AI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E’ UNA BOLLA?
Non è meraviglioso il mondo della finanza, dove ogni decennio appare sul mercato la fonte dell’eterna giovinezza?
Partiamo da Oracle, oggi il termometro dell’eventuale bolla AI.
Poi qualche settimana dopo esce la trimestrale…
… e i credit default swaps volano!
Il profilo creditizio di Oracle continua a peggiorare. Lo spread sui CDS (costo dell’assicurazione contro il default) dell’azienda è salito a 151 punti base, il livello più alto dal 2009 – un segnale d’allarme non solo per Oracle, ma per l’intero settore dell’intelligenza artificiale. I mercati stanno ora scontando una probabilità di default superiore al 12%.
In questi giorni si parla tanto di tassi, di previsioni, dei mercati che scontano questo o quello.
Ma davvero qualcuno è così ingenuo da credere che quello che scontano i mercati, quello che vogliano sia Bibbia?
Nella storia i mercati hanno dimostrato che quello che scontano è carta straccia.
La teoria delle aspettative razionali, non è solo carta straccia, ma carta igienica, letteralmente spazzata via dalla storia.
AI è una bolla?
Si, come le cripto, ma non tutto è bolla, bolla è molta della schiuma che si forma intorno alle illusioni.
Molte aziende falliranno, altre continueranno ad innovare, poco sopravviveranno, ma il nucleo non è bolla.
Ho chiesto a CHATGpt e GROK quale è stato il contributo degli investimenti nell’intelligenza artificiale nel primo e secondo trimestre del 2025 in America.
1. Contributo complessivo nei
primi due trimestri
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Secondo analisti finanziari, gli investimenti legati all’AI (capex in software, attrezzature IT e data center) hanno fornito un contributo al tasso di crescita del PIL di circa +1,1 punti percentuali nel primo semestre del 2025 (cioè combinando primo e secondo trimestre). am.jpmorgan.com+1
2. Esempi di contributi per trimestre:
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Secondo trimestre 2025: gli investimenti AI avrebbero dato circa +1 punto percentuale alla crescita del PIL solamente nel secondo trimestre. ey.com
→ Questo significa che su una crescita totale del PIL del ~3% nel Q2, circa un terzo di quella crescita può essere attribuita direttamente (in termini di contributo positivo alla variazione percentuale del PIL) all’investimento in infrastrutture e tecnologia AI. -
Primo trimestre 2025: l’evidenza statistica indica che senza gli investimenti AI l’economia statunitense avrebbe avuto una crescita molto modesta o quasi nulla nei primi mesi del 2025 (alcuni economisti stimano attorno a +0,1%). Medium
Qui secondo GROK
Secondo l’analisi di EY (Ernst & Young) pubblicata a novembre 2025, gli investimenti legati all’intelligenza artificiale hanno contribuito alla crescita del PIL statunitense nei seguenti modi:
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Primo trimestre 2025 (Q1): +1,3 punti percentuali alla variazione annualizzata del PIL reale (che complessivamente è risultato in contrazione, intorno al -0,5/-0,6%, mitigata in parte da questi investimenti).
- Secondo trimestre 2025 (Q2): +1 punto percentuale alla variazione annualizzata del PIL reale (che è stato del +3,8%).
Queste stime si riferiscono principalmente agli investimenti in capitale fisso AI-related (come data center, equipment informatico e software), che hanno svolto un ruolo significativo nonostante il PIL del Q1 sia stato negativo. Altre fonti (come J.P. Morgan e commenti dell’economista Jason Furman) confermano un contributo aggregato di circa 1-1,1 punti percentuali per il primo semestre 2025 nel suo complesso, con la maggior parte della crescita economica attribuibile a questi investimenti.
Nota: il Bureau of Economic Analysis (BEA) non isola ufficialmente il contributo “AI-specifico”, ma gli analisti lo stimano proxy attraverso categorie come strutture non residenziali (data center) e equipment/software. Le cifre sono quindi stime basate su report economici attendibili.
La presidente della Fed di Boston, Susan Collins, che nel suo discorso di novembre aveva dato l’impressione di non essere favorevole a un taglio dei tassi a dicembre, spiega il suo voto a favore del taglio della scorsa settimana: “Alla riunione di dicembre, le informazioni disponibili suggerivano che l’equilibrio dei rischi si era leggermente spostato… “Sembrano un po’ meno probabili scenari con un ulteriore aumento significativo dell’inflazione”, mentre per quanto riguarda il mercato del lavoro, “alcune recenti evidenze, in parte aneddotiche, indicano sacche di fragilità, soprattutto tra le piccole imprese”.
Passi che queste cose le dica Trump, a ma se le dice uno come Brad Delong economista americano molto conosciuto e docente presso l’Universià della California di Berkeley la realtà cambia
… alcuni economisti scelgono, per ragioni non economiche e non scientifiche, un orientamento politico e una serie di alleati politici, e girano e regolano le loro ipotesi fino a giungere alle conclusioni che meglio si adattano al loro orientamento e che possono compiacere gli alleati…
Non puoi ignorare che da mesi e mesi le piccole e medie imprese perdono occupazione, non puoi ignorare che sono stati cancellati oltre 2 milioni di posti di lavoro negli ultimi 3 anni.
Noi non abbiamo fretta il 2026, si preannuncia davvero interessante.
A proposito gli europei insistono a voler usare i soldi dei russi, nonostante i suggerimenti di BCE, FMI e finanza anglosassone, in settimana il voto pilotato sarà il suicidio politico ed economico di questa povera Europa?
Ne parleremo domani.
OUTLOOK 2026, avrà il suo focus sulla deflazione che verrà, studieremo il Giappone e osserveremo le nuove opportunità in arrivo dal Sol Levante.
Ricordo che OUTLOOK 2026 sarà a disposizione solo per coloro che hanno sostenuto generosamente il nostro viaggio.
Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci.
E’ uscito, “DISCORSI “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli per il 2025
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