LA FAVOLA DELL’ECONOMIA AMERICANA.

15 Gennaio 2026 09:40

Mentre loro vi fanno vedere le meraviglie prodotte dalla fantasia della fed di Atlanta, che immagina un pil americano in salita di oltre il 5 % quando il consenso non va oltre 1 % …

… e la crescita sempre solida dei consumi…

… senza mai contestualizzare i dati, noi ci chiediamo come sia possibile …

… che il sentiment del consumatore americano sia vicino ai minimi storici e come per magia si continua a spendere e spandere.

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Si lo so, sono le carte di credito, gli americani le usano per sopravvivere e forse anche per godersi quello che mai potrebbero permettersi in condizioni normali.

Nel 2023 valevano circa un terzo degli acquisti degli americani, un altro terzo era debito puro.

Credit cards accounted for 32.6% of consumers’ monthly purchases

Non abbiamo mai visto una divergenza così ampia tra ciò che i consumatori dicono e ciò che fanno.

Ma, in un mondo dove la manipolazione di dati e notizie è sistematica, non dovrebbe essere una sorpresa.

Poi però scopriamo, che gli americani usano le carte di credito sulle quali amano pagare almeno il 22 % di interessi, perché stanno perdendo il lavoro e non portano a casa soldini.

Si dicembre è stato un mese positivo, con solo 35.553 annunci di tagli di posti di lavoro, ma se non trovi lavoro a dicembre il mese principe per le vendite al dettaglio con feste varie, allora la situazione è terribile.

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Peccato che una rondine non faccia primavera, e che nel 2025, i datori di lavoro hanno annunciato 1.206.374 tagli di posti di lavoro, con un aumento del 58% rispetto ai 761.358 annunciati nel 2024.

Ma per Powell e compagnia bella, il mercato del lavoro è solido.

I tagli annuali di posti di lavoro hanno raggiunto il livello più alto dal 2020, quando furono annunciati 2.304.755 tagli. Si tratta del settimo totale annuale più alto dal 1989. 

Chiaro il concetto?

In 37 anni questo è il settimo anno negativo mai registrato.

E meno male che l’economia sale del 5 %!

Nel quarto trimestre, i datori di lavoro hanno annunciato l’intenzione di tagliare 259.948 posti di lavoro, il totale più alto nel quarto trimestre dal 2008, quando furono registrati 460.903 tagli.

Si tratta di un aumento del 29% rispetto ai 202.118 tagli registrati nel terzo trimestre del 2025 e del 71% rispetto ai 152.116 tagli registrati nello stesso trimestre dell’anno precedente.

Si tratta del totale trimestrale più alto dal primo trimestre del 2025, quando furono annunciati 497.052 tagli.

Ovviamente gli asini volano insieme ai dati.

Poi trovi sempre qualcuno che si esalta per vendite di case esistenti un po’ più alte degli asini che volano.

Strong beat!

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Mettiamo i punti sulle i!

Le vendite salgono perché i prezzi scendono e anche i tassi ipotecari scendono.

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Ma diciamola tutta visto che parliamo di dati, la bolla immobiliare sta per scoppiare.

Su base annua nel Sud e nell’Ovest (i mercati più grandi in assoluto in America) vedono scendere sensibilmente i prezzi con il Nord-Est in rallentamento.

Il prezzo di listino mediano nazionale è negativo su base annua per il secondo mese consecutivo e per la prima volta dal 2022 è inferiore a  400.000 dollari.

Per carità si può sempre aggrapparsi ai vetri per cercare le buone notizie, ma le vendite di dicembre sono ancora inferiori di quasi il 16 % rispetto alla media di dicembrenegli ultimi 25 anni.

Questo, se non ve lo dicono loro, è stato l’anno peggiore dal 1995 ovvero da 30 anni.

Mi spiace aprirvi gli occhi, ma se dovete vendere fate presto, perché i prezzi crolleranno.

La favoletta che nessuno vende perché ha un mutuo al 3 % e non vuole farsene uno nuovo al 6 % non tiene più.

Secondo i dati della FHFA riferiti al terzo trimestre 2025 appena pubblicati, circa il 51 % ha un tasso sotto il 4% ma oltre il 21 ha tassi sopra il 6% e in totale circa il 69% viaggia sotto il 5% complessivamente, troppo alto, insostenibile alla luce dei prezzi attuali.

Per comprare un buco di casa, con il rischio che entro due o tre anni i prezzi scendano di un quarto minimo, ci vogliono oltre 2.400 dollari di rata mensile per 30 anni.

Ma davvero pensate che sia sostenibile?

I dati delle vendite vengono forniti dall’oste ovvero dall’associazione degli immobiliaristi.

Sono attendibili, rispetto alla realtà di prezzi record e tassi ancor più alti?

Ma se chiedete a Powell vi dirà che il mercato immobiliare è solido e resiliente, si proprio lui che sta regalando miliardi di dollari a banche fallite e continua a tenere alti i tassi per far fallire famiglie e imprese.

Ma questa è un’altra storia, la storia di come il denaro sia infinito, del perché il popolo invece è semplicemente finito, come la classe media, mentre loro, continuano a produrre effetti speciali con semplici giochetti contabili.

Al mercato non sono piaciute le trimestrali delle banche?

Non avete idea di cosa è nascosto nei loro bilanci, l’esplosione degli accantonamenti per perdite è minima, stanno cercando di non far sapere quello che sta accadendo al mercato immobiliare, soprattutto commerciale.

Ma tanto c’è Powell, il democratico integerrimo e integro sino alla stampante dei suoi dollari, che usa solo per gli amici o alleati politici.

Mi fermo qui, sto diventando troppo prolisso.

Auguri, sarà un 2026 davvero interessante.

Ci fermiamo qui,da oggi riprendiamo con il nostro appuntamento quotidiano e verso la fine del mese uscirà “DEFLATION IS BACK” un particolare ringraziamento per tutti coloro che sostengono generosamente il nostro viaggio.

OUTLOOK 2026, avrà il suo focus sulla deflazione che verrà, studieremo il Giappone e osserveremo le nuove opportunità in arrivo dal Sol Levante.

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci.

 

E’ uscito, “DISCORSI “, l’ultimo manoscritto di Machiavelli per il 2025

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