TRUMP TASSI: IL RITORNO DELL’ERA GLACIALE

11 Dicembre 2025 08:10

 

Nulla di nuovo ieri in America, la Fed ha tagliato i tassi come previsto.

Poi le solite dichiarazioni di Powell, un teatrino che prosegue da anni, marionette che recitano a memoria il solito copione.

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La vera notizia è che da domani, 12 dicembre, torna ufficialmente il quantitative easing, con 40 miliardi al mese di acquisti di titoli di Stato a breve termine.

In realtà si tratta di immettere liquidità, per tenere sotto controllo le tensioni del SOFR e l’instabilità del mercato monetario.

Ma tu pensa i due obiettivi della Fed sono un po’ in conflitto.

Ha detto che non hanno dati, ma che gli indicatori alternativi indicano che il mercato del lavoro sta sensibilmente indebolendosi.

Non ha il coraggio di dire che l’inflazione non sarà un problema, ma è l’unica maniera che ha per dare fastidio al suo principale nemico, Trump.

Hanno votato contro Stephen Miran, uomo di Trump,  che avrebbe preferito un taglio di 50 punti base e Austan Goolsbee e Jeffrey Schmid, che volevano restare fermi.

La cosa interessante è che il mercato che ultimamente non ne indovina una sui tassi, si aspettava quattro dissensi e ce ne sono stati solo 2.

Ma quella ancora più interessante è che nelle scorse settimane, erano 5 i membri votanti che avevano dichiarato pubblicamente di non vedere la necessità di tagliare i tassi.

Non solo, ben 10 dei 19 membri totali della Fed in interviste, interventi o incontri vari, negavano il bisogno di tagliare i tassi.

Dove sono finiti questi leoni ieri?

Solo sei, tra membri votanti e non votanti,  hanno espresso parere contrario su 19!

A Maggio Powell farà le valigie. Ha provato per l’ennesima volta a dare la colpa a Trump sull’inflazione, dopo aver ignorato la mostruosa spesa pubblica di Biden e della sua amministrazione.

Ma ha ammesso che si tratta di un effetto “one-time”.

Noi, unici in Italia, vi abbiamo spiegato per quale motivo i dazi, la guerra commerciale non potranno avere effetto di lungo termine sull’inflazione e già nel prossimo anno, i prezzi crolleranno.

150 anni di storia dicono che aumenterà la disoccupazione e che l’inflazione non sarà un problema.

“Deflation is back” il titolo del prossimo OUTLOOK 2026.

I pallini della Fed dicono che il prossimo anno ci sarà un solo taglio dei tassi di 25 punti base.

Nessuno che sia in grado di capire che dal prossimo maggio, ovvero ancora solo 3 riunioni del FOMC, la Fed sarà Trump.

Solo Anna Wong, capo economista di Bloomberg ha un commento sensato.

Anna Wong, economista capo di Bloomberg: 

Sebbene il grafico a punti mostri un solo taglio di 25 punti base nel 2026 – i mercati ne stanno scontando due – riteniamo che la Fed finirà per tagliare di 100 punti base l’anno prossimo. Questo perché prevediamo una debole crescita delle retribuzioni e attualmente vediamo scarsi segnali di una ripresa dell’inflazione nella prima metà del 2026.”

Solo Jim Bianco, un analista che ha cambiato idea spesso negli ultimi anni, c’è arrivato.

“Un grosso problema è che gli Stati Uniti avranno un nuovo presidente della Fed l’anno prossimo. E il nuovo presidente potrebbe essere percepito come portatore di un’agenda politica. Ecco perché volevo vedere più dissidenti, per segnalare che erano pronti, disposti e in grado di rappresentare quella svolta politica. Forse lo faranno una volta che avremo il nuovo presidente della Fed, ma allora sembra politico che non abbiano colto l’occasione di farlo prima dell’arrivo del nuovo presidente.”

C’è poco altro da aggiungere, concludiamo con la lettere di Danielle LETTERA APERTA al Federal Open Market Committee a nome di ogni americano lavoratore che si sveglia la mattina chiedendosi cosa è andato storto.

Si perché, la Fed non ne ha indovinata una sola negli ultimi decenni, la Fed è la principale causa delle crisi economico/finanziarie e i suoi componenti, pedine politiche senza alcuna reale indipendenza…

Vale la pena di leggerla tutta ma la conclusione è semplice…

È tempo di un cambio di leadership. L’attuale crescente livello di dissenso all’interno del Comitato è endemico di un crescente vuoto di leadership. Membri del FOMC, ascoltate il popolo americano e interrompete la tradizione per proteggere l’indipendenza della Fed. Mentre guardate al FOMC di gennaio, confidate nel vostro potere, come Comitato, di attuare un cambio di leadership prima che venga imposto dall’Esecutivo. Eleggete un presidente e un vicepresidente che adempiano al vostro dovere giurato di servire l'”interesse pubblico”. Fate sì che la Federal Reserve sia un bene per l’America e non ne saremo più stufi. Cordiali saluti, Danielle DiMartino Booth, a nome di ogni americano laborioso che si sveglia la mattina chiedendosi cosa sia andato storto.

Estrapolo un concetto che deve essere chiaro a tutti quelli che non hanno ancora capito cosa accadrà nel 2026.

Nel frattempo, il 2026 è un anno elettorale. La Fed potrebbe facilmente essere chiamata l’anno prossimo a monetizzare qualsiasi debito creato per comprare voti, a riportare il tasso sui fondi federali al limite zero e a rilanciare il QE.

Il mercato non è d’accordo, è preoccupato per l’indipendenza della Federal Reserve e per questo penalizza i bond che sono allo stesso livello che erano quando dovevano ancora essere fatti i quattro tagli di questo 2026.

Non importa cosa dice il mercato, decide lui.

La BCE è preoccupata che Kevin Hassett sia il nuovo presidente della Federal Reserve, imposto da Trump? Se ne farà una ragione e dovrà seguire gli Stati Uniti, tagliando ancora i tassi.

Poco importa, i tassi torneranno a zero, il mercato non può fare nulla, la storia farà il resto.

Ci prepariamo ad uscire con l’ultimo aggiornamento del nostro Machiavelli, dopo la decisione sui tassi prevista per il 10 dicembre.

OUTLOOK 2026, avrà il suo focus sulla deflazione che verrà, studieremo il Giappone e osserveremo le nuove opportunità in arrivo dal Sol Levante.

Ricordo che OUTLOOK 2026 sarà a disposizione solo per coloro che hanno sostenuto generosamente il nostro viaggio.

 

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci.

 

E’ uscito, “MACHIAVELLI E LO SCARAFAGGIO D’ORO “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli

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