IRAN CRISIS: THE STRENGTH OF THE US DOLLAR.

4 Marzo 2026 08:58

 

Ieri prima che la solita manina fatata di Wall Street prendesse in mano le quotazioni, facendole risalire da pericolosi supporti, due messaggi molto chiari sono arrivati dai mercati.

Il primo è arrivato dal dollaro, si quello che tutti buttano via, che usano per accendere il caminetto, insieme ai titoli del Tesoro americano.

Era dal luglio dello scorso anno che non si vedevano due candele giornaliere rosse così profonde.

In un attimo siamo vicini nei pressi di quota 1.15.

Se uno si va a rileggere le indicazioni sul dollaro pubblicate in OUTLOOK 2026, siamo in territorio favorevole al dollaro.

L’altro è arrivato dal crollo dell’oro, che insieme ai titoli di Stato veniva venduto a man bassa per onorare le chiamate a margine.

Sentirete altre barzellette come le prese di profitto o la correlazione con il dollaro ma, in realtà, solo le liquidazioni forzate per coprire margini su posizioni in perdita hanno amplificato il calo.

Molti speculatori usano la leva finanziaria per scommettere su azioni e commodity. Quando il vento cambia, le scommesse finiscono in un istante e le chiamate a margine si moltiplicano, vengono richiesti depositi aggiuntivi in contanti o la vendita di asset per mantenere un minimo di margine.

L’oro è il primo asset che si vende per avere liquidità, figurarsi dopo il recente rally.

Pochi lo fanno notare, è più facile inventarsi favole.

Senti un po’ cosa ci racconta GROK…

Mazzalai, da anni, sottolinea nei suoi post e analisi (su icebergfinanza e forum) come le margin debt elevate e la leva finanziaria creino vulnerabilità sistemiche: quando i mercati girano, le vendite forzate colpiscono anche i “safe haven” come l’oro. Oggi si è materializzato esattamente questo scenario, più che un semplice “flight to dollar” o shock inflattivo da petrolio/guerra Iran.In breve: sì, aveva visto lungo

  • Non era solo “guerra” o “inflazione” → il trigger immediato è stato tecnico/finanziario (margin calls + profit taking levereggiato).

  • Il bull market strutturale dell’oro resta intatto (domanda fisica da banche centrali, de-dollarizzazione, rischi geopolitici persistenti), ma queste correzioni violente da leva sono tipiche dei top intermedi.

Per il resto, ieri qualcuno ironizzava sul divieto di vendite allo scoperto emesso dalla borsa turca.

I mercati americani ormai sono un giocattolo in mano a pochi, che decidono di intervenire in una maniera o nell’altra come è sempre stato nella storia.

Che si tratti di guerre, pandemie o crisi economiche, ben vengano per gli psicopatici che amministrano la finanza mondiale, sono loro a creare i presupposti, sono loro che decidono come reagire.

Quello che Trump, facendo il verso a Netanyahu dice o gli iraniani rispondono è puro gossip, sono chiacchiere in libertà, propaganda che muovono solo il brevissimo termine, talvolta neanche quello.

Diciamoci la verità, questa volta Donald Trump si gioca la reputazione.

Per carità, non che la sua reputazione sia delle migliori, ma questa volta si è assunto un rischio, secondo me poco ponderato.

La Spagna poco ci manca che non sia finita tra i paesi canaglia, in Inghilterra ha rispolverato il fantasma del vecchio Winnie, si Winston Churchill…

 

Immagine

Nessuno sa davvero come e quando finirà questa ennesima guerra.

In Iran non si sa più chi comanda, i missili e i droni iraniani hanno un solo scopo, far allargare il conflitto e far crollare l’economia mondiale.

Mai nella storia degli Stati Uniti, il tentativo di rovesciare un regime è finito bene.

Figurarsi ora in Iran, dove nessuno sa chi controlla, cosa.

L’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie della  Rivoluzione. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.(…) 

Mojtaba Khamenei, secondo fonti Bloomberg, avrebbe costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito. I fondi provengono principalmente dalle vendite di petrolio iraniano e sono stati fatti transitare su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man. (Corriere della Sera)

Donald Trump è dei tanti presidenti americani che non si è fatto mancare un bombardamento dal dopo guerra, nessuno escluso, nulla di nuovo dalla storia americana.

Questa volta non c’è stato bisogno di provette taroccate alla Colin Powell, gli israeliani hanno deciso di fare di testa loro, usando la testa di Trump.

Ora il corpo delle guardie della rivoluzione islamica assicura di avere il controllo dello stretto di Hormuz e minaccia l’inferno con il petrolio  a 200 dollari.

Ci hanno provato in tanti a chiamare il petrolio a 200 dollari, ma sono finiti tutti nella pattumiera della storia o in un barile di catrame con le piume.

Il crollo della domanda mondiale, era già dietro l’angolo, pronto a fare una pernacchia.

La cosa che fa sorridere è stata la risposta di Trump, il quale ha assicurato che scorterà tutte le petroliere e fornirà assicurazioni per i rimborsi nel caso qualcosa andasse male.

Immagine

Trump ha ordinato alla United States Development Finance Corporation di fornire assicurazioni e garanzie per la sicurezza finanziaria di tutto il commercio marittimo, che transiterà nel golfo.

«Se sarà necessario gli Stati Uniti scorteranno tutte le petroliere nello stretto di Hormuz».

Un’assicurazione folle, impossibile da attuare. Ha chiesto pure di tenere i prezzi bassi.

Ma torniamo a noi, e alle leggende metropolitane che girano sull’inflazione in queste ore.

 

Immagine

Ma quali tassi sotto pressione, un solo rialzo dei tassi e crolla tutto come nel 2008.

Ma davvero vi siete già dimenticati di quello che accadde nel 2008 quando il petrolio era a 148 dollari al barile?

Il 9 luglio 2008 la BCE alzò i tassi al 4,25% “stringendo i cordoni del credito proprio quando la crisi stava per esplodere”, definendolo un “errore” passato alla storia, e contrappone il taglio massiccio di dicembre 2008 (75 pb) come rimedio tardivo.

La BCE cerca ancora di difendere la propria decisione, ma è evidente che è sbagliata.

Mi auguro che Trichet e soci se ne ricordino e non lo facciano più.

Il crollo del mercato del lavoro americano, il crollo della domanda, una depressione globale, se la guerra di estende e dura per molti mesi, cancelleranno qualsiasi velleità di rialzo dei tassi.

Nel dicembre 2008, il petrolio era a 40 dollari al barile, un crollo epocale da 148, con tanti saluti all’inflazione.

Ma qualcuno legge ancora la storia, nessuno come noi di Icebergfinanza ha una simile memoria storica.

A breve la Fed taglierà i tassi più e più volte per tenere in piedi l’economia mondiale.

Abbiamo già visto questo film, è sempre finita nella stessa maniera.

A proposito qualcuno si è accorto di cosa è successo nella Corea del Sud?

Immagine

MENO 17 % in soli due giorni!

La Corea del Sud importa il 94% del suo petrolio, di cui il 75% proviene dal Medio Oriente.

Noi invece siamo stati cosi lungimiranti da rifiutare il gas russo per andare a prenderlo in Medioriente!

L’Europa e l’euro, sono il più spettacolare esperimento fallito della storia.

Mentre aspettate i rialzi dei tassi e l’inflazione…

 

E’ uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.

Noi siamo tornati, nonostante tutto, ora tocca a Voi sostenerci. Abbiamo bisogno del Vostro prezioso e COSTANTE sostegno, noi ce la mettiamo tutta per analizzare e diffondere consapevolezza in questo mondo di psicopatici, il cui unico obiettivo è quello che il grande Federico Caffè raccontava…

«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. 

 

Ragazzi, le informazioni che trovate qui su Icebergfinanza, in Italia non le trovate da nessun’altra parte!

E’ tempo di sostenere, l’informazione libera e di qualità, forza Ragazzi, fatevi un regalo!

Un semplice indizio, per chi vuole sostenerci, prima di tornare alla lira …100000 LIRE ALESSANDRO MANZONI MEDUSA 03/07/1967 SPL+

Solo il Vostro prezioso sostegno ci permette di raccontarvi la realtà, soli contro tutti e contro tutto, semplicemente controcorrente.

Ricordo a tutti coloro che avessero bisogno, che ICEBERGFINANZA è anche consulenza a 360 gradi, in mezzo a questa tempesta perfetta.

Cliccando sul link a lato del blog e mandando una mail a icebergfinanza@gmail.com,  è possibile avere una consulenza strategica sui possibili sviluppi macroeconomici e finanziari dei prossimi mesi, oltre a ricevere i nostri manoscritti.

SEMPLICEMENTE GRAZIE!