CLAMOROSO! LE GUERRE COMMERCIALI NON PRODUCONO INFLAZIONE.

17 Novembre 2025 07:50

Prima di parlare delle solite misteriose dinamiche che riguardano le banche americane, con i soliti alert che girano sui mercati, soffermiamoci anche solo per un attimo sull’ultimo report uscito dagli ufficio studi della Federal Reserve di San Francisco.

Ora tutti sanno che da mesi gli scienziati della Federal Reserve con in testa il genio di Powell, ogni giorno mettono in guardia dall’arrivo di una catastrofe inflattiva per colpa della guerra commerciale messa in piedi da Trump.

Non solo ignorano qualunque dato, fanno finta di non vedere come le insolvenze subprime nel mercato immobiliare ormai sono ai massimi dalla Grande Recessione del 2009, ma spudoratamente ignorano e nascondono una disoccupazione dilagante.

Fin qui tutto bene, il loro compito è politico, manipolazione, inganno e falsità sono all’ordine del giorno.

Quello che fa sorridere è che dai loro uffici escano analisi storiche dettagliate che smentiscono sistematicamente ogni loro immaginazione sull’inflazione.

Lo studio della Federal Reserve di San Francisco esamina 150 anni di variazioni tariffarie negli Stati Uniti e a livello globale, scoprendo che innescano uno shock negativo della domanda. I dazi aumentano l’incertezza economica, spingendo famiglie e imprese a ridurre la spesa e gli investimenti, il che frena la domanda aggregata e riduce l’inflazione complessiva. Mentre i dazi aumentano i prezzi delle importazioni, questo effetto dal lato dell’offerta è sminuito dalla contrazione della domanda nel breve periodo, sebbene aumenti anche la disoccupazione. I dati storici confermano questo andamento in episodi come l’era Smoot-Hawley.
Per chi legge Icebergfinanza nulla di nuovo, non c’era bisogno dell’ufficio studi della Fed di San Francisco per conosce le basi della macroeconomia più spicciola, bastava leggere in questi mesi in nostro Machiavelli.
Eppure, loro continuano a mentire, senza che nessuno abbia il coraggio di fare domande scomode.
Perché?
Non ci interessa, sappiamo solo che anche questa volta loro finiranno nella spazzatura della storia, arriveranno come sempre in ritardo per ridurre i tassi a zero.
Vediamo che sta succedendo nel mercato della liquidità americano…

14 novembre (Reuters) – Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha incontrato questa settimana le banche di Wall Street per discutere di un importante strumento di prestito a breve termine, ha dichiarato a Reuters un portavoce della Fed di New York.
“Il presidente Williams ha convocato le principali controparti commerciali della Fed di New York (primary dealer) per proseguire il confronto sullo scopo della linea di credito repo permanente come strumento di attuazione della politica monetaria e per sollecitare un feedback che ne garantisca l’efficacia nel controllo dei tassi”, ha affermato il portavoce.
Mettiamo in chiaro una cosa, non sta accadendo nulla di eccezionale, le solite cose.
Loro preferiscono che pochi capiscano cosa in realtà sta accadendo, ma sanno che le cose si stanno complicando.
Perché c’è bisogno di prestiti a breve termine?
Per quale motivo i primary dealer dovrebbero consegnare i loro titoli di Stato in cambio di liquidità?
Perché devono fare una riunione per suggerire loro di fare quello che loro suggeriscono, per quale motivo convocare tutta questa gente se non ci sono problemi e la liquidità è abbondante?
Semplice, il vulcano sta per esplodere e pensano che in tanti non riusciranno a mettersi in salvo.
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Stanno suggerendo a tutti di usare il Standing Repo Facility perchè la liquidità del mercato è diventata più scarsa a causa del continuo Quantitative Tightening (QT) di questi mesi e dell’elevata emissione di titoli del Tesoro.
Il SOFR ha sostituito il LIBOR nel 2023 come base per derivati, prestiti aziendali, mutui ipotecari variabili e titoli per un valore superiore a 15 volte il PIL globale.
La Fed ha già tagliato i tassi, lo sta facendo per altre vie, sta crollando tutto, ma non si può dire.
Un nuovo Quantitative Easing è già iniziato da tempo.
Chissà perché le riserve bancarie sono a livelli quasi doppi rispetto a prima della pandemia, dell’ultima crisi.
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Il greggio grida “eccesso di offerta globale” per il 2026.
Il contango significa che il prezzo del mese iniziale è ora inferiore a quello del mese successivo , per la prima volta da febbraio.
Ciò suggerisce che il mercato prevede un eccesso di offerta o un calo della domanda, incoraggiando potenzialmente lo stoccaggio.
Le premesse c ‘erano tutte.
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Nel frattempo in Europa, in Francia e non solo, crolla l’inflazione…

Line graph titled Glissements annuels de l'indice des prix à la production (IPP) et de l'indice des prix à la consommation harmonisé (IPCH) showing annual changes in blue for IPP and red for IPCH from 2014 to 2025 with values ranging from -1 to 7 percent on y-axis and years on x-axis.

In Francia siamo al 1.2% in Italia all’1,6%.

Una barzelletta!

Anche Taco Trump sta facendo marcia indietro!

Venerdì il presidente Trump ha deciso di abbassare i dazi su carne bovina, caffè e decine di prodotti agricoli e alimentari, segnando un significativo ridimensionamento delle cosiddette imposte reciproche, mentre cerca soluzioni per rispondere alle preoccupazioni degli americani in merito al costo della vita.

Trump ha emesso un ordine esecutivo che modifica i dazi reciproci imposti a praticamente tutti i partner commerciali ad agosto, esentando più di cento generi alimentari comuni, tra cui frutta, noci e spezie.

Nel frattempo Kevin Warsh, tra i cinque papabili per diventare il nuovo braccio destro di Trump alla Fed attacca pesantemente il fallimentare mandato di Powell e suggerisce…

 

In secondo luogo, l’inflazione è una scelta, e il curriculum della Fed sotto la presidenza di Jerome Powell è caratterizzato da scelte poco sagge. La Fed dovrebbe riesaminare i suoi grandi errori che hanno portato alla grande inflazione. Dovrebbe abbandonare il dogma secondo cui l’inflazione si verifica quando l’economia cresce troppo e i lavoratori vengono pagati troppo. L’inflazione si verifica quando il governo spende troppo e stampa troppa moneta. Il denaro a Wall Street è troppo facile da gestire, e il credito a Main Street è troppo limitato. Il bilancio gonfio della Fed, concepito per sostenere le grandi aziende in un’epoca di crisi passata, può essere ridotto significativamente. Questa generosità può essere ridistribuita sotto forma di tassi di interesse più bassi per sostenere le famiglie e le piccole e medie imprese.

Non diciamo abbiamo avuto ragione, tanto non interessa a nessuno, diciamo solo che la verità è figlia del tempo e che i tassi crolleranno a zero.

Tutto pronto per il 2026, nuovo OUTLOOK di Machiavelli… “DEFLATION IS BACK!”

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci.

 

E’ uscito, “MACHIAVELLI E LO SCARAFAGGIO D’ORO “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli

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