò difficile espandere il credito che è il motore delle banche che le tiene in vita etc… Tempo fa un parente di lontano grado mi disse cosa doveva fare con una casa che aveva ereditato etc… “vendila”, lo ha fatto appena in tempo ma non mi ha ringraziato, la prossima gli dirò “comprala a debito farai un affare”.

https://anthonybsanders.wordpress.com/2017/03/05/new-afforable-housing-the-10000-3d-house-built-in-24-hours/

apprendista
Scritto il 6 Marzo 2017 at 18:29

Ciao john,e’ un piacere risentirti,prima che scappi di nuovo in aprile volevo chiederti cio’ che pensi tu delle criptovalute (anche se da cosa scrivi credo di immaginare..) cioe’ del bitcoin e altre,secondo te il bitcoin,deflazionistico per natura max 21*10^6 ,puo’ assumere il ruolo di riserva di valore?
Grazie comunque e di piu’ se vorrai spendere 2 righe sull’argomento.
Ciao

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 18:47

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

forse un giorno i governi se ne approprieranno e le useranno come ulteriore capitolo della repressione finanziaria. Per ora sono un esperimento sociologico, la versione post moderna della bolla dei tulipani a dimostrazione che il tempo passa ma nella media l’essere umano è lo stesso coglione di sempre.

stanziale
Scritto il 6 Marzo 2017 at 19:01

Con regolare fattura eh, non si pensi male: Obama ricevera’ 65 milioni da una casa editrice tedesca http://scenarieconomici.it/obamabertelsmann/

apprendista
Scritto il 6 Marzo 2017 at 19:04

john_­ludd@fi­nan­za,

Grazie John
Ciao

john_ludd
Scritto il 6 Marzo 2017 at 19:24

Giusto per infierire questo è quanto affermato nel 1998 da un premio Nobel dell’economia idolo dei liberal etc …

“The growth of the Internet will slow drastically, as the flaw in ‘Metcalfe’s law’—which states that the number of potential connections in a network is proportional to the square of the number of participants—becomes apparent: most people have nothing to say to each other! By 2005 or so, it will become clear that the Internet’s impact on the economy has been no greater than the fax machine’s.”

Paul Krugman

Quando qualcuno vi dirà “si però Krugman (o qualche altro fenomeno col paccadiineconomia) ha detto che…” ecco mostrategli quello e mandatelo in gelateria. Eppure l’influenza di questa massa gelatinosa di saccenti idioti è mostruosa.

d
Scritto il 7 Marzo 2017 at 05:35

Assolutamente d’accordo, i numeri sono quelli.
Il ricorso ai combustibili fossili ci rende prigionieri del quadro che hai più volte delineato. Ma se fosse possibile attingere ad altre fonti di energia?
john_­ludd@fi­nan­za,

laforzamotrice
Scritto il 7 Marzo 2017 at 08:41

john_ludd@finanza,

Sei un grande, specie quando ricordi che i coglioni sono sempre maggioranza, e questo in democrazia è un gran bel problema.”a dimostrazione che il tempo passa ma nella media l’essere umano è lo stesso coglione di sempre.”

john_ludd
Scritto il 7 Marzo 2017 at 09:57

d@​finanza,

si può, ma non si può mantenere l’attuale civiltà industriale, si deve convergere di necessità a consumi pro capite 1/3 di quelli attuali e a una ordinata riduzione della popolazione, peraltro già naturalmente in atto nei paesi avanzati. I combustibili fossili sono presenti in quantità finita, oltre a presentare i noti problemi di inquinamento, l’energia solare infinita ma hanno caratteristiche diverse e la seconda non può sostituire i primi. L’idroelettrico è saturo, il nucleare estremamente costoso e pericoloso con il problema irrisolto del trattamento delle scorie e del decommissioning. Il Prof. David MacKay è stato uno scienziato britannico, anche consulente del governo; prima di morire molto giovane per un cancro ha lasciato il più completo lavoro sul tema che io conosca. La fisica è fatta di numeri, il resto sono chiacchiere. O si comprendono i numeri oppure si parla a vanvera che è l’attività principale del 99,99% degli organi di di informazione. Il testo è peraltro comprensibile, non ci sono formule solo tabelle, numeri e ancora numeri, è gratis e in rete:

https://www.withouthotair.com/

quesalid
Scritto il 7 Marzo 2017 at 13:18

john_­ludd@fi­nan­za,

La riduzione della popolazione è in atto nella maggioranza dei paesi del mondo se si considera che la sub-replacement fertility è 2.1 figli per donna nei paesi avanzati e fino a 3.4 in alcuni paesi in via di sviluppo

http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.TFRT.IN

di fatto, l’unico continente che sta crescendo è l’Africa (e sta succedendo ora).

quesalid
Scritto il 7 Marzo 2017 at 13:32

La “gobba” (l’aumento della popolazione vivente) è data dall’aumento della aspettativa di vita media.

http://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.LE00.IN

john_ludd
Scritto il 7 Marzo 2017 at 15:15

que­sa­lid@fi­nan­za,

non è così semplice. Questa è una lettura obbligatoria se ti interessa la questione:

https://populationpress.org/population-essays/sixteen-myths-about-population/

Ciao.

quesalid
Scritto il 7 Marzo 2017 at 15:49

john_­ludd@fi­nan­za,

Ah non è affatto semplice

https://www.youtube.com/watch?v=FACK2knC08E

ilcuculo69
Scritto il 7 Marzo 2017 at 17:36

john_­ludd@fi­nan­za,

Tendenzialmente non so no d’accordo con questa analisi.

Certamente il costo di una casa può ridursi ma:

Il valore di una casa non è solo uso, materiali di pregio e soluzioni tecnologiche, tutt’altro che economiche vengono sempre più richieste.
Il valore di una casa è dato prevalentemente dalla sua posizione. I luoghi dove la gente vuole vivere, perchè si trovano in zone sviluppate, in centro delle città con dotazioni di servizi, oppure perchè si trovani il località paesaggisticamente e climaticamente molto favorevoli sono molto limitati.

Tasse e vincoli a parte io posso prendere un pezzo di terreno sparso e sperso nel nel nulla e costruire una grande casa a moduli prefabbricati. confortevole e a basso consumo Il tutto a costi irrisori rispetto all’acquisto di un appartamento semicentrale a milano in classe z o un appartamento vicino al mare (magari vista mare) a S.Margherita Ligure o a Forte dei Marmi.

john_ludd
Scritto il 7 Marzo 2017 at 17:52

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

al di là del fatto che hai mancato l’ironia del commento (e dell’autore del link che è un commentatore alquanto caustico ma preciso nella visione), stai comunque parlando di una piccola frazione del mercato immobiliare peraltro fatto di ristrutturazioni, specie se l’immobile è storico. Prova a negare che dove la gente vorrebbe vivere NON è dove la gente può vivere per ovvi motivi di costo. Le grandi città hanno poche zone di pregio e tante zone di scarso pregio o del tutto degradate, più la città è grande più è vero. Inoltre la popolazione è in calo e la popolazione abbiente ancora di più, vivendo sui risparmi accumulati dalle generazioni precedenti. In media chi si compra una casa in centro è perché ha molto più denaro di quel che gli serve oppure è dannatamente stupida.

ilcuculo69
Scritto il 8 Marzo 2017 at 16:46

john_­ludd@fi­nan­za: In media chi si com­pra una casa in cen­tro è per­ché ha molto più de­na­ro di quel che gli serve op­pu­re è dan­na­ta­men­te stu­pi­da.

Oggi l’unico investimento immobiliare che ha senso è in un immobile che abbia un senso relativamente alla propria posizione, comperare un immobile fuori dal centro o semicentro di città o paesi di una certa dimensione o di località a vocazione turistica non ha senso

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