IRAN COUNTDOWN!

7 Aprile 2026 08:28

Inizia il countdown per l’attacco finale, dopo giorni e giorni di minacce e accordi immaginari, vediamo cosa si inventano oggi.

Lasciate da parte Machiavelli, strategie o tattiche, astuzie, dimenticate madman Trump, quello che sta accadendo da tempo ha più a che vedere con una alterazione del pensiero, della percezione e del comportamento, che rend difficile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è.

In parole povere Trump è impazzito.

“Aprite quel maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno – Guardate e basta! Sia lode ad Allah.”

Lasciamo da parte le minacce, le parole usate, tipiche del personaggio. Lasciamo da parte anche le minacce di portare a termine veri e propri crimini distruggendo infrastrutture necessarie alla gente comune.

Ma la lode ad Allah nel giorno di Pasqua è un capolavoro di autentica pazzia.

Allucinazioni, deliri, perdita di lucidità, ma chi è davvero che scrive su Truth?

Passi per la lobby delle armi e ebraica che ha in mano il Presidente, ma sono tutti impazziti o lo scopo è un altro?

Forse questa follia ha a che fare con il famigerato piano di Sicurezza Nazionale annunciato nel novembre 2025.

Dominare il mondo, costringere l’Europa a l’Asia a dipendere ancora di più dal gas americano e in parte dal petrolio, favorendo indirettamente anche l’amico Putin.

Se dopo essere diventato presidente del Venezuela o leader supremo dell’Iran, viene scambiato per Gesù Cristo, siamo a posto.

“Sei stato tradito, arrestato e falsamente accusato. È uno schema familiare che il nostro Signore e Salvatore ci ha mostrato. Sarai vittorioso in tutto ciò che intraprenderai perché Dio ti sta usando.”

Si certo questa mi mancava, non è la lobby ebraica o quella delle armi che spinge Trump, ma Dio stesso.

Ussignur!

Scherzare non va bene, non c’é nulla da scherzare.

Giornalista : Non la preoccupa che la sua minaccia di bombardare centrali elettriche e ponti costituisca un crimine di guerra?
Trump : No perché hanno ucciso 45.000 persone…Sono degli animali e dobbiamo fermarli e non possiamo permettere loro di avere armi nucleari Mentalmente, si tratta di persone disturbate.

No non c’è nulla da scherzare anche a guardare i dati americani.

Venerdì si sono inventati 160.000 posti di lavoro nuovi, dopo averne cancellati quasi tre milioni in tre anni.

Questa volta non ve lo dico io, ma lui, uno che non ha mai avuto il coraggio di dire sino ad oggi che i dati sono falsi.

Voglio essere chiaro!

Nessuna economia passa da +160.000 a -133.000 il mese dopo per poi tornare a +178.000 il mese successivo. Questa è una totale assurdità!

La mia tesi è che il BLS (Bureau of Labor Statistics) manipoli i dati per compiacere i politici.

Poiché nessuno presta attenzione alle revisioni, la mia tesi è che il BLS renda i dati positivi ogni due mesi (frontloading), poi negativi il mese successivo, e infine lasci che le revisioni retroattive dei mesi successivi si occupino degli aggiustamenti al ribasso.

E nel 2025 sono stati creati 180.000 posti di lavoro.

Non si passa automaticamente da un’economia che crea 178.000 posti di lavoro al mese in pochi mesi.

Di solito non lo dico mai… ma questi sono numeri manipolati!

E ciò si rifletterà nella correzione annuale, proprio come è successo nel 2025.

Ma chi se ne importa 12 mesi dopo…

E’ uscito l’indice dei servizi americani, che vale oltre il 70 % dell’intera economia e qualcosa di più per quanto riguarda il lavoro.

La continua solidità dell’attività economica, i nuovi ordini e il portafoglio ordini sono segnali economici positivi, pertanto il calo dell’indice dell’occupazione al livello più basso da dicembre 2023 (43,5%) è stato una sorpresa.”

Ma quale solidità, l’indice dell’occupazione è collassato! Ripeto vale oltre il 70 % dell’intera occupazione americana.

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Per non sbagliarsi quelli della Fed hanno fatto uscire uno studio nel quale cambiano le regole, come spiega Grok…

Cosa significa concretamente per la Fed?

  1. I dati sui payrolls (nonfarm payrolls) perdono molto del loro peso come segnale di “debolezza”
    • Una stampa mensile negativa fino a -100 mila posti di lavoro (o anche flat/leggermente positiva) non indicherebbe più automaticamente un rallentamento ciclico o recessivo. Potrebbe essere perfettamente compatibile con un’economia che cresce al suo potenziale (potential output).
    • In passato, un calo dei posti di lavoro veniva letto come segno di domanda debole → rischio di aumento della disoccupazione → Fed più propensa a tagliare i tassi. Ora no: il mercato del lavoro può apparire “debole” sui titoli senza esserlo davvero, perché l’offerta di lavoratori (labor supply) sta rallentando allo stesso ritmo della domanda.
    • Risultato: la Fed sarà meno reattiva alle sorprese negative sui jobs report. Come ha già anticipato Powell in passato, il tasso di disoccupazione diventa l’indicatore più affidabile (non i payrolls grezzi).
  2. Maggiore spazio per mantenere i tassi più alti più a lungo (higher for longer)
    • Se l’inflazione resta sopra il target 2% (o minaccia di risalire), la Fed può tollerare payrolls deboli o negativi senza sentirsi costretta a tagliare i tassi per “salvare” l’occupazione.
    • Riduce il rischio di tagli prematuri che potrebbero riaccendere l’inflazione (errore che la Fed vuole evitare dopo l’esperienza post-2021).
    • In pratica: aspettative di mercato su tagli aggressivi nel 2026 potrebbero essere ridimensionate. Un jobs report “brutto” non sarà più automaticamente “dovish” (favorevole a tagli).
  3. Cambio di regime nel monitoraggio del mandato di “massima occupazione”
    • La Fed guarda sempre ai due mandati (inflazione + occupazione massima). Con breakeven vicino a zero, il mercato del lavoro può restare in equilibrio anche con crescita occupazionale molto bassa.
    • Questo sposta l’attenzione su: produttività (l’unica fonte possibile di crescita del PIL potenziale, visto che la forza lavoro è quasi ferma), partecipazione al lavoro e soprattutto il tasso di disoccupazione.
    • Rischio downside: se la domanda di lavoro rallenta ulteriormente (per shock esterni), la disoccupazione potrebbe salire più velocemente del previsto perché non c’è più “cuscinetto” migratorio/demografico.
  4. Impatto sui mercati e sulle comunicazioni della Fed
    • I futures sui tassi e i mercati azionari/obbligazionari dovranno ricalibrare le reazioni ai dati occupazionali: meno panico su stampe negative, meno euforia su stampe positive.
    • La Fed userà questo studio per giustificare una politica più “data-dependent” ma meno dipendente dai soli payrolls headline. È un modo per “pre-posizionarsi” e gestire le aspettative: “non è debolezza, è nuovo equilibrio strutturale”.

In sintesi: questo aggiornamento rafforza la mano della Fed contro tagli affrettati e le dà più margine di manovra per combattere l’inflazione senza sembrare insensibile all’occupazione. È un cambiamento strutturale (non ciclico) dovuto a immigrazione e demografia, che rende il mercato del lavoro americano meno “espansivo” di prima. La crescita futura dipenderà quasi interamente dalla produttività, non più dall’aumento della popolazione attiva. “

Ecco come si giustificano 3 milioni di posti di lavoro spariti nel nulla. Con trucchetti normativi o contabili.

Sullo sfondo la guerra all’Iran ha fatto dimenticare il buco nero del credito privato…

I debitori legati al sistema di credito privato hanno già ceduto, tra cui First Brands Group, Tricolor, Joann, At Home, Claires, Genesis HealthCare, 23andMe, Ligado Networks, Prospect Medical Holdings e Global Clean Energy Holdings. Allo stesso tempo, importanti gestori hanno già dovuto razionare la liquidità o limitare le uscite, tra cui Blackstone BCRED, i veicoli Blue Owl, Apollo Debt Solutions BDC, Ares Strategic Income Fund, Barings Private Credit, BlackRock HPS Lending Fund, Morgan Stanley North Haven e Cliffwater.

E siamo solo all’inizio!

Nel fine settimana è uscito il nuovo manoscritto, se non è arrivato, controllate la casella spam.

E’ uscito “LA LEGGENDA DELL’OLIO DI SASSO” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.

 

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