TACO TRUMP!

Pubblicato 31 Marzo 2026 Aggiornato 2 Aprile 2026 07:02

C’è ben poco da raccontare in questi giorni di pura follia, inizia una settimana Santa, intrisa di sangue, come spesso nella storia.

Sembra una gara a chi lo ha più lungo, a chi le spara più grosse, a chi minaccia in maniera più eclatante, cosa volete che ci sia da raccontare.

Trump non ha la più pallida idea di quando finirà questa guerra, perché una guerra si fa in due e l’Iran ha tutto l’interesse ora a farla durare il più possibile.

Oggi lo scopo principale è quello di per far saltare l’economia mondiale, usando il petrolio come arma.

Il presidente Trump ha confidato ai suoi collaboratori, nei giorni scorsi, di voler evitare una guerra prolungata in Iran e di sperare di porre fine al conflitto nelle prossime settimane.

A quasi un mese dall’inizio della guerra, il presidente ha informato privatamente i suoi consiglieri di ritenere che il conflitto sia nelle sue fasi finali, esortandoli a rispettare la tempistica di quattro-sei settimane da lui stesso delineata pubblicamente, secondo quanto riferito da persone a conoscenza dei fatti.

Tutto e il contrario di tutto.

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Ogni giorno, tacos gratis per gli amici!

Su gentile richiesta del governo iraniano, che nega qualunque richiesta, la gentile deroga di altri 10 giorni di barzellette.

 

.26 marzo (Reuters) – Il dibattito tra i falchi iraniani sull’opportunità che Teheran si doti di una bomba nucleare in risposta all’escalation degli attacchi israeliani e statunitensi si sta facendo più acceso, pubblico e insistente, secondo fonti interne al Paese.

Con l’avvento al potere delle Guardie Rivoluzionarie, in seguito all’uccisione del veterano Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei all’inizio della guerra, il 28 febbraio, le posizioni più intransigenti sull’approccio iraniano al nucleare sono in ascesa, hanno affermato due fonti iraniane di alto livello.

Ce la sta mettendo tutta Trump per contenere il prezzo del petrolio, la benzina in America è già salita di oltre un dollaro, no dollari, ma dolori.

Prima 48 ore, poi un mese di tempo e ora abbiamo tempo sino al 6 di aprile.

Nel frattempo Trump ha dichiarato durante un evento di raccolta fondi del Partito Repubblicano, che gli iraniani o la loro attuale leadership gli avrebbero proposto di fare la Guida Suprema, non è magnifico?

Ora la guerra si concluderà sempre e comunque, con o senza la presa della famigerata isola del petrolio.

Per lo stretto c’è tempo, intanto il petrolio fa una fatica enorme a lasciare i 100 dollari e i bond rimbalzano ovunque.

Ma ovvio, solo un pirla prezzerebbe una parziale distruzione dell’offerta di petrolio, mentre sta per arrivare uno tsunami che distruggerà la domanda, mentre la Cina amplificherà l’esportazione di deflazione.

Immagino che molti di Voi si sono già dimenticati della deflazione da debiti, si quella che profuma di mercato immobiliare commerciale e bolla del credito privato.

Sale solo la benzina, il resto è agonizzante come l’economia con un ‘inflazione stabilmente sotto il 2 %.

Ma ovviamente arriva lui, l’oracolo di mia nonna, il banchiere centrale più ridicolo della storia americana, uno che non ne ha mai indovinata una.

Parla da Harvard, una delle tante università che nei prossimi anni, lo chiameranno a raccontare barzellette riempiendolo di milioni di dollari.

Ipocrisia senza fine, fa sapere che non è colpa della Fed il boom dell’inflazione dopo la pandemia, che non sono state le politiche  monetarie a far esplodere l’inflazione.

Ma tu pensa i dazi hanno un impatto una tantum sull’inflazione, dopo aver spergiurato per mesi e non tagliato i tassi, sostenendo che la guerra commerciale avrebbe fatto esplodere l’inflazione.

Segnatevelo, vi dico ora e per sempre, il motivo per il quale l’inflazione è un mostro definitivamente domato.

Serve inflazione salariale, per far esplodere l’inflazione…

INFLAZIONE SALARIALE!

Tutto il resto sono barzellette per una massa di ingenui che ogni volta ammira il prezzo della benzina salire a razzo e scendere come una piuma, sempre che accada.

E’ tutta una grande truffa, orchestrata anche dalle banche centrali, che usano i tassi come arma politica.

Powell ieri non ha detto nulla, non sa quali pesci pigliare, solo ambiguità, come sempre.

Powell ha riconosciuto che la Fed sta affrontando un’incertezza insolitamente elevata, dove chi prende le decisioni “non sa” .

Ha sottolineato che gli strumenti di politica monetaria “non hanno un effetto significativo sugli shock dell’offerta”.

Ma quale shock dell’offerta, la domanda è collassata ben prima.

Tre milioni di posti di lavoro sono spariti nelle revisioni, i consumi sono collassati.

Ogni volta revisioni negativi da anni, mercati immobiliari defunti, credito privato in bolla.

Riguardo all’inflazione, Powell ha suggerito che i dazi potrebbero generare un aumento una tantum compreso tra lo 0,5% e l’1%, ribadendo però la fiducia sul fatto che le aspettative inflazionistiche restano “ancorate”.

Ma basta essere ridicoli sono 12 mesi che parla di inflazione e dell’inflazione da dazi, nessuna traccia.

Tuttavia, la Fed sta ancora faticando a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%, un traguardo che non riesce a raggiungere da un lungo periodo.

Come ben sanno i lettori di Icebergfinanza, se non si fa affidamento sui dati fasulli del BLS, l’inflazione è stabilmente sotto il 2 % da tempo.

Preoccupazioni sul mercato del lavoro sono inoltre emerse. Powell ha messo in evidenza una creazione di posti di lavoro debole e ha attribuito a cambiamenti nelle politiche migratorie la riduzione sia dell’offerta che della domanda di lavoro.

Ussignur, le politiche migratorie, 3 milioni di posti di lavori inventati, per le politiche migratorie.

“Una serie di questi shock dal lato dell’offerta può indurre il pubblico in generale – imprese, operatori dei prezzi, famiglie – ad aspettarsi un’inflazione più elevata nel tempo. Perché non dovrebbero?”, ha affermato Powell.

Powell ha evitato di dire come la Fed avrebbe risposto a questo enigma. “Prima o poi dovremo forse affrontare la questione di cosa fare. Non la stiamo ancora affrontando perché non sappiamo quali saranno gli effetti economici”, ha affermato.

Tu non devi affrontare nulla, perché il tuo tempo è finito, nessuno oserà alzare i tassi.

Le banche tornano ad offrire strumenti per giocare al ribasso e scommettere su una nuova crisi immobiliare, un ritorno al 2008 in grande stile.

I tedeschi sono ovunque quando c’è una crisi immobiliare, gli idioti di Dusseldorf non hanno imparato la lezione del 2008.

Non perdiamo tempo a seguire la follia di questa gente, la storia ama fare la rima, il destino è già segnato.

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