ICEBERGFINANZA IS BACK: COLTIVIAMO GENTILEZZA!

Riprende oggi la navigazione dopo una vera e propria tempesta perfetta che ha segnato profondamente la mia vita.
Frequenza e intensità, dipenderanno da molte cose, ogni cosa a suo tempo sotto il cielo, ma il viaggio proseguirà.
Ringrazio molti di Voi per la delicatezza, gentilezza e soprattutto umanità, questa parola spesso dimenticata, dimostrata in questo momento di profondo dolore.
In giornata uscirà il primo post su occupazione e inflazione, ma prima vorrei partire lasciando un messaggio che d’ora in avanti sarà la mia stella polare.
Mia moglie Elda, la mia splendida e solare, compagna di viaggio, amava la gentilezza, conosceva quanto potente e devastante può essere un gesto, un abbraccio, un sorriso, una parola di gentilezza.
Non sempre ce lo ricordiamo, ma la gentilezza può cambiare il mondo intorno a noi.
Qualcuno di Voi forse lo ricorda, ma quando ho scritto il mio libro ho voluto concludere con un semplice messaggio…
Il sole era ormai tramontato e la notte si illuminava; migliaia
di luci, migliaia di stelle, come tanti granelli di sabbia
fuoriusciti dalla clessidra della storia, la storia che tanto
ama il capitano.Si alzò lentamente, accarezzando per l’ultima
volta la terra, e abbandonando per un istante l’orizzonte,
i suoi occhi tornarono a posarsi sul libro che aveva
aperto davanti a sé: una leggenda, una lontana leggenda…«“Avrei desiderato che tutto ciò non fosse mai accaduto
ai miei giorni” esclamò Frodo. “Anch’io” annuì Gandalf
“come d’altronde tutti coloro che vivono questi avveni186
menti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo
decidere è come disporre del tempo che ci è stato
dato”. […] “Affinché il male prevalga, è sufficiente che gli
onesti non facciano nulla. […]. Ma non tocca a noi dominare
tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare
il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo,
sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di
lasciare a coloro che verranno dopo una terra sana e pulita
da coltivare”» (John Ronald Reuel Tolkien).Sì, il nostro compito è quello di testimoniare che è possibile
un cambiamento, figlio della speranza, educando ed
educandoci alla responsabilità, al rispetto, alla reciprocità,
consapevoli dei rischi nascosti e aperti all’esplorazione
di orizzonti alternativi, guardando con serenità e libertà
creativa al futuro. Lo dobbiamo ai nostri figli, ai nostri
nipoti, alle generazioni future.
Non possiamo dominare tutte le maree del mondo, ma possiamo fare il possibile per migliorare l’oceano che ci circonda, fare del nostro meglio per lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.
Ho voluto scegliere il messaggio che proviene dalla gente comune, non quello che organizzano media o istituzioni, talvolta più operazioni di marketing, comunicazione artefatta, piuttosto che qualcosa che proviene dal cuore, un messaggio semplice che ho trovato su https://www.coltiviamogentilezza.it/
Un’onda, un’onda che parte, il nostro veliero riparte, ogni cambiamento inizia da un piccolo movimento, uno sguardo, una parola, un gesto, un pensiero, un sorriso, un abbraccio, un goccia in un oceano che si diffonde.
Provare non costa nulla, a presto. Andrea