UNA RIDICOLA E RIDONDANTE FEDERAL RESERVE!

26 Novembre 2025 10:04
Nei prossimi giorni ci sarà davvero da divertirsi, ma probabilmente anche nei prossimi mesi.

Prima di proseguire, chiedo gentilmente di non inviare più le Vostre preziose donazioni al vecchio IBAN, in quanto il conto è stato estinto.

Qui troverete il nuovo IBAN, grazie di cuore. Andrea

Ieri Bessent, segretario al Tesoro di Trump, ha suggerito a Powell di parlare meno e di essere meno ridondante quando parla del nulla.

“È ora che la Fed passi in secondo piano, come faceva in passato…”

“Penso che dovremmo semplicemente calmare tutti questi discorsi dei presidenti delle banche, che sono semplicemente ridondanti.”

I governatori parlano troppo e spesso a sproposito, tanto per dire qualcosa.

In questi giorni una pioggia di dichiarazioni a favore di un taglio dei tassi.

Da Barkin sino a Williams, il quale ha affermato di vedere ancora “spazio per un ulteriore aggiustamento nel breve termine.”

La presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, si proprio quella dalla quale è uscito il famoso report che testimonia come nella storia le guerre commerciali non hanno portato inflazione duratura, ma piuttosto deflazione, non voterà sulle decisioni sui tassi di interesse, ma ha dichiarato in un’intervista di sostenere il taglio dei tassi a dicembre perché ritiene che un improvviso deterioramento del mercato del lavoro sia più probabile e più difficile da gestire rispetto a una recrudescenza dell’inflazione.

Se gli aumenti dei costi dovuti alle tariffe dovessero accelerare o estendersi ai prezzi dei servizi, “ce ne accorgeremmo e saremmo in grado di anticiparli” ha affermato Daly. “Per quanto riguarda il mercato del lavoro, non sono altrettanto fiduciosa che riusciremo a prevenirlo. Ora è abbastanza vulnerabile” e se i licenziamenti dovessero iniziare ad aumentare un po’, potrebbero aumentare molto di più. 

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Ma tralasciando quello che dicono questi governatori che vivono sulla luna, ciò che conta è che ora il mercato è definitivamente convinto di un taglio dei tassi a dicembre.

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Una ridicola altalena quella dei mercati che ancora danno ascolto alle inutili chiacchiere di questi inutili personaggi.

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E’ la realtà che decide i tassi e la realtà di ieri, per quanto i dati sono dati prendere con le pinze, ci dice che occupazione e consumi stanno scendendo velocemente.

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Attenzione si tratta di consumi a debito, debiti che spesso non verranno ripagati, il debito delle carte di credito ha raggiunto un nuovo massimo storico.

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Stessa sorte al mercato del lavoro, ieri la ADP che ora ha iniziato a raccogliere i dati settimanalmente nel settore privato ci dice che nelle ultime settimane di novembre, l’occupazione è negativa.

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Zero occupati da agosto a novembre, ma credetemi i licenziamenti sono molti, ma molti di più.

Se a ciò si aggiungono oltre un milione di licenziamenti quest’anno, una disoccupazione che si è attestata intorno al 4%, l’aumento delle insolvenze e un aumento dei fallimenti aziendali di grandi dimensioni, questo dato rientra in una più ampia inversione di tendenza. Segnala un mercato del lavoro che sta perdendo resilienza e non riesce più ad assorbire la pressione derivante da una restrizione del credito e da una domanda più debole. Se questa tendenza dovesse continuare, si manifesterebbe in genere con una minore redditività delle buste paga, una maggiore cautela da parte delle imprese e un calo dei consumi. Ciò aumenta le probabilità che il rallentamento sia già in atto e che la politica economica debba rispondere prima di quanto ammetta l’attuale narrazione.

Ieri anche gli ormai vecchi dati relativi all’inflazione alla produzione, confermano che i dazi non sono un problema rilevante.

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Tre mesi di prezzi negativi e una media ridicola negli ultimi otto mesi, proprio quelli che secondo dotti, medici e sapienti avrebbero dovuto far esplodere l’inflazione.

Si i governatori della Fed dovrebbero fare silenzio, hanno fatto e stanno facendo una figura miserabile.

Alla fine avevano ragione loro, Galbraith e Friedman, due dei più grandi economisti del secolo scorso, le banche centrali servono a poco o a nulla, soprattutto le loro previsioni, visto che negli ultimi decenni non ne hanno indovinata una, non solo, non sono state in grado di amministrare l’inflazione e di prevenire le crisi, anzi le principali responsabili sono loro.

Il grande J.K.Galbraith amava dire che la perniciosa inutilità della politica monetaria e i rischi che derivano dal fare affidamento su di essa sono oggi una realtà. Anche Milton Friedman non scherzava in questo senso soleva dire che non abbiamo bisogno di una Fed, per molti anni era stato a favore della sostituzione della Fed con un computer, la Fed ha avuto molti pochi periodi di relativa buona performance, per la maggior parte della sua storia è stata una mina vagante e non un fattore di stabilità.

Pochi se ne sono accorti ma il prezzo del petrolio sta disperatamente cercando di trasmettere dei segnali.

Inoltre il mercato immobiliare sta per implodere anche a livello di prezzi.

“Quasi 85.000 venditori hanno rimosso i loro immobili a settembre, il numero più alto per quel mese in otto anni, secondo Redfin. Il numero di annunci inattivi – quelli rimasti sul mercato per 60 giorni o più – è balzato al livello più alto per qualsiasi settembre dal 2019”

Si continua a ignorare la realtà, ma il conto sta per arrivare.

Non importa cosa fanno i mercati, non importa se i mercati non scontano la realtà, quello che è il nostro compito è quello di far comprendere che la situazione è insostenibile, a meno che Powell, non tagli i tassi a zero e rilanci il famigerato QE.

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci.

 

E’ uscito, “MACHIAVELLI E LO SCARAFAGGIO D’ORO “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli

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