USA RETAIL SALES: CROLLANO I CONSUMI, VOLANO LE INSOLVENZE!

11 Febbraio 2026 07:14

Sedetevi, sdraiatevi perché dopo i dati di ieri, sempre che non siano stati ritoccati per farli uscire migliori della realtà, ci sarà da ridere per mesi.

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Ma tu pensa, a dicembre dotti, medici e sapienti hanno favoleggiato su mirabolanti consumi nei vari black friday o cyber monday con contorno di natale, quando un mese e qualche giorno dopo, la realtà è pari a ZERO!

Ma tu pensa, inaspettata battuta di arresto, magari all’insaputa del consumatore americano che spende e spande con le carte di credito.

Analisti, economisti e cantastorie di Bloomberg, prevedevano un aumento dello 0.4%

Ma la cosa affascinante è che i consumi di ottobre, davvero mirabolanti in prima lettura con un 0.6% di aumento, sono stati cancellati, azzerati, annientati dalle revisioni, ZERO!

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Gli ultimi 4 mesi dell’anno sono stati spettacolari, il nulla assoluto.

Le vendite reali, al netto dell’inflazione, sono state negative sia mese su mese che anno su anno.

In parole povere gli americani si sono indebitati per comprare il nulla.

Le favole sui consumi hanno prodotto il più alto livello di insolvenze sul credito al consumo dal 2017.

Ma non è finita qui, anche le carte di credito, le insolvenze hanno ripreso a volare insieme agli asini che le utilizzano.

I consumi americani altro non sono che un miraggio inflattivo che si trasformerà presto in fobia deflattiva.

Essere o non essere: questo è un miraggio - la Repubblica

Ma ci penseranno Donald Trump e Kevin Warsh, sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno, i tassi scenderanno dalla croce e l’economia volerà del 15 %, insieme agli asini.

Possiamo crescere del 15%. Credo anche di più! … Ma Larry, possiamo farcela. Eravamo soliti crescere del 15% perché avevamo spirito. Oggi abbiamo molto comunismo.
Si e anche molto umorismo!

 

Indice dei prezzi all’importazione e dei costi del lavoro deboli, con prezzi all’esportazione elevati.

Il report settimanale della ADP. paghe del settore privato, hanno registrato solo 6.500 nuovi posti di lavoro a settimana, nelle ultime quattro settimane. I prezzi all’esportazione sono leggermente diminuiti, oltre ai costi del lavoro indiretti.

Ieri hanno parlato altri due personaggi lunari, due governatori della Fed con diritto di voto che vivono sulla luna, in maniera particolare la Logan…

Questi la debolezza del mercato del lavoro non la vedono neanche se li costringono ad accogliere milioni di homeless in casa loro, questi vivono sulla luna e ogni tanto, scendono sulla terra per farsi una riunione tra caviale e champagne.

La Logan ha affermato che nei prossimi mesi, se l’inflazione diminuirà e il mercato del lavoro rimarrà stabile, non saranno necessari ulteriori tagli dei tassi. Per quanto riguarda l’inflazione, Logan è più preoccupata per il fatto che l’inflazione rimanga ostinatamente alta e non è pienamente convinta che l’inflazione tornerà al 2% e prevede progressi sull’inflazione quest’anno; ha già visto alcuni segnali timidi.

Di sicuro non legge i ragazzi di Truflation, l’inflazione è crollata!

Vedremo quale magia si inventerà la prossima settimana il BLS sul CPI, la sensazione è che stanno preparando qualche sorpresa soprattutto nelle revisioni.

Per quanto riguarda la politica monetaria, ritiene che l’attuale orientamento politico possa essere molto vicino alla neutralità, offrendo pochi freni.

Anche Hammack, la presidente della Fed di Cleveland, ha affermato che la Fed è in una buona posizione con la politica monetaria “per vedere come si evolve la situazione”, e che l’attuale tasso obiettivo della Fed è “vicino alla neutralità”

Ha detto che l’inflazione è ancora troppo alta, e che la questione tariffaria è ancora in gioco.

Hammack ha ribadito che i tassi di interesse potrebbero rimanere invariati per un periodo prolungato mentre vengono valutati i dati economici e che verrà mantenuta la flessibilità per aumentare i tassi se necessario.

Ma certo, loro valutano i dati economici.

Disoccupazione esplosa, inflazione crollata e ora scopriamo che anche i consumi dichiarati sono un’invenzione, o meglio un miraggio dell’inflazione.

Questa non è politica monetaria, questa è politica, far finta di non vedere, ignorare la realtà, per dare fastidio a qualcuno che non ti piace.

Quello che fanno le banche centrali è l’esclusivo interesse dei loro soci, tengono i tassi alti per favorire gli utili delle banche, di imprese e famiglie se ne fregano.

Il Sole 24 Ore mette in prima pagina il balzo in avanti registrato nel 2025 dagli utili delle banche italiane. I primi sei istituti di credito – Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Bper, BancoBpm e Credem – hanno realizzato profitti cumulati per 27,74 miliardi di euro, con un aumento del 16,2% rispetto ai 23,86 miliardi del 2024

Per Voi soldi non ce ne sono, solo austerità, per loro utili stellari, frutto di dinamiche predatorie.

Noi continueremo a monitorare la disinflazione, deflazione in atto, il 2026, verrà ricordato come l’anno dei bond, dopo cinque anni di ordinaria follia.

 

Nel fine settimana è uscito OUTLOOK 2026 “Deflation is Back” che troverete al seguente indirizzo, dedicato a coloro che hanno sostenuto generosamente questo viaggio.

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«Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di rispamiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. 

 

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