DAZI: ACCORDO EUROPA USA, CE l’ABBIAMO FATTA…

Pubblicato 28 Luglio 2025 Aggiornato 28 Luglio 2025 16:57

HDazi, accordo raggiunto tra Usa e Ue: tariffe al 15%. Meloni: “Bene, ma aspetto i dettagli”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine ha vinto lui, madman Trump, un po’ taco, un po’ matto, ma alla fine ha vinto lui…

Solo uno stupido potrebbe considerarla una vittoria, solo uno stupido e l’Europa è piena di stupidi e non solo.

“Ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta”. 

Mentre la povera Inghilterra, distrutta dalla Brexit è riuscita a fare meglio ottenendo “solo” il 10 %.

Aggiungetevi pure San Marino e una risata vi seppellirà.

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Ci manca solo che le aziende italiane provino a fare come i cinesi facevano con il Vietnam, per eludere i primi dazi di Trump, per fare la frittata.

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Ricordo che a giugno gli Stati Uniti hanno stabilito un nuovo record di entrate tariffarie, per quasi 27 miliardi di dollari e in questa maniera rischiano di chiudere l’anno con incassi superiori a 400 miliardi di dollari, una cosa mai vista in passato.

Zero dazi per l’import americano, dazi triplicati in media per l’Europa, 750 miliardi buttati via per comprare inutile e costosissimo gas americano, oltre ad aver regalato il 5 % del pil in armi e ulteriori acquisti di materiale bellico, aggiungendo 600 miliardi di investimenti in USA.

Ripeto, solo uno stupido o una stupida, potrebbe gridare vittoria!

Se non è una vittoria di Trump questa, ditemi voi.

Poi per carità, vediamo i dettagli e non dimentichiamoci che la parola di Trump, vale zero, lui ama cambiare le carte in tavola.

E “. … quindi, è molto positivo per noi acquistare GNL dagli Stati Uniti, più economico e di migliore qualità.”

Detto dalla von der Leyen è tutto un programma, più economico è il gas americano che costa dieci volte quello russo, ma si sa, è una donna che come per i vaccini ha dimostrato di essere l’essenza dell’ipocrisia.

In media, il GNL americano è stato storicamente dal 50% al 300% più caro del gas russo. Nel 2024-2025, il costo del GNL americano rimane più alto, con stime che lo collocano a circa 25-155 €/MWh contro i 5-100 €/MWh.
In termini di qualità intrinseca (composizione e potere calorifico), il gas russo e il GNL americano sono praticamente equivalenti, con il GNL americano che può essere leggermente più puro a causa del processo di liquefazione, ma quello russo, soddisfa pienamente gli standard europei.

Le parole della von der Leyen e anche della Meloni, in fondo vanno bene per gli stupidi!

“Positivo, evitato scontro frontale tra due sponde Atlantico”

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Ma se i francesi non sono d’accordo chi è d’accordo in Europa?

A certo, la tedesca von der Leyen e la Germania, oltre alla Meloni ovviamente.

Alluminio e acciaio? Ciao Ciao, resta il 50 %.

Questi livelli sono sufficienti per ridurre il pil europeo e mondiale, senza problemi.

Bisogna conoscere i dettagli?

Lo ripeterò mille volte, ma la Meloni dormiva, ha dato carta bianca alla von der Leyen?

Unica fortuna è che la parola della von der Leyen vale zero, decideranno gli Stati e la Francia, già non è d’accordo.

Solo gli esportatori statunitensi ci guadagnano.

Gli importatori e i consumatori statunitensi perdono, perdono pure le aziende europee e soprattutto italiane.

Mi ero illuso che nel governo ci fosse gente intelligente, fare la valletta di Trump non ha portato a nulla. Zero!

Ci manca solo, e succederà, che regali anche le tasse alle multinazionali americane, la web tax e i dettagli sono fatti.

Lei, la Giorgia, in realtà deve ancora guardare da vicino i particolari, i dettagli di questo accordo, significa che è stata in disparte,  è riuscita per l’ennesima volta a farsi passare i compitini dai tedeschi che sono soddisfatti di avere ottenuto uno sconto sui dazi delle loro automobiline.

«I dazi doganali statunitensi del 15%, che si applicano anche ai prodotti automobilistici, costeranno alle case automobilistiche tedesche miliardi ogni anno», ha affermato Hildegard Maller, presidente della Vda, l’associazione dei costruttori automobilistici tedeschi. (Corriere)

Loro piangono sempre e comunque, ma sono i più furbi, scaltri, sciacalli.

Qui la figura del taco, o meglio del tacchino l’ha fatta Trump, con l’industria automobilistica americana che sta diventando arrosto dalla rabbia, hanno abbassato i dazi al 15%, come per i giapponesi.

Ripeto, governo italiano non pervenuto!

Niente esenzione per il settore “spirits” grappe e liquori italiani, con dazi definitivi sui vini, primo settore agroalimentare per esportazione, pari a cinque volte, il 2,9 % originario.
Un grande accordo, davvero, mentre aspettiamo che la Meloni si faccia dare i dettagli, ma lei dove era, a mangiare porchetta ai castelli romani?
Per il resto, vittoria totale e completa per Trump su tutta la linea, compresi i mulini a vento, dove la Don Chisciotte europea, ha fatto una pessima figura.

“Ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta”. 

Nel frattempo Taco Trump, qui più che mai Taco, si è preso un’altra pausa di tre mesi con la Cina, perché sa che con la Cina, non si scherza, il coltello dalla parte del manico, lo hanno i cinesi.

Direi che il 15 %, tranne che con la Cina, sarà la normalità per i prossimi anni, sempre che madman Trump, non si svegli con la luna di traverso.

In conclusione, il governo italiano, non avevamo dubbi, si è fatto fregare ancora una volta dalla Germania, se la Meloni, ha bisogno di maggiori dettagli, forse è il caso di tornare a scuola e ripassare le tabelline.

L’unica fortuna è che già l’accordo con il Giappone è carta straccia.

Mentre in America Trump e Lutnick si vantavano dell’accordo, parlando del 90 % degli utili degli investimenti a favore degli USA, in Giappone, “cabinet office” dice tutt’altro.

Solo promesse che nessuno rispetterà, non ci sono garanzie per gli investimenti in America.

Non sembra ci sia molto entusiasmo sui mercati europei, l’euro ha finito qui la sua corsa.

 

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