CLO: L’OMBRA DELLA GRANDE RECESSIONE
Partiamo con una premessa, la storia non si ripete mai ma ama fare la rima.
“Bob Michele di JPMorgan ha paragonato l’andamento del CLO a quello degli indici ABX dal 2005 al 2007. Vent’anni fa, i trader liquidarono alcuni di quei movimenti dell’ABX come rumore di fondo. Alcuni stanno facendo lo stesso oggi con questo andamento del CLO azionario.”
Il suo capo, Jamie Dimon, si è preso la briga di suggerirlo ad alta voce. Quando questa gente suggerisce qualcosa è sempre meglio fare il contrario.
A meno che, non abbiano tutto l’interesse a scatenare una crisi, in maniera poi di costringere la banca centrale america e e il governo, a salvare psicopatici e speculatori.
Era il 10 ottobre del 2007, un anno prima della grande crisi finanziaria quando un blogger sconosciuto vi raccontava LA NUOVA FRONTIERA: CLO & LBO, RISK DEFAULT!
Non ho idea della fogna nascosta sotto il pavimento del credito privato, non ho idea se le tubature si sono rotte ovunque e la puzza di sta diffondendo in ogni luogo.
Il FT: “‘Presumendo impatti di contagio non modellati nella nostra nota precedente, prevediamo che i default sui titoli HY, LL e PC [high yield, leveraged loans e private credit] statunitensi potrebbero salire rispettivamente al 3-6%, all’8-10% e al 14-15%.’ Santo cielo. Questi sono numeri da grande crisi finanziaria globale, o almeno da crisi delle dot-com… I tassi di default del credito privato potrebbero davvero salire al 15%? Anche se questo sembra un catastrofismo fine a se stesso, UBS ha valide ragioni per dire “sì” (pur ribadendo che questo è il loro scenario di rischio e non quello di base).”
Poco importa cosa scrivono questi soloni del senno di poi, poco importa quanto marcio sia il sistema, quello che importa è che i tassi crollino.
So solo che senza la Fed, senza un ritorno a tassi zero e all’utilizzo del quantitative easing, peraltro in azione da tempo, la finanza americana tornerebbe indietro agli anni della Grande recessione.
Benvenuto Kevin Warsh, il giorno dopo il tuo insediamento, taglia i tassi di 50 punti base, diversamente non arriverai a mangiare il panettone.
Fermiamoci qui, possono nascondere anche questo, hanno manipolato tutto, dati, bilanci, regole, possono fare qualunque cosa a meno che, all’improvviso…
Il mercato dei bond è in attesa, vigile!
Noi continueremo a monitorare la disinflazione, deflazione in atto, il 2026, verrà ricordato come l’anno dei bond, dopo cinque anni di ordinaria follia.
E’ uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.
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«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi.
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