HORMUZ IL BLOCCO FANTASMA!

14 Aprile 2026 09:23

 

Un blocco davvero ridicolo quello minacciato da Trump nel fine settimana, entrato in funzione ma già abortito prima di nascere.

Secondo quanto riferito da funzionari arabi, l’Arabia Saudita sta esercitando pressioni sugli Stati Uniti affinché revochino il blocco dello Stretto di Hormuz e tornino al tavolo dei negoziati, temendo che la decisione del presidente Trump di chiuderlo possa indurre l’Iran ad intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime.

Una mossa più stupida dell’altra.

Tralasciamo l’attacco suicida al Papa, che addirittura ha risvegliato la Meloni e Salvini, ma ultimamente Trump e la sua amministrazione non ne indovinano una.

Alle elezioni di medio termine, Trump verrà spazzato via definitivamente.

A meno che questa non sia la loro strategia, creare il caos, tenere in piedi la lobby ebraica e l’industria delle armi.

Una petroliera nella lista nera americana, sta tranquillamente attraversando lo stretto di Hormuz.

Non so se ve ne siete accorti, ma con tutte le balle che vi raccontano è difficile.

Il petrolio non riesce a decollare oltre quota 100, dopo i fantastici target prospettati da dotti, medici e sapienti in queste settimane.

In un mondo dominato dall’econofisica è facile manipolare le quotazioni.

Non c’è alcun settore come quello finanziario in grado di fare fessi i contribuenti, le banche centrali per mesi e mesi vi hanno raccontato che la guerra commerciale avrebbe infiammato l’inflazione.

In questi giorni uno studio della stessa Fed, certifica che il massimo risultato è stato un ridicolo aumento di poco più del 3 % sui beni primari.

 

Nulla è più come prima oggi.

Ora tutti a rivedere al ribasso la domanda di petrolio, tutti a parlare di recessione.

L’unica cosa che non cambia mai è la speculazione alla pompa, quella funziona sempre con i fessi e gli ingenui.

I prezzi decollano sempre come razzi e poi scendono come piume.

Ma dopo il nuovo record di venditori che tagliano i prezzi delle case di nuova cotruzione, le vendite di case esistenti subiscono l’ennesimo collasso. Come sempre le previsioni degli analisti sono semplicemente ridicole.

Secondo il capo economista della NAR, il dottor Lawrence Yun, “le vendite di case a marzo sono rimaste deboli e al di sotto del ritmo dell’anno scorso. La minore fiducia dei consumatori e la crescita occupazionale più debole continuano a frenare gli acquirenti”.

“Dato che l’offerta rimane limitata, il prezzo mediano delle case ha raggiunto un nuovo massimo storico nel mese di marzo”, ha aggiunto Yun. ” Questa crescita dei prezzi ha permesso al tipico proprietario di casa di accumulare un patrimonio immobiliare di 128.100 dollari negli ultimi sei anni “.NAR

Minor fiducia, minor lavoro e tassi ipotecari alle stelle, da 3 anni le vendite non si riprendono.

La leggenda metropolitana secondo la quale è aumentata la ricchezza immobiliare degli americani è ridicola.

Con prezzi ai massimi storici, pochi riescono a vendere e nessuno è così scemo da vendere se ha in mano un mutuo ipotecario a tasso fisso sotto il 3 %. La stragrande maggioranza di chi compra una casa lo fa con un mutuo, ma vendere è difficile, se non impossibile.

Nel frattempo, la crisi del credito privato continua a scavare solchi sotterranei attraverso un prosciugamento della liquidità.

Dopo gli idioti di Dusseldorf, anche gli idioti di Amsterdam, i fondi pensione olandesi hanno messo le dita nella melassa del credito privato americano?

Ora non resta che fregare gli investitori e i contribuenti, tanto sono fessi e fessi restano.

Chiudiamo con il patto di stabilità e le elezioni ungheresi che hanno galvanizzato quello zombie di un euro e fatto tornare sulla scena la “trafficante” di vaccini e messaggini, Von der Leyen…

Molte cose stanno cambiando, ci sono rischi all’orizzonte anche per il nostro Paese, qualche sinistro scricchiolio no manca.

Vediamo se la stupidità dei governanti europei ci porterà alla meta tanto agognata.

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Abbiamo smascherato la leggenda dell’inflazione da tariffe, che non esiste, quella di un mercato di lavoro solido che ha cancellato quasi tre milioni di posti di lavoro inventati e tante altre dinamiche ancora.

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