GOLD SILVER CRYPRO … JOBS CRACK

6 Febbraio 2026 06:57

Francamente non so da dove iniziare, tanto è sempre la solita storiella, il mercato del lavoro è stabile e resiliente, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

O forse no, come spiega uno dei governatori dissidenti della Fed, Christopher J. Waller il quale ha espresso voto contrario durante la  recente riunione del Federal Open Market Committee.

Ma sappiamo che Powell ha scelto i tassi alti come clava politica per difendersi dagli attacchi di Donald Trump. Il suo nome finirà come molti altri nella spazzatura della storia della Fed, per aver sottovalutato inflazione e disoccupazione.

“Ho sentito parlare, in numerosi incontri di sensibilizzazione, di licenziamenti programmati nel 2026.

Questo mi fa capire che ci sono notevoli dubbi sulla futura crescita dell’occupazione e suggerisce che un sostanziale deterioramento del mercato del lavoro rappresenti un rischio significativo.”

Sulle revisioni: “E i dati dell’anno scorso saranno presto rivisti al ribasso, dimostrando probabilmente che nel 2025 non ci sarà stata praticamente alcuna crescita nell’occupazione. Zero. Zero. Niente.”

Zero, niente di niente, nel 2026 verranno cancellati dal BLS 584.000 posti creati nel 2025, un quarto di quelli creati nel 2024, intorno ai 2 milioni.

La media è da brividi 49.000 posti al mese solo in tutto il 2025.

Il netto calo della crescita demografica e la forte riduzione dell’immigrazione ha fatto scendere il numero di occupati mensili necessari per raggiungere il breakeven employment growth, la cosiddetta crescita occupazionale stabile.

Ma nel 2023 si parlava di 150.000–250.000 posti al mese necessari, ora sono solo 49.000 e probabilmente spariranno tutti nelle revisioni.
Dite che sia difficile cancellare 584.000 posti in un attimo?
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Ne sono spariti oltre 2 milioni in soli 3 anni.
Ieri il BLS ha pubblicato i dati delle nuove aperture di posti di lavoro.
I JOLTS pubblicati da quella farsa continua che è il BLS sono uno dei dati più importanti per capire lo stato del mercato del lavoro americano.
Job Openings and Labor Turnover Survey.
Stendiamo un velo pietoso sul tasso di risposta alle domande che questo report sta ottenendo negli ultimi anni. 
Alcuni report e commenti del 2025 indicano valori intorno al 30–34% negli ultimi mesi. Ma visto che tutti usano i dati del BLS che da una parte danno una visione del mercato del lavoro e dall’altra un’altra ancora, ieri il crollo è stato evidente.

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Crollano da quasi 3 anni, ma va bene lo stesso, nessun problema.

La cosa interessante è che il calo delle offerte di lavoro tende a coincidere con un forte aumento della disoccupazione.

Ma facciamo finta di non aver visto questo dato e diamo un’occhiata al Challenger Report.

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Il Job-Cut Report di Challenger, Gray & Christmas, Inc. è uno degli indicatori più seguiti del mercato del lavoro statunitense. Registra i licenziamenti annunciati dalle aziende e le intenzioni di assunzione.
A gennaio le aziende statunitensi hanno annunciato 108.435 licenziamenti pianificati il 118% in più rispetto a gennaio 2025 e il 205% rispetto a dicembre 2025. Si tratta del gennaio con più licenziamenti dal 2009 (anno della Grande Recessione, quando furono annunciati 241.749 tagli)
Ma ignoriamo anche questi dati tanto la Fed dice che è tutto sotto controllo.
O forse no, come spiega uno
C’è chi dice che i sussidi di disoccupazione che ieri sono saliti ben oltre le aspettative raccontano un’altra storia.
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Le richieste continuative raccontano un’altra storia. Ma nessuno ve la racconta.
Partiamo dal presupposto che la maggioranza degli Stati americani offre 26 settimane di sussidi alcuni solo 21, altri 16 e addirittura la Florida uno degli Stati più popolati solo 12 settimane.
Ora viene il bello, che nessuno vi spiega!
Una volta raggiunto il limite massimo di sussidi, le richieste di sussidio non vengono più conteggiate. Quando si esaurisce il numero massimo di settimane previste dalla legge statale per i benefici regolari, non si possono più ricevere pagamenti dallo stato.
Quindi semplicemente spariscono dalle statistiche, ma non la disoccupazione.
Davvero qualcuno fa affidamento su questi dati?
Vi tralascio il report della ADP, la statistica racconta che è totalmente inattendibile, anche se ieri è uscito bruttino pure quello.

Grazie alla debolezza del mercato del lavoro, il tasso statunitense a 10 anni è sceso di 10 punti base in un attimo, ma nessuna illusione, vediamo sino a che livello sono in grado di sorreggere la manipolazione.

Oggi non uscirà il dato sull’occupazione del BLS a causa di un mini shutdown, rinviato di una settimana.

O forse chissà, non sanno come comunicare le revisioni.

Nel frattempo il dollaro resta tonico, nonostante questi dati, più o meno quello che vi abbiamo raccontato nell’OUTLOOK uscito domenica sera. Oro, argento e crypto, hanno subito un notevole ridimensionamento, vedremo se nei prossimi mesi toccherà anche all’azionario.

Nel fine settimana è uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci. Abbiamo bisogno del Vostro prezioso e COSTANTE sostegno, noi ce la mettiamo tutta per analizzare e diffondere consapevolezza in questo mondo di psicopatici, il cui unico obiettivo è quello che il grande Federico Caffè raccontava…

«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. 

 

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